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Lega Calcio Serie A : una farsa gattopardesca ?

12 luglio 2022- Intervista a Gravina

Sono rimasto in attesa qualche giorno prima di affrontare un tema portato, evidentemente, all’attenzione di pochi, dall’intervista concessa il 27 giugno scorso dal Presidente della FIGC, Gravina, a” La Gazzetta dello Sport” ( articolo di Andrea Di Caro).

Due pagine intere ( pagg. 14, 15) che fotografano, con crudezza, la realtà del calcio italiano, in stato di palese coma.

Mi aspettavo che le forti affermazioni di Gravina avrebbero suscitato, un naturale contraddittorio da parte degli interessati,ma, soprattutto, una risonanza tale da trovare, finalmente la chiave di volta per la riorganizzazione del sistema calcio non solo in termini economici ma istituzionali.

Invece, silenzio totale; quel silenzio assordante che si alza di fronte alla verità  ma che ricorda un famoso quadro di Munch.

 

L’intervista  riallaccia un “ fil rouge” quale l’affermata delegittimazione del calcio come conseguenza della delegittimazione dei suoi dirigenti, enfatizzata nel marzo 2014 dal Presidente Malagò. Affermazione, anche questa, rimasta senza alcuna eco.

L’ intervento del Presidente Gravina riprende, dunque,  quel “fil rouge” quando si riferisce a “ quei presidenti di club che hanno una visione conservativa perché temono di vedere ridotto il peso del proprio ruolo e i propri interessi economici”.

Cartina di tornasole di questa affermazione è data  dalla recente questione sull’indice di liquidità ( cfr.la Nota di Federsupporter del 4 luglio), che ha coinvolto organismi giudiziari sportivi ed amministrativi, sostanzialmente sul “nulla”, cioè la tempistica richiesta dalla FIGC per la misurazione del parametro e non sull’importanza di tale indice che, poi,alla fine, è stato rispettato da tutti i club.

Si è discusso su un misuratore di efficienza finanziaria ed economica, che peraltro, proprio per la sua funzione non dovrebbe avere un termine unico, ma scansioni temporali definite nell’arco dell’intero esercizio,tenendo presente la ratio di tale indice,cioè la prevenzione dello stato di insolvenza determinato dal drammatico aspetto strutturale del macro indebitamento dei club professionistici.

Alcuni dati evidenziati dall’annuale Report della FIGC sono significativi della gravità della crisi.

A fronte di un indebitamento complessivo delle società professionistiche di € 5.201 milioni il Patrimonio netto si adegua a € 713,7 milioni, con un indice di indebitamento pari al 14 % ( il rapporto fisiologico non dovrebbe essere superiore al 3 %). La Serie A chiude la stagione 2019-2020 con una perdita di € 698 milioni che porta il Risultato Netto di gestione a € 829 milioni , nonostante l’apporto di plusvalenze realizzate (contabilmente !) per € 817 milioni.

E che le perdite siano strutturali è dimostrato dalle perdite aggregate nel periodo 2007-2020 dei club professionisti ammontanti  a  € 4.897 milioni, dei quali il 67 % della sola Serie A.

Anche in  questa ottica si può  dare una lettura del sempre più  frequente intervento di fondi patrimoniali esteri nel nostro calcio.

Nella sua intervista il Presidente della FIGC, Gravina,  sottolinea, tra l’altro,un aspetto importante sul piano istituzionale, prima che deontologico: il rispetto dovuto alla FIGC per le sue funzioni di controllo e di vigilanza, pur nella legittima autonomia della Lega Calcio Serie A , che però, non può essere malintesa quale indipendenza e separatezza della stessa Lega dalla Federazione alla quale appartiene.

Il quadro di sviluppo riorganizzativo strutturale presentato da Gravina poggia sui seguenti 6 Progetti che richiedon, peraltro, una unità di intenti per superare anche “ all’estero una immagine di litigiosità e scarsa disponibilità al dialogo sinora offerta dal sistema calcio” così da “ tenere lontani manovratori esterni che fanno leva sui soliti noti quelli che ritengono il calcio cosa loro “.

I sei Progetti in sintesi:

1)    Riorganizzazione del settore giovanile a livello nazionale sul modello tedesco;

2)    Potenziamento delle academy e dello scouting in ottica di valorizzazione delle risorse giovani nazionali;

3)    Attuazione di un progetto sulle scuole d’intesa con il MIUR(Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca);

4)    Definizione di un sistema di indicatori di efficienza economica per il contenimento dei costi e per interventi organizzativi;

5)    Sollecitazione al mondo del calcio di concreti progetti e proposte da cogestire;

6)    Coordinamento con il Governo sia nell’ottica della rivisitazione di una legge ( Legge 91/1981)vecchia di oltre 40 anni, sia per lo sviluppo dell’impiantistica in vista dell’Europeo 2032.

Interventi che Federsupporter, da anni, ha tentato di sottoporre all’attenzione delle Istituzioni sportive e statali, all’opinione pubblica ed ai media nazionali e locali ,senza la cui enfasi mediatica tutta questa situazione rimane nelle segrete stanze  e qualunque cambiamento resta un semplice oggetto di discussione salottiera.

Non è giunto, dunque, il momento di presentare ai tifosi, i diritti e gli interessi dei  quali, peraltro, non figurano in nessuno dei sei Progetti indicati,di abbandonare le affermazioni generiche, facendo uscire dalle segrete stanze i nomi di coloro che, unicamente per  interessi personali, hanno delegittimato, anche davanti agli occhi dei tifosi, quella passione che viene continuamente vilipesa e sfruttata?

A tale riguardo richiamo l’attenzione su una “dimenticanza” normativa dei Club professionisti.

Non si ha, infatti, traccia  dell’attuazione di quell’articolo 4 della Legge 8 agosto 2019, n. 86, che imponeva – impone?- alle società sportive l’inserimento nei loro atti costitutivi di un organo consultivo che provvede con pareri obbligatori ma non vincolanti alla tutela degli interessi specifici dei tifosi”. Normativa che detta i criteri di composizione, di elezione e di durata di tale organo, dettagliatamente illustrata e commentata in un articolo del Prof. Avv. Sandulli ( su Rivista RDES 1/2020)  pubblicato, per gentile concessione dell’Autore,  da Federsupporter il 9 febbraio 2022 e che andrebbe attentamente riletto.

E per finire, anche con riferimento a questo caso, che costituisce ( costituirebbe !) una assoluta ed importante novità, resta da chiedersi come mai i media, nazionali e locali,non si siano mai occupati e tuttora non si occupino di questa palese violazione di legge.

Infine, si sottolineano le conclusioni dell’articolo citato :“ Sarà poi necessario dar vita ad un organismo nazionale dei tifosi, riconosciuto dalla Federazione, come avviene già per altri organismi associativi satelliti, (ADISE,AIC,Assoallenatori,Medici sportivi), che ruotano nell’orbita del mondo sportivo, valutando anche il diritto di esprimere un componente, senza diritto di voto, ma di parola, limitatamente ai temi relativi alla tutela dei tifosi, nel Consiglio Federale “.

 Iniziativa da tempo proposta da Federsupporter, che, in questa ottica sta percorrendo tutte le strade per le più opportune iniziative finalizzate al rispetto di una  legge, sinora, palesemente ignorata.

 

Alfredo Parisi

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