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Da Repubblica.it:
Calcio, Parisi, "Le società padronali sono fuori mercato: coinvolgano i tifosi"

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I Tifosi ciclisti

                                                          Roma 19 maggio 2017

 Stadio per la Roma a Tor di Valle: nasce l’Unità dei “Tifosi Ciclisti” 

 Una speciale Unità del glorioso Corpo dei Bersaglieri era quella dei “ Bersaglieri Ciclisti”.

Ora, non in ambito militare, bensì calcistico, sembra stia per nascere una analoga Unità : quella dei “Tifosi Ciclisti”.

Ciò è desumibile dalla “Memoria” ( atto che, a mio avviso, più appropriatamente si sarebbe dovuto qualificare “ Proposta di contenuti di Deliberazione assembleare”), approvata nei giorni scorsi dalla Giunta Capitolina, che, con riferimento allo Stadio in oggetto, prevede, tra l’altro, che gran parte della mobilità per e dallo Stadio stesso venga affidata a ponti e percorsi ciclopedonali, basandosi sulla realizzazione di bike-park e bike-sharing.

Nella “Memoria” si dice, infatti, che  vi sarà :  un ponte ciclopedonale di collegamento Stazione Tor di Valle ( Roma-Lido)-Stadio; un ponte ciclopedonale per collegare la Stazione Magliana con l’area dello Stadio, compreso il percorso ciclopedonale interno alle aree di collegamento tra la Stazione Magliana e quella di Tor di Valle; la realizzazione di bike-park e bike-sharing.

 

L’Assessora, Linda Meleo, alla “Città in Movimento” ( ma che cosa vuole significare questa espressione ? Nanni Moretti, nel film “Palombella Rossa”, diceva “ Ma come parli ?Le parole sono importanti “ ) , ha così commentato: “ Una mobilità sostenibile ed efficace costituisce uno degli assi portanti del Progetto per lo Stadio di Tor di Valle….Altro elemento cruciale risiede nell’implementazione dei percorsi ciclopedonali, puntando anche su bike-park e bike-sharing”.

Tanto premesso, esprimo la mia ripulsa verso l’uso cacofonico  del titolo di cariche ed incarichi pubblici declinati secondo il genere maschile o femminile, quali, oltre ad “Assessora”, “Sindaca” , “Ministra”, in ossequio ad una, a mio parere, malintesa, sebbene molto “ cool” e “ radical chic”, “ “sexual correctness”.

Infatti, i suddetti titoli sono neutri: vale a dire, secondo il latino “neuter”, che significa, per l’appunto, “né l’uno né l’altro”, riferibili a un  genere relativo  a concetti astratti o a parole che prescindono dal genere maschile o femminile.

Quanto, poi, al merito della questione,  si evince che i tifosi della Roma, per andare  al e tornare dal nuovo Stadio, dovranno, in pratica, diventare, ove già non lo siano, esperti e provetti ciclisti, con buona pace di anziani, disabili, bambini, persone affette da problemi che sconsigliano sforzi fisici e con tanti auguri per tutti quelli che abitano non propriamente nei pressi dell’area di Tor di Valle.

Ai suddetti tifosi mi permetto, quindi, di suggerire di predisporre, sin d’ora, un impegnativo, intenso programma di preparazione atletica in tutto degna del Giro d’Italia e della Vuelta spagnola.

Chissà se saranno previsti anche premi della montagna, prove a cronometro e di velocità.

Circa, inoltre,  bike-park e bike-sharing, le esperienze in materia, nella Città di Roma, non sono davvero incoraggianti, se si pensa che i -pochi- bike-park e bike-sharing cittadini  sono rimasti e rimangono tuttora privi di biciclette che sono state e sono prontamente rubate, ivi comprese le colonnine di parcheggio dei cicli.

Aggiungasi che il sistema di trasporto per e dal nuovo Stadio viene basato, pressoché esclusivamente, sul potenziamento di quella che, come è notorio, è una delle più disastrate, inefficienti ed inaffidabili linee, quale la Roma-Lido, che, grazie al suo promesso potenziamento, dovrebbe addirittura garantire l’inverosimile frequenza di 16 treni/ora nelle fasce orarie di punta giornaliere.

Senza tenere conto che la stessa Roma Capitale aveva dato parere non favorevole al Progetto,  rilevando, quanto al trasporto pubblico “ Inadeguatezza dimensionale delle aree per il capolinea del Trasporto Pubblico Locale (TPL) di Piazzale Tarantelli (Stazione Ferroviaria Tor di Valle della Roma – Ostia Lido) in relazione all’aumentata domanda da/verso le aree dell’intervento”, nonché “ sottostima dei flussi di traffico nello Studio Trasportistico ( es: riunificazione Via Ostiense-Via del Mare) anche in relazione a diversi scenari possibili di ripartizione modale tra trasporto pubblico e privato”.

La situazione, pertanto, per dirla con Ennio Flaiano, si presenta come “ grave ma non seria”.

Per non parlare della eventualità che molti tifosi, per andare al e tornare dal nuovo Stadio, possano andare incontro a “ frontali” e “ filotti”, in sella sulle loro due ruote, con autoveicoli, in corsa, anch’essi, per andare allo e tornare dallo Stadio.

A tale proposito, si tenga presente che, dai dati resi pubblici ( cfr. articolo “In strada come in guerra. Da gennaio 7.839 feriti”, pagg. 1-3, della Cronaca di Roma de “ Il Corriere della Sera “ in data odierna), dall’Ares 118 (Azienda Regionale di Emergenza Sanitaria),  relativamente agli incidenti stradali, risulta che, nei primi 136 giorni del 2017, quasi 3.000 dei 7.839 suddetti incidenti, hanno riguardato veicoli a due ruote.

Altro che, dunque, come il titolo “Bellezze in bicicletta” di un vecchio film, forse, in questo caso, più appropriato sarebbe il titolo “ Io spero che me la cavo” di un altro film.

Un destino non meno pericoloso si prospetta, d’altronde, anche per i tifosi della Lazio, qualora dovesse andare in porto il Progetto, accarezzato sin dal 2004 dall’ azionista di maggioranza e Presidente del Consiglio di gestione della Società, che vede la realizzazione del così detto “Stadio delle Aquile” ( in realtà, una vera e propria newtown, di circa 15/20.000 abitanti, con annesso stadio) sui suoi terreni sulla via Tiberina.

Progetto in cui si prevede che i tifosi possano raggiungere lo Stadio mediante “ sbarchi” fluviali su “ battelli” tipo“D Day”.

Pare che, chissà perché, a Roma sia impossibile fare  quello che è stato fatto e ci si accinge a fare a Torino, Reggio Emilia, Udine, Bergamo ed altrove.

Una sorta di “Impossibilità di essere normale”, titolo di un film del 1970, tratto dall’omonimo romanzo di Ken Kolb, pur esistendo, per esempio, uno Stadio, come il Flaminio, storicamente nato ed usato per il calcio e che costituisce un patrimonio artistico-culturale della Città, lasciato da anni in uno stato di deplorevole abbandono e degrado.

Qualcuno potrebbe obiettare che c’è poco da scherzare, ma mi si permetta e mi si perdoni, almeno questa volta, per dirla con il grande Totò nel film “Totò Sceicco” , di aver voluto “ ridendo castigare i mori”. 

Avv. Massimo Rossetti

 

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