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La Rivoluzione della Lega Serie A

15.10.2020 - Renovatio Imperii

Un sintetico Comunicato della Lega Serie A del 13 ottobre sancisce la fine dell’era “giurassica” del pallone.

Ci voleva la pandemia per scoperchiare quel vaso di Pandora che aveva  come vate incontrastato il Presidente della Lazio.

L’articolo apparso oggi, 14 ottobre, su La Gazzetta dello Sport, a firma di Stefano Barigelli,  si sviluppa proprio in quest’ottica, identificando  nel Presidente Lotito il simbolo cui attribuire “la rissosità che negli anni ha paralizzato la Serie A…. Le vecchie logiche, le vecchie abitudini, gli egoismi, le interdizioni, le risse, la politica del piccolo cabotaggio: tutto ciò non ha più senso”.

Ma al di là di questa cruda analisi, che non può certo trovare in un solo personaggio, per quanto gestore di “…una politica del do ut des che gli permetteva di esercitare il ruolo di intenditore o di arbitro in Lega a seconda delle situazioni”,  la causa di un dissesto annunciato, deve rilevarsi, ancora una volta il fallimento di un sistema (cfr. tutte le analisi di Federsupporter  dei Report FIGC negli ultimi 4 anni , anche in “ Vizi e Virtù di un calcio quotato”).

In tutti i Report Calcio, redatti dalla FIGC, Arel e PWC, è, infatti, sempre stato sottolineato il deficit di capitalizzazione delle 20 società di Lega Serie A e la necessità di un cambiamento manageriale.

Dall’ultima relazione (campionato 2018/2019) emerge un indebitamento di € 4.311 mln a fronte di un patrimonio di € 551 mln. con un rapporto “patrimonio/debiti” tipico di società in procedura concorsuale.

Se a questo si aggiunge che  i Ricavi totali , ammontanti a €  3.385 mln  beneficiano di plusvalenze nette da cessione di giocatori per € 713 mln, facendo  adeguare i ricavi della  gestione ordinaria ad appena € 2.672 (di cui il 51 % da diritti tv e radio), si comprende  il reale senso di fondata preoccupazione di un comparto che  rappresenta il "motore dell’intera piramide calcistica italiana”, come  evidenziato dal Comunicato Lega Serie A.

Ma da questo a richiedere un “intervento istituzionale a salvaguardia della stabilità del massimo campionato”, senza prendere neppure in esame un fattore minimale, quale il dovere di ricapitalizzazione dei “padroni” del calcio, ce ne corre. Bisogna avere il senso della misura.

Qualunque intervento istituzionale non può, infatti, prescindere da un combinato intervento dell’imprenditoria privata calcistica che, sinora, ha vissuto una falsa realtà gestionale.

Il Comunicato  richiamato evidenzia, inoltre, due aspetti  importanti :  la formalizzazione di una realtà manageriale  che gestirà il business dei dirittiTV ed il decisionismo con il quale la Lega ha deciso di procedere, in tempi estremamente contenuti , 4 settimane,  alla realizzazione di quella Media Company alla quale il Consorzio CVC parteciperà per il 10% , divenendo così,  proprietaria dei diritti TV della Lega Serie A, ma, soprattutto, provvedendo a corrispondere per tale quota  circa € 1,6 mld.

Al fine di comprendere il profilo del Consorzio che “salverà” il calcio della Serie A, in calce si riporta parte della Nota pubblicata da Federsupporter il 28 agosto.

Per la realizzazione di tale “renovatio” è stata nominata una commissione per la concretizzazione degli accordi; commissione che, secondo quanto riportato da “La Gazzetta dello Sport”, vede la partecipazione di Andrea Agnelli, Aurelio De Laurentiis, Guido Flenga e Stefano Campoccia.

Alfredo Parisi

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Estratto da Fondi di investimento e calcio- Seconda puntata” su www.federsupporter.it

La prima cordata è capofilata da CVC Capital Partners, società londinese, specializzata nell’acquisizione di società operanti in settori diversificati: dai giochi (Sky Betting & Gaming, Gruppo Sisal) alla farmaceutica (Recordati in Italia, Gruppo Alvogen in USA), ai beni di consumo (Breitling, Samsonite).  L’obiettivo è quello di acquisire il controllo di società in difficoltà gestionali ed economico- finanziarie, razionalizzarne la gestione, in un’ottica di massimizzazione del valore sul mercato per poi cederla, ricavandone le programmate plusvalenze che costituiscono anche e soprattutto le fonti finanziarie per nuove operazioni di private equity. Già nel luglio scorso (cfr.calcioefinanza.it, 8 luglio 2020) CVC Capital Partners” ...ha lanciato a livello internazionale il suo ottavo Fondo, con una dotazione di capitali di € 21,3 mld, un record a livello mondiale”. CVC Capital Partners  interverrebbe nel settore calcio quale capofila di un gruppo che vede come partner ADVENT International Corporation, insediata a Boston e specializzata nell’acquisizione di aziende in Europa, Nord America, Asia ed America Latrina, e soprattutto FSI (Fondo Strategico Italiano), società di private equity costituita a Milano circa 4 anni fa che vede come azionisti CDP Equity spa (al 39%) e Poste Vita (al 9,9 %). La presenza nel Fondo Strategico Italiano di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) che ne è l’azionista di controllo, sottolinea l’interesse a far preferire, anche in presenza di una maggiore offerta, la proposta del Gruppo guidato da CVC.

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