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Da Repubblica.it:
Calcio, Parisi, "Le società padronali sono fuori mercato: coinvolgano i tifosi"

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FIGC : soldi, soldi, solo soldi

Roma 1 dicembre 2016

Mutualità e solidarietà contrappongono la FIGC a tutte le altre Federazioni.

La moidifica della Legge Melandri  ha portato la quota  destinata alla mutualità dal 4% al  10% dei ricavi da diritti televisivi , canalizzandola SOLO alla FIGC.

In questo modo la mutualità, secondo percentuali ben definite tra le Leghe, riguarderà unicamente il CALCIO. Si parla di circa 111 milioni di euro!

Ed il CONI, inoltre, dovrebbe erogare , sempre alla FIGC,  contributi pubblici ? Altri  circa 40 milioni di euro.

Scorrete le  righe che seguono e nella Nota dell'Avv. Rossetti  vedrete come la FIGC si autoincensa.

 

                                                                   

La mutualità e solidarietà sportiva: il “ povero” calcio  “ pigliatutto”.

Ad integrazione delle mie Note “ FIGC pigliatutto : l’emendamento al decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2017” del 14 novembre scorso ( cfr. www.federsupporter.it), svolgo le considerazioni che seguono.

Da “La Gazzetta dello Sport” di oggi, pag 17,  si apprende che è stata definitivamente approvata la norma, secondo cui la quota derivante dai ricavi della commercializzazione dei diritti televisivi prevista nella così detta “Legge Melandri” ( Decr.lgs n. 9/2008) nella misura del 4 %, viene elevata al 10 %, da destinarsi integralmente al calcio per lo sviluppo dei settori giovanili, per il sostegno ad interventi infrastrutturali, per la sicurezza degli impianti.

Secondo la “Legge Melandri” una parte della quota del 4% doveva essere destinata anche ad interventi analoghi  a favore di altre discipline sportive diverse dal calcio, secondo un principio di mutualità e solidarietà, non solo intrafederale, ma interfederale.

Ora, viceversa, tale quota, nell’accresciuta misura del 10 % , viene, come visto, destinata esclusivamente al calcio, così ripartita: 6% alla Serie B, 2 % alla Lega Pro, 1% alla Lega Dilettanti ed il restante 1 % alla FIGC.

Quest’ultima, peraltro, non ancora soddisfatta, avverte il CONI di non essere disponibile ad accettare tagli ai contributi pubblici ( 411 milioni di euro stanziati e finanziati dallo Stato in favore dello Sport) che il CONI si accinge a riconoscere alla stessa FIGC.

La FIGC, infatti, sostiene  di “ aver già dato “ in quanto, così come precisa il Presidente federale, Tavecchio,  il suddetto contributo pubblico cinque anni fa ammontava a 80 milioni di euro, mentre oggi varrebbe circa la metà.

Il Presidente Tavecchio, inoltre, sottolinea che “ C’è il ragionevole concetto che noi siamo risparmiatori e accantoniamo risorse per gli investimenti federali, le altre Federazioni dovrebbero occuparsi dei loro”.

A proposito di tali affermazioni, a parte la qualificaszione di “ sciupone” elegantemente attribuita alle altre Federazioni, ricordo, come già evidenziato nelle mie citate Note del 14 novembre scorso,  che l’attuale sistema calcistico, secondo il Presidente Tavecchio, virtuoso “ risparmiatore”, spende quasi tutti i propri ricavi in stipendi ai calciatori ed in cospicui compensi ad intermediari per la compravendita delle prestazioni dei calciatori stessi.

Cosa che ha dato luogo a frequenti fenomeni ed episodi di illegalità, sotto forma di false fatturazioni, di falsi in bilancio, di evasione ed elusione fiscale, di formazione di fondi neri all’estero in paradisi fiscali, di riciclaggio ed auto riciclaggio, come testimoniato da numerose inchieste giudiziarie in corso, da rinvii a giudizio e, in alcuni casi, da sentenze, anche definitive, oltre che da numerose sanzioni comminate dalla giustizia sportiva calcistica.

Il calcio è, altresì,  quel sistema, secondo le parole del Presidente del CONI, Malagò, rilasciate in una intervista a “La Gazzetta dello Sport” il 19 marzo 2014, “ Delegittimato da chi lo rappresenta” ; da chi lo rappresentava allora e continua a  rappresentarlo ancor  oggi.

Quanto agli “ investimenti federali”, rammento che, tra questi,  vi sarebbe l’ipotesi di realizzare mastodontici e maestosi uffici della FIGC da edificarsi sulle rovine dello Stadio Flaminio di Roma , di proprietà del Comune e patrimonio sociale, culturale e artistico della Città, da anni in stato di totale abbandono e degrado.

Parlo di quella stessa FIGC che, secondo un “ ragionevole concetto” accresce virtuosamente le proprie risorse, avendo stipulato un accordo di sponsorizzazione della Nazionale di calcio con una delle maggiori società che organizza e gestisce a livello mondiale il gioco d’azzardo e le scommesse.

Ciò proprio nel mentre, da parte del Governo, si starebbero studiando e mettendo a punto misure contro le ludopatie, introducendosi limitazioni alla diffusione di strumenti che favoriscono il giuoco e le scommesse suddette, notorio terreno di scorrerie di organizzazioni criminali.

Avv. Massimo Rossetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La mutualità e solidarietà sportiva: il “ povero” calcio  “ pigliatutto”.

 

 

 

Ad integrazione delle mie Note “ FIGC pigliatutto : l’emendamento al decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2017” del 14 novembre scorso ( cfr. www.federsupporter.it), svolgo le considerazioni che seguono.

Da “La Gazzetta dello Sport” di oggi, pag 17,  si apprende che è stata definitivamente approvata la norma, secondo cui la quota derivante dai ricavi della commercializzazione dei diritti televisivi prevista nella così detta “Legge Melandri” ( Decr.lgs n. 9/2008) nella misura del 4 %, viene elevata al 10 %, da destinarsi integralmente al calcio per lo sviluppo dei settori giovanili, per il sostegno ad interventi infrastrutturali, per la sicurezza degli impianti.

Secondo la “Legge Melandri” una parte della quota del 4% doveva essere destinata anche ad interventi analoghi  a favore di altre discipline sportive diverse dal calcio, secondo un principio di mutualità e solidarietà, non solo intrafederale, ma interfederale.

Ora, viceversa, tale quota, nell’accresciuta misura del 10 % , viene, come visto, destinata esclusivamente al calcio, così ripartita: 6% alla Serie B, 2 % alla Lega Pro, 1% alla Lega Dilettanti ed il restante 1 % alla FIGC.

Quest’ultima, peraltro, non ancora soddisfatta, avverte il CONI di non essere disponibile ad accettare tagli ai contributi pubblici ( 411 milioni di euro stanziati e finanziati dallo Stato in favore dello Sport) che il CONI si accinge a riconoscere alla stessa FIGC.

La FIGC, infatti, sostiene  di “ aver già dato “ in quanto, così come precisa il Presidente federale, Tavecchio,  il suddetto contributo pubblico cinque anni fa ammontava a 80 milioni di euro, mentre oggi varrebbe circa la metà.

Il Presidente Tavecchio, inoltre, sottolinea che “ C’è il ragionevole concetto che noi siamo risparmiatori e accantoniamo risorse per gli investimenti federali, le altre Federazioni dovrebbero occuparsi dei loro”.

A proposito di tali affermazioni, a parte la qualificaszione di “ sciupone” elegantemente attribuita alle altre Federazioni, ricordo, come già evidenziato nelle mie citate Note del 14 novembre scorso,  che l’attuale sistema calcistico, secondo il Presidente Tavecchio, virtuoso “ risparmiatore”, spende quasi tutti i propri ricavi in stipendi ai calciatori ed in cospicui compensi ad intermediari per la compravendita delle prestazioni dei calciatori stessi.

Cosa che ha dato luogo a frequenti fenomeni ed episodi di illegalità, sotto forma di false fatturazioni, di falsi in bilancio, di evasione ed elusione fiscale, di formazione di fondi neri all’estero in paradisi fiscali, di riciclaggio ed auto riciclaggio, come testimoniato da numerose inchieste giudiziarie in corso, da rinvii a giudizio e, in alcuni casi, da sentenze, anche definitive, oltre che da numerose sanzioni comminate dalla giustizia sportiva calcistica.

Il calcio è, altresì,  quel sistema, secondo le parole del Presidente del CONI, Malagò, rilasciate in una intervista a “La Gazzetta dello Sport” il 19 marzo 2014, “ Delegittimato da chi lo rappresenta” ; da chi lo rappresentava allora e continua a  rappresentarlo ancor  oggi.

Quanto agli “ investimenti federali”, rammento che, tra questi,  vi sarebbe l’ipotesi di realizzare mastodontici e maestosi uffici della FIGC da edificarsi sulle rovine dello Stadio Flaminio di Roma , di proprietà del Comune e patrimonio sociale, culturale e artistico della Città, da anni in stato di totale abbandono e degrado.

Parlo di quella stessa FIGC che, secondo un “ ragionevole concetto” accresce virtuosamente le proprie risorse, avendo stipulato un accordo di sponsorizzazione della Nazionale di calcio con una delle maggiori società che organizza e gestisce a livello mondiale il gioco d’azzardo e le scommesse.

Ciò proprio nel mentre, da parte del Governo, si starebbero studiando e mettendo a punto misure contro le ludopatie, introducendosi limitazioni alla diffusione di strumenti che favoriscono il giuoco e le scommesse suddette, notorio terreno di scorrerie di organizzazioni criminali.

 

 

Avv. Massimo Rossetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La mutualità e solidarietà sportiva: il “ povero” calcio  “ pigliatutto”.

 

 

 

Ad integrazione delle mie Note “ FIGC pigliatutto : l’emendamento al decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2017” del 14 novembre scorso ( cfr. www.federsupporter.it), svolgo le considerazioni che seguono.

Da “La Gazzetta dello Sport” di oggi, pag 17,  si apprende che è stata definitivamente approvata la norma, secondo cui la quota derivante dai ricavi della commercializzazione dei diritti televisivi prevista nella così detta “Legge Melandri” ( Decr.lgs n. 9/2008) nella misura del 4 %, viene elevata al 10 %, da destinarsi integralmente al calcio per lo sviluppo dei settori giovanili, per il sostegno ad interventi infrastrutturali, per la sicurezza degli impianti.

Secondo la “Legge Melandri” una parte della quota del 4% doveva essere destinata anche ad interventi analoghi  a favore di altre discipline sportive diverse dal calcio, secondo un principio di mutualità e solidarietà, non solo intrafederale, ma interfederale.

Ora, viceversa, tale quota, nell’accresciuta misura del 10 % , viene, come visto, destinata esclusivamente al calcio, così ripartita: 6% alla Serie B, 2 % alla Lega Pro, 1% alla Lega Dilettanti ed il restante 1 % alla FIGC.

Quest’ultima, peraltro, non ancora soddisfatta, avverte il CONI di non essere disponibile ad accettare tagli ai contributi pubblici ( 411 milioni di euro stanziati e finanziati dallo Stato in favore dello Sport) che il CONI si accinge a riconoscere alla stessa FIGC.

La FIGC, infatti, sostiene  di “ aver già dato “ in quanto, così come precisa il Presidente federale, Tavecchio,  il suddetto contributo pubblico cinque anni fa ammontava a 80 milioni di euro, mentre oggi varrebbe circa la metà.

Il Presidente Tavecchio, inoltre, sottolinea che “ C’è il ragionevole concetto che noi siamo risparmiatori e accantoniamo risorse per gli investimenti federali, le altre Federazioni dovrebbero occuparsi dei loro”.

A proposito di tali affermazioni, a parte la qualificaszione di “ sciupone” elegantemente attribuita alle altre Federazioni, ricordo, come già evidenziato nelle mie citate Note del 14 novembre scorso,  che l’attuale sistema calcistico, secondo il Presidente Tavecchio, virtuoso “ risparmiatore”, spende quasi tutti i propri ricavi in stipendi ai calciatori ed in cospicui compensi ad intermediari per la compravendita delle prestazioni dei calciatori stessi.

Cosa che ha dato luogo a frequenti fenomeni ed episodi di illegalità, sotto forma di false fatturazioni, di falsi in bilancio, di evasione ed elusione fiscale, di formazione di fondi neri all’estero in paradisi fiscali, di riciclaggio ed auto riciclaggio, come testimoniato da numerose inchieste giudiziarie in corso, da rinvii a giudizio e, in alcuni casi, da sentenze, anche definitive, oltre che da numerose sanzioni comminate dalla giustizia sportiva calcistica.

Il calcio è, altresì,  quel sistema, secondo le parole del Presidente del CONI, Malagò, rilasciate in una intervista a “La Gazzetta dello Sport” il 19 marzo 2014, “ Delegittimato da chi lo rappresenta” ; da chi lo rappresentava allora e continua a  rappresentarlo ancor  oggi.

Quanto agli “ investimenti federali”, rammento che, tra questi,  vi sarebbe l’ipotesi di realizzare mastodontici e maestosi uffici della FIGC da edificarsi sulle rovine dello Stadio Flaminio di Roma , di proprietà del Comune e patrimonio sociale, culturale e artistico della Città, da anni in stato di totale abbandono e degrado.

Parlo di quella stessa FIGC che, secondo un “ ragionevole concetto” accresce virtuosamente le proprie risorse, avendo stipulato un accordo di sponsorizzazione della Nazionale di calcio con una delle maggiori società che organizza e gestisce a livello mondiale il gioco d’azzardo e le scommesse.

Ciò proprio nel mentre, da parte del Governo, si starebbero studiando e mettendo a punto misure contro le ludopatie, introducendosi limitazioni alla diffusione di strumenti che favoriscono il giuoco e le scommesse suddette, notorio terreno di scorrerie di organizzazioni criminali.

 

 

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La mutualità e solidarietà sportiva: il “ povero” calcio  “ pigliatutto”.

 

 

 

Ad integrazione delle mie Note “ FIGC pigliatutto : l’emendamento al decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2017” del 14 novembre scorso ( cfr. www.federsupporter.it), svolgo le considerazioni che seguono.

Da “La Gazzetta dello Sport” di oggi, pag 17,  si apprende che è stata definitivamente approvata la norma, secondo cui la quota derivante dai ricavi della commercializzazione dei diritti televisivi prevista nella così detta “Legge Melandri” ( Decr.lgs n. 9/2008) nella misura del 4 %, viene elevata al 10 %, da destinarsi integralmente al calcio per lo sviluppo dei settori giovanili, per il sostegno ad interventi infrastrutturali, per la sicurezza degli impianti.

Secondo la “Legge Melandri” una parte della quota del 4% doveva essere destinata anche ad interventi analoghi  a favore di altre discipline sportive diverse dal calcio, secondo un principio di mutualità e solidarietà, non solo intrafederale, ma interfederale.

Ora, viceversa, tale quota, nell’accresciuta misura del 10 % , viene, come visto, destinata esclusivamente al calcio, così ripartita: 6% alla Serie B, 2 % alla Lega Pro, 1% alla Lega Dilettanti ed il restante 1 % alla FIGC.

Quest’ultima, peraltro, non ancora soddisfatta, avverte il CONI di non essere disponibile ad accettare tagli ai contributi pubblici ( 411 milioni di euro stanziati e finanziati dallo Stato in favore dello Sport) che il CONI si accinge a riconoscere alla stessa FIGC.

La FIGC, infatti, sostiene  di “ aver già dato “ in quanto, così come precisa il Presidente federale, Tavecchio,  il suddetto contributo pubblico cinque anni fa ammontava a 80 milioni di euro, mentre oggi varrebbe circa la metà.

Il Presidente Tavecchio, inoltre, sottolinea che “ C’è il ragionevole concetto che noi siamo risparmiatori e accantoniamo risorse per gli investimenti federali, le altre Federazioni dovrebbero occuparsi dei loro”.

A proposito di tali affermazioni, a parte la qualificaszione di “ sciupone” elegantemente attribuita alle altre Federazioni, ricordo, come già evidenziato nelle mie citate Note del 14 novembre scorso,  che l’attuale sistema calcistico, secondo il Presidente Tavecchio, virtuoso “ risparmiatore”, spende quasi tutti i propri ricavi in stipendi ai calciatori ed in cospicui compensi ad intermediari per la compravendita delle prestazioni dei calciatori stessi.

Cosa che ha dato luogo a frequenti fenomeni ed episodi di illegalità, sotto forma di false fatturazioni, di falsi in bilancio, di evasione ed elusione fiscale, di formazione di fondi neri all’estero in paradisi fiscali, di riciclaggio ed auto riciclaggio, come testimoniato da numerose inchieste giudiziarie in corso, da rinvii a giudizio e, in alcuni casi, da sentenze, anche definitive, oltre che da numerose sanzioni comminate dalla giustizia sportiva calcistica.

Il calcio è, altresì,  quel sistema, secondo le parole del Presidente del CONI, Malagò, rilasciate in una intervista a “La Gazzetta dello Sport” il 19 marzo 2014, “ Delegittimato da chi lo rappresenta” ; da chi lo rappresentava allora e continua a  rappresentarlo ancor  oggi.

Quanto agli “ investimenti federali”, rammento che, tra questi,  vi sarebbe l’ipotesi di realizzare mastodontici e maestosi uffici della FIGC da edificarsi sulle rovine dello Stadio Flaminio di Roma , di proprietà del Comune e patrimonio sociale, culturale e artistico della Città, da anni in stato di totale abbandono e degrado.

Parlo di quella stessa FIGC che, secondo un “ ragionevole concetto” accresce virtuosamente le proprie risorse, avendo stipulato un accordo di sponsorizzazione della Nazionale di calcio con una delle maggiori società che organizza e gestisce a livello mondiale il gioco d’azzardo e le scommesse.

Ciò proprio nel mentre, da parte del Governo, si starebbero studiando e mettendo a punto misure contro le ludopatie, introducendosi limitazioni alla diffusione di strumenti che favoriscono il giuoco e le scommesse suddette, notorio terreno di scorrerie di organizzazioni criminali.

 

 

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La mutualità e solidarietà sportiva: il “ povero” calcio  “ pigliatutto”.

 

 

 

Ad integrazione delle mie Note “ FIGC pigliatutto : l’emendamento al decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2017” del 14 novembre scorso ( cfr. www.federsupporter.it), svolgo le considerazioni che seguono.

Da “La Gazzetta dello Sport” di oggi, pag 17,  si apprende che è stata definitivamente approvata la norma, secondo cui la quota derivante dai ricavi della commercializzazione dei diritti televisivi prevista nella così detta “Legge Melandri” ( Decr.lgs n. 9/2008) nella misura del 4 %, viene elevata al 10 %, da destinarsi integralmente al calcio per lo sviluppo dei settori giovanili, per il sostegno ad interventi infrastrutturali, per la sicurezza degli impianti.

Secondo la “Legge Melandri” una parte della quota del 4% doveva essere destinata anche ad interventi analoghi  a favore di altre discipline sportive diverse dal calcio, secondo un principio di mutualità e solidarietà, non solo intrafederale, ma interfederale.

Ora, viceversa, tale quota, nell’accresciuta misura del 10 % , viene, come visto, destinata esclusivamente al calcio, così ripartita: 6% alla Serie B, 2 % alla Lega Pro, 1% alla Lega Dilettanti ed il restante 1 % alla FIGC.

Quest’ultima, peraltro, non ancora soddisfatta, avverte il CONI di non essere disponibile ad accettare tagli ai contributi pubblici ( 411 milioni di euro stanziati e finanziati dallo Stato in favore dello Sport) che il CONI si accinge a riconoscere alla stessa FIGC.

La FIGC, infatti, sostiene  di “ aver già dato “ in quanto, così come precisa il Presidente federale, Tavecchio,  il suddetto contributo pubblico cinque anni fa ammontava a 80 milioni di euro, mentre oggi varrebbe circa la metà.

Il Presidente Tavecchio, inoltre, sottolinea che “ C’è il ragionevole concetto che noi siamo risparmiatori e accantoniamo risorse per gli investimenti federali, le altre Federazioni dovrebbero occuparsi dei loro”.

A proposito di tali affermazioni, a parte la qualificaszione di “ sciupone” elegantemente attribuita alle altre Federazioni, ricordo, come già evidenziato nelle mie citate Note del 14 novembre scorso,  che l’attuale sistema calcistico, secondo il Presidente Tavecchio, virtuoso “ risparmiatore”, spende quasi tutti i propri ricavi in stipendi ai calciatori ed in cospicui compensi ad intermediari per la compravendita delle prestazioni dei calciatori stessi.

Cosa che ha dato luogo a frequenti fenomeni ed episodi di illegalità, sotto forma di false fatturazioni, di falsi in bilancio, di evasione ed elusione fiscale, di formazione di fondi neri all’estero in paradisi fiscali, di riciclaggio ed auto riciclaggio, come testimoniato da numerose inchieste giudiziarie in corso, da rinvii a giudizio e, in alcuni casi, da sentenze, anche definitive, oltre che da numerose sanzioni comminate dalla giustizia sportiva calcistica.

Il calcio è, altresì,  quel sistema, secondo le parole del Presidente del CONI, Malagò, rilasciate in una intervista a “La Gazzetta dello Sport” il 19 marzo 2014, “ Delegittimato da chi lo rappresenta” ; da chi lo rappresentava allora e continua a  rappresentarlo ancor  oggi.

Quanto agli “ investimenti federali”, rammento che, tra questi,  vi sarebbe l’ipotesi di realizzare mastodontici e maestosi uffici della FIGC da edificarsi sulle rovine dello Stadio Flaminio di Roma , di proprietà del Comune e patrimonio sociale, culturale e artistico della Città, da anni in stato di totale abbandono e degrado.

Parlo di quella stessa FIGC che, secondo un “ ragionevole concetto” accresce virtuosamente le proprie risorse, avendo stipulato un accordo di sponsorizzazione della Nazionale di calcio con una delle maggiori società che organizza e gestisce a livello mondiale il gioco d’azzardo e le scommesse.

Ciò proprio nel mentre, da parte del Governo, si starebbero studiando e mettendo a punto misure contro le ludopatie, introducendosi limitazioni alla diffusione di strumenti che favoriscono il giuoco e le scommesse suddette, notorio terreno di scorrerie di organizzazioni criminali.

 

 

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La mutualità e solidarietà sportiva: il “ povero” calcio  “ pigliatutto”.

 

 

 

Ad integrazione delle mie Note “ FIGC pigliatutto : l’emendamento al decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2017” del 14 novembre scorso ( cfr. www.federsupporter.it), svolgo le considerazioni che seguono.

Da “La Gazzetta dello Sport” di oggi, pag 17,  si apprende che è stata definitivamente approvata la norma, secondo cui la quota derivante dai ricavi della commercializzazione dei diritti televisivi prevista nella così detta “Legge Melandri” ( Decr.lgs n. 9/2008) nella misura del 4 %, viene elevata al 10 %, da destinarsi integralmente al calcio per lo sviluppo dei settori giovanili, per il sostegno ad interventi infrastrutturali, per la sicurezza degli impianti.

Secondo la “Legge Melandri” una parte della quota del 4% doveva essere destinata anche ad interventi analoghi  a favore di altre discipline sportive diverse dal calcio, secondo un principio di mutualità e solidarietà, non solo intrafederale, ma interfederale.

Ora, viceversa, tale quota, nell’accresciuta misura del 10 % , viene, come visto, destinata esclusivamente al calcio, così ripartita: 6% alla Serie B, 2 % alla Lega Pro, 1% alla Lega Dilettanti ed il restante 1 % alla FIGC.

Quest’ultima, peraltro, non ancora soddisfatta, avverte il CONI di non essere disponibile ad accettare tagli ai contributi pubblici ( 411 milioni di euro stanziati e finanziati dallo Stato in favore dello Sport) che il CONI si accinge a riconoscere alla stessa FIGC.

La FIGC, infatti, sostiene  di “ aver già dato “ in quanto, così come precisa il Presidente federale, Tavecchio,  il suddetto contributo pubblico cinque anni fa ammontava a 80 milioni di euro, mentre oggi varrebbe circa la metà.

Il Presidente Tavecchio, inoltre, sottolinea che “ C’è il ragionevole concetto che noi siamo risparmiatori e accantoniamo risorse per gli investimenti federali, le altre Federazioni dovrebbero occuparsi dei loro”.

A proposito di tali affermazioni, a parte la qualificaszione di “ sciupone” elegantemente attribuita alle altre Federazioni, ricordo, come già evidenziato nelle mie citate Note del 14 novembre scorso,  che l’attuale sistema calcistico, secondo il Presidente Tavecchio, virtuoso “ risparmiatore”, spende quasi tutti i propri ricavi in stipendi ai calciatori ed in cospicui compensi ad intermediari per la compravendita delle prestazioni dei calciatori stessi.

Cosa che ha dato luogo a frequenti fenomeni ed episodi di illegalità, sotto forma di false fatturazioni, di falsi in bilancio, di evasione ed elusione fiscale, di formazione di fondi neri all’estero in paradisi fiscali, di riciclaggio ed auto riciclaggio, come testimoniato da numerose inchieste giudiziarie in corso, da rinvii a giudizio e, in alcuni casi, da sentenze, anche definitive, oltre che da numerose sanzioni comminate dalla giustizia sportiva calcistica.

Il calcio è, altresì,  quel sistema, secondo le parole del Presidente del CONI, Malagò, rilasciate in una intervista a “La Gazzetta dello Sport” il 19 marzo 2014, “ Delegittimato da chi lo rappresenta” ; da chi lo rappresentava allora e continua a  rappresentarlo ancor  oggi.

Quanto agli “ investimenti federali”, rammento che, tra questi,  vi sarebbe l’ipotesi di realizzare mastodontici e maestosi uffici della FIGC da edificarsi sulle rovine dello Stadio Flaminio di Roma , di proprietà del Comune e patrimonio sociale, culturale e artistico della Città, da anni in stato di totale abbandono e degrado.

Parlo di quella stessa FIGC che, secondo un “ ragionevole concetto” accresce virtuosamente le proprie risorse, avendo stipulato un accordo di sponsorizzazione della Nazionale di calcio con una delle maggiori società che organizza e gestisce a livello mondiale il gioco d’azzardo e le scommesse.

Ciò proprio nel mentre, da parte del Governo, si starebbero studiando e mettendo a punto misure contro le ludopatie, introducendosi limitazioni alla diffusione di strumenti che favoriscono il giuoco e le scommesse suddette, notorio terreno di scorrerie di organizzazioni criminali.

 

 

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