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Flaminio: totem per la politica

07.08.2021- Lo Stadio Flaminio non può morire di vincoli

In questi giorni sta tornando di attualità l’ipotesi di un intervento sullo Stadio Flaminio che lo faccia diventare lo Stadio della SS Lazio e dei suoi tifosi.

Sono anni che Federsupporter si è fatta carico di proposte e progetti per il recupero dello Stadio Flaminio, culminate nell’evento del 21 aprile 2018, meeting  per la bonifica delle zone verdi antistanti lo Stadio  e nel contempo occasione per una serie di giochi sportivi di atleti e ragazzi finalizzati a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni. Evento che ha visto la presenza del Presidente del CONI Regionale Lazio, Riccardo Viola, e del Presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo (ICS), Andrea Abodi.

Proposte e progetti ampiamente pubblicizzati e portati formalmente all’attenzione  di tutte le Istituzioni competenti, in primis del Comune di Roma.

 

In un Dossier  presentato nell’ambito di un Convegno promosso ed organizzato da Federsupporter, insieme con il II Municipio,  a Roma il 28 marzo 2017, presso l’Auditorium del Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo (MAXXI),Una Casa per la Lazio? Allo Stadio Flaminio si può fare…” venivano, certosinamente, riportate le pubbliche dichiarazioni  che, sin dal 2005, erano state fatte, in ordine alla ristrutturazione ed al recupero  dello Stadio Flaminio.

Tra queste, importanti erano  quelle  dell’allora  Sindaco di Roma, Veltroni, il quale  in una intervista al Corriere dello Sport dell’aprile 2006, affermava :” d’intesa con la Sovrintendenza di Stato e con la Famiglia Nervi, stiamo  proponendo l’ampliamento dello Stadio Flaminio a 40.000 posti per farlo diventare lo Stadio della Lazio. Voglio sottolineare  che questo progetto si svolgerà in coerenza con un disegno originario  dell’Arch. Nervi”.

Da allora ad oggi  si sono susseguite  altre numerose dichiarazioni in questo senso nonché sono stati presentati vari studi e progetti in merito.

A questo proposito ricordo che nel 2014 fu presentato al Comune di Roma, insieme con una petizione di oltre 15.000 tifosi della Lazio, uno Studio di fattibilità dei progettisti dello Juventus Stadium che portava la capienza del Flaminio a 41.273  posti, con un costo di circa  40 milioni di euro.

Da ultimo, è stato pubblicato un ponderoso Studio della Getty Foundation , dell’Università di Roma La Sapienza, della Associazione PLN Project di Marco Nervi, che ha redatto piano  (Conservation Plan ), di ben 593 pagine, per la conservazione del Flaminio  e la restituzione alla comunità, di uno stadio e di un  impianto sportivo polivalente, salvaguardandone le caratteristiche storiche e architettoniche.

A  tutt’oggi  tutto è rimasto allo stato di “chiacchiere e distintivo”.

Nel frattempo, lo Stadio Flaminio e le aree  circostanti hanno visto peggiorare  lo stato  di abbandono e degrado in cui  versano, ormai da epoca immemorabile, e che,  così continuando le cose, porteranno inevitabilmente al suo perimento

E’ proprio questa prolungata situazione di degrado dello stadio, ma soprattutto dell’indifferenza del Comune di Roma, divenuta proprietaria dell’impianto,  che si è basato l’esposto-denuncia alla Corte dei Conti  da parte del Codacons, finalizzato “all’accertamento di un danno alla collettività “ e quindi  di “possibili illeciti fonte di danno erariale “.

In tale ottica, è stata anche presentata, dalla stessa Associazione dei consumatori, una diffida al Comune di Roma “ per ottenere copia di tutti gli atti e/o documenti relativi alle attività svolte e agli interventi computi per la riqualificazione dello Stadio Flaminio  a partire  dal 01/012/2020”

In questo quadro è   recentemente intervenuto un fatto nuovo rilevante rappresentato  dalla manifestata disponibilità dell’azionista di maggioranza e Presidente del Consiglio di gestione della Lazio, Lotito,  dell’utilizzazione del Flaminio  quale stadio della Lazio e dei suoi tifosi.

Finora, infatti,  il sunnominato aveva sempre manifestato la propria netta contrarietà a tale utilizzo, assimilando lo Stadio Flaminio ad un “ vespasiano”.

Da varie parti, tuttavia, si continua a parlare dell’esistenza di vincoli che sarebbero assolutamente ostativi  a tale fine.

Al riguardo occorre uscire da un dilemma.

O si ritiene che il Flaminio sia e debba restare un’opera puramente monumentale e museale, a prescindere dalla sua destinazione  a impianto sportivo,o si ritiene che esso debba essere restituito a tale destinazione.

Nella prima ipotesi, bisogna allora che il Comune e lo Stato si facciano completamente carico di tutti gli oneri necessari al suo restauro ed alla sua manutenzione,  al suo decoro,  indipendentemente dal suo utilizzo  a impianto sportivo o a qualsiasi altra destinazione.

Nella seconda ipotesi, esso deve essere  ristrutturato ed ammodernato, a cura e spese dell’utilizzatore, anche restituendolo alla sua destinazione di impianto sportivo  senza che i vincoli esistenti possano impedire tale ristrutturazione e utilizzo.

Quanto ai vincoli è opportuno sottolineare che essi vanno contestualizzati e devono, pertanto, essere valutati e disciplinati    secondo l’evoluzione storica, sociale, ambientale, urbanistica, verificatasi dal momento in cui sono stati adottati sino ad oggi.

Ne consegue che i vincoli non hanno più ragione d’essere e non possono essere valutati nello stesso modo in cui lo erano in un momento storico non più esistente e profondamente mutato.

D’altronde, sarebbe illogico e paradossale che il pedissequo e anacronistico rispetto di vincoli portasse al perimento dell’opera che quei vincoli hanno avuto  lo scopo di salvaguardare.

Quanto più specificatamente ai diritti facenti capo agli Eredi dell’arch. Pier Luigi Nervi, tali diritti di carattere economico e morale, a parte il fatto che sono trascorsi più di cinquanta anni dalla loro attribuzione, non possono essere intesi come  ostativi a modificazioni dell’opera architettonica che si rendessero necessari.

Circostanza questa che sembra essere stata accettata nel richiamato Studio della Getty Foundation, al quale ha partecipato   la società della  Famiglia Nervi.

Tanto più ove, come previsto dall’art. 1, comma 304 della Legge 147/2013, “legge sugli stadi”, l’intervento venga dichiarato di pubblico interesse e rispondente alla valorizzazione del territorio in termini sociali, occupazionali ed economici.

Ne discende che i vincoli  esistenti vanno valutati in modo  da non vanificare o pregiudicare  il prevalente pubblico interesse dell’intervento stesso : pubblico interesse complessivamente, unitariamente ed armonicamente inteso e ponderato.

Circa, poi, i vicoli archeologici, derivanti dalla scoperta di una antica necropoli romana, sotto il campo da gioco, dello stadio, come enfatizzato dallo Studio della. CDP Investiment Sgr ( pag. 13, punto 33), scoperta  avvenuta nel 2008 nel corso dei lavori di riqualificazione dello Stadio per il Torneo “Sei Nazioni” di rugby, ribadisco quanto in precedenza   evidenziato ( cfr. www.federsupporter.it ,19 ottobre 2017) che la ristrutturazione e l’ammodernamento del Flaminio può portare, mediante  idonee e moderne soluzioni tecniche,  alla valorizzazione e sfruttamento di tali   reperti, dando vita ad una proficua sinergia sportivo-culturale.

Né si vede per quale motivo ciò che il Sindaco di Roma ritenesse possibile già nel 2006 non sarebbe, a maggior ragione, possibile oggi.

Né si dimentichi che l’art. 1, comma 305, Legge 147/2013  prevede espressamente che gli interventi per la ristrutturazione e l’ammodernamento  di impianti sportivi   debbano  essere preferenzialmente effettuati con riferimento ad impianti già esistenti e insediati in aree già edificate.

Per cui, non v’è dubbio che l’intervento sullo Stadio Flaminio abbia, per legge, carattere di priorità e preferenzialità,rispetto ad altri esistenti, quali impianti nuovi e/o  collocati in aree non edificate.

E’ ben verto che la norma subordina la predetta priorità e preferenzialità  alla possibilità dell’intervento, ma, è altrettanto vero, che l’impossibilità di quest’ultimo debba essere oggettivamente valutata, non potendosi confondere con una mera difficoltà.

 

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