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FederSupporter e AVIS per uno sport più sano

Presentato in Campidoglio il libro di Alfredo Parisi
 

Chi può entrare allo Stadio ? Decide il Club

22 settembre 2020 -Il Comitato Tecnico Scientifico, ultimo baluardo al rispetto della salute e della dignità dei tifosi negli stadi.

Federsupporter è  a fianco dei tifosi contro la riapertura parziale degli stadi.

Il calcio è DI tutti e PER tutti e non degli “invitati” o dei privilegiati, il cui ingresso è a totale discrezione delle Società , preoccupate, unicamente, dei propri interessi.

Nella Nota allegata sono illustrate le motivazioni di tale presa di posizione e richiamata l’attenzione sulle modalità di ingresso nel calcio dei Fondi di Investimento, sia  quale fonte di finanziamento per la sopravvivenza del sistema, sia, soprattutto, per quell’evoluzione  della cultura aziendale e della governance nel calcio,  la cui mancanza ha costituito, finora, un freno al cambiamento. 

Alfredo Parisi

 

Una considerazione  per chi ama il calcio come gioco.

Sinora sono state sentite tutte le componenti del calcio in merito alla riapertura degli stadi, contrastata dal Comitato Tecnico Scientifico fermo sulla propria posizione “ Il calcio è uno sport di contatto e sono stati gli stessi vertici sportivi a proporre la soluzione che è attualmente in vigore. Il Comitato non cambia le misure preventive e così non si torna indietro come per gli stadi aperti: ad oggi mancano le condizioni epidemiologiche per consentire per consentire una riapertura degli impianti al pubblico” ( www.fanpage.it, 16 settembre 2020).

Tutte le componenti del calcio tranne il “residuale” soggetto che sta subendo un “lock down” della propria passione.

Il tifoso, infatti, viene preso in considerazione da tutti, Istituzioni, nazionali e sportive, opinionisti, media, solo e soltanto nella sua veste di “pagatore silente”.

Questo è l’unico diritto riconosciuto al tifoso: pagare per assistere ( con l’esperienza Covid forse!) nello stadio alle gare della propria squadra.

Significativo è l’articolo apparso su “La Repubblica” ( 16 settembre 2020, pag. 34, a firma E.Gamba e D.Marchese) :” La mancata apertura della campagna abbonamenti ha privato i club di quelle iniezioni di contante che in estate consentono di fare acquisti”.

Lo stesso Presidente della Lega Serie A, Dal Pino, sottolinea, addirittura, che “ Il sistema rischia di collassare, togliere la possibilità di avere fatturato dalla biglietteria per le nostre squadre è un elemento dirompente”.(cfr. www.repubblica.it).

Un compatto movimento unitario di tutte le componenti politiche (!) che evidenzia quale unica fonte finanziaria per poter effettuare  la campagna acquisto/cessioni e fronteggiare, così,  la crisi del sistema calcio, sia  il contributo derivante dagli abbonamenti dei tifosi: “ Il mercato ristagna perché mancano i soldi, i soldi mancano anche perché gli stadi restano chiusi e l’intero movimento procede a rilento” ( cfr. “La Repubblica”, ibidem) .

Cioè  quei soldi  che i tifosi corrispondono in via anticipata, in unica soluzione e con tanti sacrifici individuali, per assistere alle gare della propria squadra del cuore .

Una passione pagata a caro prezzo, visti gli incrementi recentemente stabiliti per gli abbonamenti e soprattutto il mancato rimborso cash delle quote di abbonamento non potuto godere per l’ effetto Covid che ha “costretto” i Club a disputare  le partite per terminare la stagione 2019/2020 a porte chiuse.

Si è assistito ad un paradosso: i Club non rimborsando cash  gli abbonati  hanno utilizzato fonti finanziarie  non onerose  ed hanno anche ottenuto, non aprendo lo stadio al pubblico, un notevole risparmio di costi di struttura .

Un contributo, quello degli incassi da abbonamenti,  che incide sul fatturato lordo delle società , per il 9%.,come precisato dalla stessa FIGC.

Peraltro, se prendiamo gli ultimi dati economici (bilanci al 31.12.2019) delle tre società quotate in borsa, vediamo che l’incidenza dei ricavi da abbonamenti sul valore della produzione ( fatturato lordo) è  notevolmente più modesta:

(€ / mln)

Juventus

Roma

Lazio

Incassi da biglietteria

24,3

11,9

3,95

Fatturato Lordo

621,5

204,1

108,6

Incidenza %

3,9

5,8

3,6

 

 

 

Così, l’ultima frontiera della Lega Serie A,”sempre nell’interesse dei tifosi” è quella di permettere l’ingresso agli stadi in percentuali oscillanti  tra il 20% ed il 30%, in funzione della capienza dell’impianto sportivo.

Ferma rimanendo la curiosità di comprendere le modalità ed i criteri della “ selezione naturale” per l’accesso dei tifosi in percentuale negli stadi, credo sia necessario sentire ANCHE le reazioni di chi ancora crede nella dignità del tifoso.

“Lasciamo la curva vuota” – dice la Curva Maratona- ( cfr. “Tuttosport”, 12 settembre 2020)” Non intendiamo piegarci alle attuali normative che vorrebbero trasformare il mondo del tifo in un mondo di spettatori-burattini posizionati su seggiolini e sorvegliati a vista per ogni spostamento giustificato. Mascherine,distanziamento e posti limitati non sono compatibili con il nostro modo di vivere il calcio”.

Ancora più significativa è la presa di posizione dell’Associazione Club Genovesi (Acg) : “ Sarà una sofferenza stare fuori, lo è stata anche nel finale della scorsa, ennesima, stagione travagliata, ma non intendiamo “andare a teatro” o essere sorteggiati come ad un gioco a premi”. (cfr. www.pianetagenoa1893.net, 12 settembre 2020).

Per cercare di richiamare alla mente, in modo strumentale per far vergognare i padroni del calcio circa il loro comportamento nei confronti dei tifosi, ricorro alle parole di chi, andando oltre la sua attività ( Professore di filosofia alla New York School for Social Research), descrive il proprio  essere tifoso ( del Liverpool):

 “ I veri tifosi non sono dei sempliciotti, burattini nelle mani dei potenti. Sono tutt’altro che stupidi. Sono ben consapevoli della natura dello spettacolo cui assistono. Sanno come gira il gioco e quale sia il prezzo per avere una squadra vincente.

Ma i tifosi sanno anche che per un momento, il momento tra i momenti, ci può essere qualcos’altro…. Che non riguarda la vittoria ma il tendere verso quello che potremo chiamare l’assoluto. In quei momenti di magica incoscienza, sospesi tra slancio e meraviglia, l’essenza del calcio risplende al punto da nasconderne la sostanza: la bellezza colta nel suo incessante movimento, ….., l’intesa tra giocatori e tra tifosi, ….I momenti in cui tratteniamo il fiato.. In cui  tratteniamo il fiato. In cui accade qualcosa di straordinario. Ma durano solo un attimo, poi svaniscono. Espiriamo. E lo spettacolo macabro del presente continua  .” ( così , Simon Critchley in “ A cosa pensiamo quando pensiamo al calcio”, Einaudi-Stile Libero-Extra, maggio 2018).

 Alfredo Parisi

 

FONDI DI INVESTIMENTO E CALCIO

 

SECONDA PUNTATA

Nell’Introduzione alla  puntata precedente, ho avuto modo di accennare   all’intervento dei Fondi di Investimento nel mondo del calcio internazionale che ha avuto l’effetto di ampliare il panorama finanziario che regola il mondo del pallone.

In quest’ottica, si deve collocare la svolta della Lega Serie A , formalizzata nel corso della recente assemblea ( 9 settembre 2020) che ha deliberato  l’ingresso  in  una società “  controllata dalla Lega di alcuni fondi di private equità con una quota del 10% per gestire in proprio la futura vendita dei diritti TV” ( cfr La Repubblica, 9 settembre 2020.

Significativa è la dichiarazione del Presidente di Lega Serie A , Dal Pino, “Ora ci sono alcuni passi da fare, approfondiremo le due proposte delle cordate per la media company perché ci sono alcuni dettagli da verificare. La Lega ha lavorato per anni con intermediari, ma è ora che il valore resti in casa”. ( cfr Comunicato Lega , 10 settembre 2020).

La nuova strategia muove da due considerazioni di base: una  palese ed autodenunciata difficoltà di governance che ha spesso portato a scontri di interessi individuali con la conseguente destabilizzazione di  una necessaria strategia comune.

Infatti ( cfr.” La Gazzetta dello Sport”, 8 settembre 2020, di Stefano Barigelli) “ E’ mancato un piano collettivo che puntasse allo sviluppo sacrificato sull’altare di una politica miope di piccolo cabotaggio, concentrata su interessi spesso individuali. 

Simbolo di tale politica “ Lotito che incarna più di ogni altro presidente la stagione del declino e della rissa continua che il nostro calcio vive da almeno otto anni e che in pratica lo ha mummificato” ( cfr. ibidem).

La seconda considerazione è ancora più preoccupante. Infatti,    sottolinea la carenza di una “ cultura aziendale  che è la cosa più importante e noi non ce l’abbiamo “ ( cfr dichiarazioni Dal Pino su “tuttomercato.web” del 10 settembre 2020).

La decisione assunta all’unamità dai 20 club della Serie A si è basata sulle due offerte pervenute :

a)      La cordata CVC, ADVENT e FSI   con una offerta di “ingresso” di € 1,625  mln, a fronte della quota del 10% nella costituenda Media Company;

b)      L’offerta congiunta BAIN-NB Renaissance di € 1,350 mln.

Ambedue le offerte hanno, comunque, garantito introiti minimi  di € 1,500 mln di ricavi annui  per i prossimi dieci anni.

Vediamo di conoscere, sia pure sinteticamente, i profili dei soggetti offerenti, così da comprendere  come il sistema calcio italiano subirà un radicale cambiamento, degli uomini e delle strategie.

 In calce alla presente Nota, sono inoltre riportate  le linee essenziali delle modalità di intervento  dei Fondi di Investimento nelle operazioni di compravendita delle prestazioni dei calciatori e dei club.

La prima cordata è capofilata da CVC Capital Parftners,  società londinese, specializzata nell’acquisizione di società operanti in settori diversificati : dai giochi ( Sky Betting & Gaming, Gruppo Sisal) alla farmaceutica (Recordati in Italia, Gruppo Alvogen in USA), ai beni di consumo ( Breitling, Samsonite).

L’obiettivo  è quello di acquisire il controllo di società in difficoltà gestionali ed economico- finanziarie,  razionalizzarne la gestione, in un’ottica di massimizzazione del valore sul mercato per poi cederla, ricavandone le programmate plusvalenze che costituiscono anche e soprattutto le fonti finanziarie per nuove operazioni di private equity.

Già nel luglio scorso (cfr.calcioefinanza.it, 8 luglio 2020) CVC Capital Partners”.. ha lanciato a livello internazionale il suo ottavo Fondo,  con una dotazione di capitali di  € 21,3 mld, un record a livello mondiale”.

CVC Capital Partners  interverrebbe nel settore calcio quale capofila di un gruppo che vede come partner ADVENT International Corporation, insediata a Boston e specializzata nell’acquisizione di aziende in Europa, Nord America, Asia ed America Latrina, e soprattutto FSI (Fondo Strategico Italiano), società di private equity costituita a Milano circa 4 anni fa che vede come azionisti CDP Equity spa ( al 39%) e Poste Vita ( al 9,9 % ).

La presenza nel Fondo Strategico Italiano di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) che ne è l’azionista di controllo, sottolinea l’interesse a far preferire, anche in presenza di una  maggiore offerta, la  proposta del Gruppo guidato da CVC.

La seconda cordata offerente vede la presenza, a fianco di BAIN Capital, società con sede a Boston, ed operativa, in particolare in Europa e nell’Est Asiatico, di NB Renaissance Partners. 

Quest’ultimo è il fondo “private” di Neurberger Berman, società di gestione  con un patrimonio investito di oltre 340 miliardi di euro, caratterizzata dalla composizione del proprio capitale sociale: interamente detenuto dagli oltre 2.000 dipendenti.

Peraltro la Neuberger Berman ha fondato  NB Renaissance nel 2915  con un partner  italiano : La Banca Intesa San Paolo. 

Come si può vedere, comunque, alla fine il calcio in Italia avrà sempre un riferimento di poteri italiani !

Si tratta, unicamente di una scelta, non tanto e non solo quantitativa, quanto di  strategia politica.

Ed io ritenevo che finalmente il calcio nostrano si fosse finalmente allontanato dal pantano politico e  fosse diventato un vero e proprio business in mano a manager con “ una cultura aziendale” tuttora estranea al sistema calcio.

Alfredo Parisi

Nota esplicativa – Sintesi delle operazioni TPO e TPI.

Un necessario chiarimento  sull’evoluzione del sistema calcio e sul ruolo dei Fondi nei rapporti

Società- Agenti- Calciatori, che ha portato alla dilatazione degli interessi economici e della finanza “ creativa”, e che continua a produrre i loro effetti  “ fagocitanti” in un calcio sempre più transnazionale.
La crescente invasione della finanza nel mondo del pallone, ormai senza più confini, in una logica di globalizzazione, residualizza ogni altro aspetto di quello che è  solo un business per i “padroni  del pallone”, controllato  sia attraverso le così dette “TPO” ( Third Party Ownership”),,sia attraverso le così dette “ TPI” ( Third Party Investment).

Stiamo, quindi, parlando di  un soggetto “terzo”, estraneo all’ordinamento sportivo,  che interviene tra i club e i procuratori dei calciatori nelle trattative di cessione/acquisto dei diritti alle prestazioni sportive.

Dal punto di vista operativo, la “Terza Parte” concede un finanziamento al club, finalizzato all’acquisto di un calciatore e,contemporaneamente,il club si impegna a riconoscere alla “Terza Parte” una percentuale sul prezzo di cessione del calciatore  stesso.

In questa semplice operazione finanziaria si devono distinguere i diritti federativi dai diritti economici, così come precisato dal Tribunale per l’Arbitrato dello Sport di Losanna ( cfr. sentenza  2004/A/365 RCD).

I primi regolano la componente economica derivante dal contratto che lega il calciatore al club secondo le modalità contrattuali proprie della Federazione di appartenenza del club e, quindi, all’interno dell’ordinamento sportivo.

I secondi sono diritti che scaturiscono dai rapporti tra i due club  che intervengono nell’operazione di acquisto/cessione. La natura “privata” di questi rapporti permette di negoziare i diritti che ne scaturiscono con soggetti terzi, al di fuori dell’ordinamento sportivo.

L’operazione consente, quindi,  al club di disporre di una fonte finanziaria, in genere a bassa o nulla onerosità, necessaria per la gestione corrente, gestione che, peraltro, proprio per il vincolo derivante dalla  disponibilità del cartellino del giocatore, viene ad essere, peraltro,  limitata nelle sue dinamiche.

Come emerge dall’analisi di ampio respiro riportata da Pippo Russo nel volume “ “Gol di rapina. Il lato oscuro del calcio globale”, (Edizioni Clichy, 2015) ,l’esempio più significativo, divenuto un caso di scuola,  permette di comprendere in concreto l’operazione.

I Calciatori Tevez e Mascherano, di proprietà del Corinthias, furono ceduti al club di Premier League West Ham. Peraltro, i diritti economici dei due calciatori erano di proprietà  di due società: Media Sports Investments e Just Sport Inc quelli di Tevez e Global Soccer Agencies e Mystere Service Ltd quelli di Mascherano.

Le quattro società intervenute nelle transazioni erano rappresentate da Kia Joorabchin , a capo del Fondo di investimento Media Sports Investments (MSI) che controlla il cartellino dei due giocatori.

Inizialmente  la formula di tale tipologia di operazioni non permetteva  di risalire al vero proprietario: “ .. non è il club in questione (- Corinthias), né lo sono i calciatori stessi, ma una terza parte.” Circostanza vietata sia dalla Federazione inglese sia dalla FIFA. Per questa irregolarità il West Ham fu sanzionato con  5,5 milioni di sterline.

In sostanza,  il cartellino del giocatore poteva essere o di proprietà del club ( che poteva cederlo, in tutto o in parte,  ad altri club) o di proprietà del calciatore stesso.

A seguito di questa fattispecie, la FIFA introdusse,  nell’ottobre 2007, il divieto di operazioni di questo tipo, ribadito nel maggio 2015,  evidenziando che tale modus operandi minava l’indipendenza stessa del sistema calcio ed introdusse l’art. 18 bis “ Third party influence on clubs” , recepito nel Regolamento FIGC  : art. 18 bis, comma 1  “ Influenza di terzi sulle società “ : Nessuna  società può stipulare contratti che permettano a qualsiasi altra parte che figuri all’interno del contratto o a terzi di acquisire la capacità di influire sui rapporti di lavoro e sulle questioni relative ai trasferimenti, sulla sua autonomia sulle scelte politiche o sull’attività della propria squadra”.  In tal modo dichiarava fuori legge  le operazioni della specie in molti Paesi d’Europa ( Inghilterra, Francia, Italia, Polonia).

Per ovviare a questo divieto formale, ,  gli operatori hanno creato un diverso schema contrattuale regolamentante solo  i diritti economici : T.I.P. ( Third Party Investment).

In questa tipologia di operazioni  il soggetto finanziatore ( il Fondo) interviene direttamente nel  capitale sociale del Club, sottoscrivendo azioni per un importo  necessario  all’acquisto del cartellino di un calciatore. A garanzia del rimborso di tale finanziamento il Fondo acquisisce il cartellino del giocatore.

In questo modo, il Fondo  incasserà, oltre al rimborso del finanziamento, anche la quota , precedentemente stabilita, in percentuale, della cifra alla quale il calciatore sarà successivamente ceduto.

 

 

 

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