E' uscito il nuovo libro di Alfredo Parisi, acquistalo online

Memorial 2021 Felice Pulici

Presentato in Campidoglio il libro di Alfredo Parisi
 

Deferimento Lazio

 20 febbraio 2021- Caso Tamponi Lazio : il deferimento della Procura federale

Il Procuratore federale della FIGC, in data 16 febbraio scorso, ha deferito al Tribunale federale la S S Lazio spa a titolo di responsabilità diretta per il comportamento posto in essere del suo Presidente del Comitato di gestione,Claudio Lotito, nonché a titolo di responsabilità oggettiva, per i comportamenti posti in essere dai dottori Ivo Pulcini e Fabio Rodia, rispettivamente responsabile sanitario e medico sociale della stessa Lazio e, infine, quest’ultima a titolo di responsabilità propria,per violazione degli obblighi di cui ai Protocolli Sanitari volti al contenimento del Covid-19.

In merito a tale deferimento, alcuni nostri soci ci hanno chiesto  chiarimenti e di esprimere un parere sulla vicenda.

Richiesta che può essere esaudita nei limiti dei fatti e delle circostanze finora disponibili e resi noti e dell’opinabilità dei pareri e dell’alea insita in ogni giudizio.

 

Fatta questa doverosa premessa, svolgo le considerazioni che seguono, alcune delle quali, peraltro, già svolte in miei precedenti scritti (“ “N” il gene della discordia” e “ La Lazio ha PECcato”) ai quali si rinvia ( www.federsupporter.it).

Nell’atto di deferimento ci si riferisce sempre ai tamponi così detti UEFA,

Questi tamponi cioè effettuati presso un laboratorio di analisi prescelto e prescritto dalla UEFA per verificare l’eventuale positività al Covid diagnosticati  alle società partecipanti ai tornei organizzati dalla stessa UEFA.

A differenza di quest’ultima, la FIGC  non aveva e non ha prescritto e prescelto laboratori di analisi di propria fiducia, cosicchè le società partecipanti ai campionati organizzati dalla FIGC potevano e possono rivolgersi a laboratori di propria fiducia.

E tutto  o quasi tutto nasce da qui !

Ciò perché si è verificato un contrasto tra gli esiti delle analisi effettuate dal laboratorio di fiducia della Lazio ed il laboratorio prescritto dall’UEFA.

Nel contratto, la Lazio ha dovuto conformarsi agli esiti delle analisi UEFA, dovendo disputare partite della Champions.

La Procura federale, come dimostra l’atto di deferimento, fonda le proprie incolpazioni sui predetti esiti, mentre non tiene in alcuna considerazione i contrastanti esiti delle analisi svolte dal laboratorio di fiducia della Lazio.

Laboratorio cui quest’ultima si era legittimamente rivolta e su cui aveva fatto legittimamente affidamento relativamente alle gare organizzate dalla FIGC.

Circa, poi, la validità scientifica degli esiti dei tamponi effettuati dal laboratorio avellinese scelto dalla Lazio, l’Azienda Ospedaliera Moscati di Avellino, cui è stato demandato dal Tribunale di Avellino nell’ambito di una indagine penale in corso, di verificarne la validità, avrebbe, secondo notizie di stampa, accertato come valide le analisi con esito negativo del predetto laboratorio relative, tra le altre, al Calciatore immobile.

Conseguentemente, ove ciò fosse vero, a sbagliare sarebbero stati gli esiti delle analisi svolte dal laboratorio  di fiducia dell’UEFA concernenti il sunnominato calciatore.

E’, inoltre, da sottolineare che, almeno a quanto sinora consta ed è dato sapere , nessun esponente della Lazio sarebbe indagato nell’indagine penale in corso riguardante gli stessi fatti dedotti nell’atto di deferimento.

Laddove, ammesso e non concesso che le analisi svolte dal Laboratorio avellinese fossero state alterate, a sbagliare, ciò, allo stato  e fatti salvi eventuali ulteriori sviluppi dell’indagine, sarebbe avvenuto senza alcun coinvolgimento e senza alcuna responsabilità della Lazio e dei suoi esponenti, essendo casomai la società parte lesa.

In ordine ai suddetti sviluppi, da notizie di stampa del 18 febbraio scorso si apprende che la Procura della Repubblica di Avellino avrebbe richiesto  il DNA del calciatore Immobile.

Notizie che, ove confermate, sarebbero piuttosto inquietanti, lasciando pensare che gli inquirenti possano nutrire dubbi sul fatto che i tamponi concernenti  il calciatore siano effettivamente attribuibili  allo stesso .

E’ altresì opportuno ed utile  ricordare, come già fatto nelle precedenti richiamate Note, che  all’epoca della vicenda esiste una autorevole corrente di pensiero scientifica, cui aderisce l’Azienda Ospedaliera Moscati di Avellino ( c fr. La Nota stampa dell’8 maggio 2020), che in presenza del solo gene “N” in esito ai tamponi, ritiene questi ultimi “ falsi positivi”.

Che, dunque, i medici della Lazio abbiano potuto aderire a questa corrente di pensiero, autorevolmente validata in sede scientifica, non può essere a mio avviso motivo di incolpazione.

Pure ammesso, infatti, l’eventuale erroneità di questa tesi, si tratterebbe, pur sempre, di un errore scusabile, vertendosi in una “res dubia” e controversa.

Quanto agli obblighi di comunicazione alle competenti ASL degli esiti dei tamponi, anche in questo caso le imputazioni partono dal presupposto dell’esclusiva validità delle analisi UEFA.

Non solo, ma si parte anche dal presupposto che tali obblighi comunicativi facciano capo non ai laboratori che effettuano le analisi bensì alle società.

Obblighi che non sono espressamente previsti né da norme sportive né statali.

D’altra parte va rimarcato che, nell’atto di deferimento, non si parla di omesse comunicazioni, bensì  di comunicazioni intempestive, dandosi così atto che queste sono state, comunque, effettuate, sebbene in ritardo.

E, a questo proposito, come già asserito nei precedenti citati scritti, il mancato uso della pec non comporterebbe la mancanza di comunicazione, dovendosi verificare se queste ultime siano state effettuate telefonicamente e, in questo caso, siano state, comunque, recepite dai destinatari delle stesse, come se fossero state inviate mediante pec, tenuto anche conto che il processo sportivo, per quanto non disciplinato, deve conformarsi ai principi generali del processo civile.

Quanto sopra, in conformità al principio generale di conservazione degli atti ex art. 156 CPC.

Ricordo, infine, che l’applicazione di sanzioni su richiesta delle parti, c.d.patteggiamento, può, in caso di incolpazione, essere concordato con la Procura federale prima del termine della fase dibattimentale di primo grado, fermo restando che le possibilità di ricorso al patteggiamento è escluso in caso di recidiva, vale a dire qualora si sia incorsi in sanzioni per fatti della stessa natura.

Aggiungasi che, alla luce di un parere della Sezione Consultiva della Corte Federale di Appello (ved. C.U. 071/CFA del 18 dicembre 2017), la sentenza resa su richiesta delle parti non comporta il riconoscimento della responsabilità di un fatto.

Responsabilità che può essere accerta sulla base dell’esito di un normale giudizio.

 

Avv.Massimo Rossetti

 

 

 

 

 

 

Perchè Iscriversi a FEDERSUPPORTER

Leggi tutto →

Per iscriversi a Federsupporter, occorrono solo due passaggi:

 

1) compilare il modulo di iscrizione che potete trovare qui

2) versare la quota associativa annuale di 20 euro tramite bonifico bancario o pagamento Sicuro OnLine tramite Carta di Credito

 

Il 10% della quota di iscrizione verrà destinato alla Onlus "proRETT ricerca" (www.prorett.org)

Potrai richiedere copia dei volumi editi da FederSupporter al costo preferenziale di 10 euro invece dei 20 euro .