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L'impresa sportiva come impresa di servizi: il supporter consumatore

Di Alfredo Parisi e Massimo Rossetti

Federsupporter alla Conferenza di servizi dello Stadio per la Roma

                         Roma 30 novembre 2016                     

Stadio PER la Roma a Tor di Valle: riunione della Conferenza di servizi del 24 novembre 2016

Federsupporter è stata ammessa a partecipare, in qualità di uditore con possibilità di presentare osservazioni, alle riunioni della Conferenza di Servizi in oggetto.

Pertanto, delegato dal Presidente, Parisi, ho potuto partecipare alla riunione del 24 novembre scorso, immediatamente successiva alla predetta ammissione.

La riunione si è focalizzata su aspetti e questioni di carattere ambientale, paesaggistico e idrogeologico.

 

Quanto sopra tenuto conto che, nella Deliberazione n. 132 dell’Assemblea capitolina in data 22 dicembre 2014, che ha determinato il pubblico interesse dello Studio di fattibilità, a valere come Progetto preliminare, si dice, tra l’altro, che “ La salvaguardia ambientale del territorio su cui ricade l’intervento è elemento prioritario di valutazione dell’interesse pubblico”.

E, inoltre,  così prosegue la Delibera, “ Tutti gli elementi che emrgono dagli studi di impatto ambientale, di VAS, costituiscono oggetto di integrazione e modifica del Progetto”.

A questo proposito, risulta che ( cfr. Comunicato Stampa del 23 novembre scorso di Italia Nostra, Sezione di Roma),  sia con parere del 25 ottobre 2016 sia nel corso della riunione della Conferenza precedente a quella del 24 novembre scorso, la Sovrintendenza statale per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Roma avrebbe rilevato gli elementi critici che seguono.

 

  1. Relazione paesaggistica non formulata ai sensi delle norme vigenti;
  2. Mancanza di una serie di elaborati necessari a verificare l’impatto ambientale dei tre grattacieli previsti dal Progetto;
  3. Grattacieli troppo alti rispetto alle visuali del panorama orizzontale di Roma;
  4. Mancanza di valutazione delle criticità e delle richieste integrative degli Uffici del MiBACT ( Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo).

Aggiungasi che la Sovrintendenza avrebbe anche rilevato le criticità concernenti le opere infrastrutturali  che interferiscono con beni ambientali e paesaggistici.

Criticità di tale importanza che avrebbero dovuto influire sulla dichiarazione di pubblico interesse.

Aggiungasi, ancora, che, con riferimento ai vincoli paesaggistici, archeologici ed alla tutela idrogeologica, nella Relazione tecnica allo Studio di fattibilità prodotto al Comune di Roma il 29 maggio 2014, si può leggere che, pur essendo possibile ritenere dai pareri acquisiti in sede di Conferenza di servizi esterna, “ Non esistono allo stato attuale elementi preclusivi alla realizzazione dell’opera, resta fermo che, i Progetti definitivi devono essere redatti sulla base delle indicazioni fornite e delle condizioni imposte e che la loro approvazione è subordinata all’acquisizione delle autorizzazioni necessarie”.

Le suddette criticità sono state tutte riconfermate nella riunione del 24 novembre scorso, nel corso della quale il rappresentante dello Stato, nell’esprimere la posizione del MIBACT, ha richiesto sia una analisi prospettica paesaggistica sull’impatto dei grattacieli sia ha specificato la necessità di svolgere preliminari indagini archeologiche.

Inoltre, l’Autorità di Bacino del Tevere, in merito alla tutela idrogeologica, ha espresso la posizione della necessità di una riparametrazione più esatta delle aree interessate e, in specie, la necessità che le opere di messa in sicurezza debbano essere effettuate prima e non contestualmente con l’apertura dei cantieri.

Non contestualità che, come è evidente, ritarderebbe di non poco e renderebbe aleatoria tale apertura, posto che, tra le condizioni necessarie, ai fini della dichiarazione del pubblico interesse, nella Delibera del 22 dicembre 2014, figura  quella secondo cui il proponente dovrà assicurare la contestualità, tra gli altri, di interventi di mitigazione del rischio idraulico,  per avviare la funzionalità dell’impianto sportivo già al momento della prima utilizzazione pubblica.

Non solo, ma si tenga presente che l’eventuale mancato rispetto anche della sola condizione di cui sopra, ai sensi del punto n, 9 della Delibera, comporterebbe la decadenza ex tunc del pubblico interesse e dei presupposti per il rilascio degli atti di assenso di Roma Capitale e della Regione Lazio, risoluzione della Convenzione, con conseguente caducazione dei titoli ed assensi che dovessero essere stati, medio tempore, rilasciati.

Come si può, dunque constatare, la situazione si prospetta alquanto complessa, delicata e dagli esiti che non è facile prevedere.

Sembra, infatti, emergere tutta una serie di problemi che rischiano di rendere la Conferenza di servizi in atto poco compatibile e poco conforme ai dettami del Decr.lgs 30 giugno 2016,n.127, entrato in vigore il 28 luglio 2016, attuativo della Legge di Delega 2 agosto 2015, n.124, di riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche.

Disciplina la cui applicazione alla Conferenza di servizi in oggetto mi è stata ufficialmente confermata, in risposta a mia precisa domanda, dalla Presidente della Conferenza stessa.

Che, d’altronde, ci si trovi in una impasse è dimostrato dal fatto che, prima della convocazione di una nuova riunione della Conferenza, è stato deciso di tenere una serie di incontri, al di fuori di tale Conferenza, tra Autorità coinvolte e tra queste e la rappresentanza del soggetto proponente.

Decisione che, a mio avviso, suscita qualche perplessità, sia dal punto di vista della garanzia del rispetto del principio di trasparenza, da intendersi come immediata e facile controllabilità di tutti i momenti e di tutti i passaggi in cui si esplica l’operato della Pubblica Amministrazione, sia dal punto di vista della garanzia e del rispetto del principio di partecipazione al procedimento amministrativo.

Principio, quest’ultimo, da intendersi come possibilità per tutti i cittadini, anche per il tramite di Enti esponenziali dei loro diritti ed interessi collettivi, quale è Federsupporter,di partecipare all’attività amministrativa.

Laddove è evidente che l’esclusione da incontri separati al di fuori della Conferenza di servizi preclude ai soggetti ammessi a partecipare a quest’ultima, quali uditori con possibilità di presentare osservazioni, di far valere i loro diritti.

Violazione che potrebbe tradursi in un vizio della procedura seguita sotto il profilo di violazione di legge o sotto il profilo di eccesso di potere.

Faccio presente che la garanzia del principio di partecipazione e delle istanze partecipative pubbliche, a livello individuale e collettivo, risponde a primari obblighi internazionali, in specie in materia ambientale, con lo scopo di prevenire ed evitare conflitti sociali che si possono sviluppare nel caso dell’assunzione ed attuazione di decisioni di interesse generale, qualora adottate con metodo unilaterale.

Opere, come quelle in oggetto, in specie, secondo le norme in vigore, di grande rilievo infrastrutturale e di architettura di rilevanza sociale, aventi impatto sull’ambiente, sulla Città e sull’assetto del territorio.

Quanto, infine, alla sentenza n. 251, depositata il 25 novembre scorso, della Corte Costituzionale che ha dichiarato la parziale incostituzionalità della Legge di Delega n. 124/2015, perché adottata solo previo parere e non previa intesa con le Regioni, tale sentenza non dovrebbe avere alcun riflesso sul Decr.n.127/2016.

Ciò poiché, così’ come rilevato nel parere emesso nell’aprile 2016 dal Consiglio di Stato sullo schema di quello che sarebbe poi diventato il suddetto Decreto, la normativa di legge sulla Conferenza di servizi,  ai sensi dell’art. 29, comma 2 ter, della Legge n. 241/1990, va considerata di esclusiva competenza dello Stato, attenendo a livelli essenziali delle prestazioni relative a diritti civili e sociali e, quindi, a norma dell’art. 117, comma 2, lettera m), della Costituzione, rientrante nella suddetta competenza esclusiva.

Restano, peraltro, fermi alcuni dubbi di legittimità costituzionale, per contrarietà all’art 97 ( buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione) della Costituzione, di alcuni contenuti sia della Legge di delegazione sia del Decreto delegato in oggetto, meglio specificati nel mio lavoro , in pari data, intitolato “ Studio sulla realizzazione di impianti sportivi” , riservato ai soci di Federsupporter, cui, pertanto, rinvio.

Avv. Massimo Rossetti

                                                                

 

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