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Presentato in Campidoglio il libro di Alfredo Parisi
 

UOMINI SOLI

01.02.2021 - Non so perché ma quel “ pasticciaccio brutto CONI-Sport & Salute”, dopo aver ascoltato l’audizione del Presidente Malagò presso la Commissione parlamentare della Camera dei Deputati del 24 gennaio scorso, mi ha richiamato alla mente, pensando al Presidente del CONI, alcune frasi di una nota canzone dei Pooh:

“ A volte un uomo è da solo perché ha in testa strani tarli…

Per scrivere  il romanzo che ha di dentro,

o perché in un mondo falso è un vero uomo..

Con questa premessa, mi sono trovato a scorrere le notizie di stampa sul problema CONI/CIO, soffocate da litri di inchiostro sulla pandemia, vaccini si, vaccini no, crisi di Governo, Conte si, Conte no.

“Il  decretino di due pagine, anticipato da Repubblica sana il vulnus sull’autonomia del CONI “ ,  questo  è il titolo di apertura del quotidiano sulla questione.

 

Peraltro, è solo scorrendo i due articoli che compongono la bozza del “decretino” ,veicolato dalla stampa e che dovrà essere recepito in Gazzetta Ufficiale,  che non si può non concludere  che ,”.. in effetti,  il decreto è più che altro una toppa “ .

In questi sensi, è condivisibile l’affermazione del Presidente del basket, Petrucci, che il “decretino” è “ il minimo sindacale”.

In sostanza, ed in attesa  della stesura definitiva del testo che potrà avere modificazioni ed integrazioni, al lettore non distratto la norma d’urgenza appare semplicemente un provvedimento caotico  diretto a regolarizzare unicamente aspetti organizzativi , logistici e del personale del CONI,  in una fumosa esaltazione dell’indipendenza e dell’autonomia  dalla politica richiesta dal CIO.

Comunque, il provvedimento appare  sproporzionato rispetto alla rilevanza dell’enorme errore, politico, sociale, economico, di immagine,  provocato da una vicenda che, nel silenzio assordante della stampa nei 24 mesi precedenti è stato volutamente relegato in una “corsia” , abbandonato da “medici”, infermieri” e “ portantini”.

L’accorato articolo di Xavier Jacobelli  su Tuttosport del  26 gennaio scorso è l’unico a prendere pubblicamente posizione contro questa che può essere, purtroppo. definita  una vergogna italiana, richiamando alla loro responsabilità “ gli indecenti” .

Dalla stampa del 28 gennaio scorso, mi sarei aspettato un approfondimento di ciò che “non” è accaduto in questi mesi sulla vicenda e, soprattutto, una spiegazione su come è potuto accadere.

Uno scenario che ha visto contrapposto un esercito di politici, lobbisti, giornalisti, “ savoranoli mediatici “  contro il CONI, una Istituzione pubblica che ha rappresentato da sempre l’orgoglio del Paese.

A parte l’uso , o meglio l’abuso, di una parola  utilizzata da alcuni deputati ( cfr. Repubblica  27 gennaio scorso) per definire la vicenda una “ pantomina (  cfr. Treccani,” rappresentazione scenica muta affidata a gesti”, non certo adatta alla questione, affogata in un mare di parole e non certo utile ad un confronto sereno e costruttivo,  ciò che emerge è il continuo attacco di delegittimazione  di un uomo(il Presidente Malagò)  e, attraverso questo della funzione istituzionale, nazionale e internazionale ( il CONI).

E’ sembrato di assistere ad una scena tratta  dal film di Bellocchio “ Sbatti il mostro in prima pagina”, laddove la funzione della stampa  dovrebbe essere  quella di informare il pubblico perché, cercando la verità, far capire.

“ Il ruolo di chi scrive per professione dovrebbe essere quello di informare i cittadini, dando notizie in modo il più possibile completo e corretto” ( così, G. Spinoso “ Il giornale e i condizionamenti dei poteri e della politica” in www.polistampa.com) .

Scorrendo la documentazione a monte del “decretino”, dalla legge di bilancio 2019 ( comma 1, art. 629 e segg), alla legge 86/2019, al Documento governativo “SportINsalute”- La riforma del sistema sportivo italiano” ( dove vengono  precisati “il vero “ ed “il falso” della riforma), ai cinque decreti legislativi attuativi della richiamata legge 86/2019, al bilancio di Sport & Salute al 31.12.20919 (edizione 2020), ciò che chiede un semplice appassionato di sport  è chiarezza di ruoli, di funzioni, di delimitazione dei rispettivi parametri di responsabilità, ma soprattutto di costruttiva collaborazione  per lo Sport italiano.

Alfredo Parisi

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