E' uscito il nuovo libro di Federsupporter

Da Repubblica.it:
Calcio, Parisi, "Le società padronali sono fuori mercato: coinvolgano i tifosi"

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Rapporti Società- Tifosi

                                                                              

Presentata l’indagine “ Il Ruolo del Supporter Liaison Officer (SLO), il Delegato ai rapporti con la tifoseria”.

L’8 giugno scorso, alle ore 11,00, in Roma, grazie all’ospitalità di  “Area Contesa”, in via Margutta 90, il Presidente di Federsupporter, Alfredo Parisi, ha presentato l’indagine in oggetto, svolta nel periodo settembre-dicembre 2016, che ha raccolto, mediante apposito questionario, le risposte ad una serie di domande poste agli SLO di quelle società di calcio professionistiche ( Serie A, Serie B, Lega Pro), di cui è stato possibile rinvenire nei rispettivi siti web tali figure ed il loro recapito.

 

A questo proposito, è risultato che ben il 50% delle società di Serie A non evidenziano nei loro siti web la suddetta figura.

Tale percentuale è molto più bassa per le società di Serie B ed anche di Lega Pro, ad eccezione, in quest’ultimo caso, del Girone B che presenta una percentuale addirittura vicina al 70%.

Dall’indagine, altresì, risulta: che il 35% delle società occupa lo SLO in un altro ruolo societario; che il 27 % non ne riporta l’identificazione ; che il 58% degli SLO non dispone di una propria dotazione economica; che il 24% di essi non viene neppure rimborsato delle spese vive sostenute per lo svolgimento dell’incarico.

In sintesi, il quadro complessivo della situazione denota che l’istituzione della figura dello SLO, che risale al Manuale delle licenze UEFA del 2011 e che è stato, sostanzialmente, fatto proprio dal Manuale delle licenze FIGC,  è stata dalla stragrande maggioranza delle società di calcio o disattesa o attuata solo in maniera formale, peggio, formalistica.

Ne consegue che è totalmente o in gran parte mancato, come tuttora manca, quel costante dialogo tra società e tifosi voluto dai predetti Manuali, nonché dal Documento dell’aprile 2014 della speciale Task Force costituita nell’ambito del Ministero dell’Interno sulla sicurezza delle manifestazioni sportive.

Quanto sopra, con l’unica eccezione delle società di serie B, grazie, occorre dirlo, all’impegno ed all’opera profusi in questo senso dall’ex Presidente della suddetta Lega, Dr. Andrea Abodi.

L’assenza di dialogo va attribuita principalmente al fatto, come pure emerge dall’indagine, che la maggior parte delle società di calcio italiane sono controllate da un proprietario unico, persona fisica, che adotta, in genere, modelli e stili di governo e gestione societari vetero-padronali, assolutamente tatragoni ad ogni forma di partecipazione e coinvolgimento, sia pure soltanto consultivi, da parte dei tifosi nel governo e nella gestione suddetti.

Ciò premesso, dopo un breve saluto di benvenuto della D.ssa Teresa Zurlo, la quale, insieme con la sorella Tina, gestisce “Area Contesa”, sono iniziati gli interventi ed il dibattito, moderato dal Dr. Fabio Cortese, giornalista e Consigliere del II Municipio di Roma Capitale.

Sono intervenuti, l’Avv. Prof. Enrico Lubrano, Docente di Diritto dello Sport presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma, il Dr. Felice Pulici, famoso ex calciatore e Dirigente sportivo e l’ Agente FIFA Claudio Anellucci.

Tutti gli intervenuti ed i partecipanti al dibattito, pur con varie sfumature, hanno confermato l’esigenza che la figura ed il ruolo dello SLO non rimangano disattesi e solo sulla carta e che il sistema calcio debba aprirsi al confronto ed al dialogo con i tifosi, in assenza dei quali lo stesso calcio si riduce a puro ed arido business.

Al dibattito hanno partecipato l’Avv. Pietro Ilardi, noto professionista e tifoso della AS Roma, nonché i giornalisti e gli opinionisti Franco Capodaglio e Andrea Colacione.

Infine,  ha preso la parola l’Avv. Massimo Rossetti, Consigliere Responsabile dell’Area Giuridico-Legale di Federsupporter. Il sunnominato ha richiamato l’attenzione su alcune specifiche criticità del predetto sistema.

In particolare, egli ha enumerato : la perdurante assenza di criteri oggettivi per determinare a quali organizzazioni di tifosi le società debbano rapportarsi; la disarmonia e contraddittorietà di norme sportive e statali che oggettivamente ostacolano il dialogo società/tifosi; assenza di rappresentanza di tifosi nelle Istituzioni sportive, olterechè nell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, nonostante che la legge istitutiva di quest’ultimo preveda che di esso faccia parte un rappresentante di un mai nato Coordinamento nazionale delle tifoserie organizzate; mancanza di significative sanzioni nei confronti delle società inadempienti all’obbligo di istituire e far funzionare la figura dello SLO.

L’Avv. Rossetti ha, inoltre, a proposito dei confronti che spesso si fanno con i sistemi calcistici di altri Paesi europei, come, per esempio, in Germania la normativa di quel Paese preveda che, fatta salva qualche rara eccezione, le società di calcio debbano essere controllate, con la maggioranza del 50% + 1, da Associazioni di tifosi, i quali, in questo modo, diventano, di fatto, anche i proprietari degli stadi.

Sempre in Germania, ha proseguito l’Avv. Rossetti, dal 2000 ad oggi sono stati ammodernati o costruiti ex novo il 90% degli stadi, con una percentuale di riempimento di circa il 95 %, provvisti di “standing area” appositamente riservate ai tifosi più appassionati che, in questi settori, possono seguire le partite in piedi, con utilizzo di scenografie e di strumenti acustici e a percussione.

Aggiungasi, come precisato dall’Avv. Rossetti, che, dal verbale dell’audizione del 18 maggio scorso  del Presidente della Juventus, Andrea Agnelli, dinanzi alla Commissione Parlamentare  Antimafia, emergono due circostanze sorprendenti e preoccupanti, peraltro ignorate dagli organi di informazione.

La prima è che, secondo il Presidente Agnelli, i GOS (Gruppi Operativi per la Sicurezza), preposti alla gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza all’interno degli stadi, presieduti da funzionari di Polizia, chiederebbero alle società di non avere la presenza di steward nelle Curve, preferendosi lasciare maggiore libertà in tali settori.

La seconda è che, in base a quanto dichiarato in sede di audizione dinanzi alla suddetta Commissione, il Capo della Polizia, Prefetto Gabrielli, il 25% degli occupanti le Curve sarebbero pregiudicati.

Queste notizie hanno lasciato interdetti e stupiti i partecipanti all’incontro, soprattutto avendo ricordato l’Avv. Rossetti  la numerosità e severità di tutte le norme, statali e sportive, volte a prevenire e reprimere fenomeni di violenza a causa o in occasione di manifestazioni sportive.

Norme che prevedono : nominatività dei biglietti, Daspo, arresto in flagranza differita, giudizio direttissimo, tornelli, impianti di video sorveglianza a distanza, rilevamenti biometrici, per cui non si capisce come ben il 25% degli occupanti delle Curve possano essere pregiudicati.

Vale a dire persone  che hanno ricevuto condanne per reati , si presume così detti “da stadio” e che, quindi, non si capisce come abbiano potuto e possano accedere agli impianti sportivi.

A parte il fatto che, quanto a pregiudicati , questi ultimi sono anche presenti, non solo tra i frequentatori delle Curve, ma anche tra esponenti apicali delle Istituzioni e delle società calcistiche.

Circa, poi, l’indicazione dei GOS di non mandare gli steward nelle Curve, non v’è dubbio che tale indicazione costituisca un messaggio negativo tale da rendere le Curve stesse “ zone franche”.

Per finire, tutti i partecipanti all’incontro hanno sottolineato la necessità che i tifosi comprendano che, per contare, è indispensabile unirsi, aderendo ad una Associazione, quale Federsupporter, in grado di rappresentarli e di tutelarne i diritti e gli interessi collettivi in ogni sede.

 

Ufficio Stampa

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