E' uscito il nuovo libro di Federsupporter

Da Repubblica.it:
Calcio, Parisi, "Le società padronali sono fuori mercato: coinvolgano i tifosi"

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La Commissione Parlamentare Antimafia e il Sistema Calcio

11 settembre 2017

Inchiesta della Commissione Parlamentare Antimafia sul fenomeno delle infiltrazione delle mafie nel mondo del calcio: le proposte della Commissione e le proposte di Federsupporter.

Come riportato in un articolo, a pag. 11 de “Il Messaggero” di ieri, 10 settembre, a firma di Emilio Pucci, la Commissione Parlamentare Antimafia si accingerebbe, nei prossimi giorni, a proporre al Governo una serie di misure.

Misure, tra le quali, figurerebbero:  le celle negli stadi, il divieto di cedere, per qualsiasi ragione, anche singoli titoli di accesso allo stadio ad un’altra persona, l’ulteriore ampliamente delle possibilità di irrogazione del Daspo, nonché altre misure restrittive nei confronti dei tifosi.

 

Misure che, a quanto sembra, sarebbero ispirate ad un inasprimento della logica, pressoché esclusivamente securitaria, che, in specie dal 2007 in poi, ha caratterizzato e caratterizza l’impianto normativo volto a prevenire e reprimere fenomeni di violenza a causa o in occasione di manifestazioni sportive.

Normativa di cui, con il  Protocollo d’intesa sottoscritto il 4 agosto scorso (cfr. ww. federsupporter.it “Il Calcio ed il Protocollo del 4 agosto  tra errori ed ignoranze”) dal Ministro dell’Interno, dal Ministro dello Sport, nonchè da tutti i soggetti del mondo del calcio, ad eccezione, anche questa volta, di soggetti, quale è Federsupporter,  rappresentativi dei tifosi, si è  dovuto prendere atto del sostanziale fallimento.

Normativa  il cui effetto principale è stato la desertificazione degli stadi, soprattutto da parte dei tifosi per bene e delle loro famiglie, con dislocazione dei fenomeni di violenza e di criminalità, non più all’interno degli stadi, ma al di fuori di essi.

Quanto al fenomeno della violenza e delle infiltrazioni criminali nel calcio, è opportuno ed utile richiamare l’attenzione sui seguenti, illuminanti brani tratti dal libro “ I Ribelli degli stadi. Una storia del movimento ultras italiano”, pagg. 247-248, Odoya Editore, 2017, del giornalista e scrittore Pierluigi Spagnolo : “ Senza giri di parole ed esercizi di ipocrisia, se anche i cosidetti sport minori riuscissero ad accendere la “ fiamma del tifo” in decine di milioni di italiani, come avviene per il calcio, in queste discipline inizierebbero ( purtroppo) a verificarsi episodi disdicevoli….Anche nei palazzetti, se rappresentassero un affare redditizio come lo sono gli stadi di calcio, si infiltrerebbe la malavita, per gestire fette di potere, arricchirsi con gli introiti di bar e parcheggi, lucrare sul merchandising, fare soldi con ogni mezzo, sfruttando la passione e l’entusiasmo collettivi….A chi si stupisce per la presenza di soggetti malavitosi nelle grandi curve degli stadi di calcio, bisognerebbe ricordare le parole di Giovanni Falcone “ Segui il denaro e troverai la mafia”. Non sono le curve a generare attività illecite, ma sono le organizzazioni malavitose a cercare nuove platee, nuovi mercati e nuovi centri di affari. Infiltrandosi quindi anche nelle grandi tifoserie. La mafia si infila lì dove può ottenere lauti guadagni, dove può ritagliarsi spazi per esercitare un potere economico. Con questa finalità penetra ovunque, che si tratti  della curva di uno stadio, del mondo del divertimento o di quello della ristorazione, o degli appalti per le opere pubbliche, per le organizzazioni criminali cambia davvero poco”

Voler, dunque, fare delle infiltrazioni mafiose e criminali un “unicum”  del calcio, come sembra si voglia fare, appare del tutto erroneo e fuori luogo.

Si rischia così, non solo e non tanto di prevenire e reprimere fenomeni di infiltrazione della mafia e della criminalità nel calcio, bensì di criminalizzare quest’ultimo e i tifosi nella loro  interezza.

Tutto ciò premesso e considerato, si sottolinea che la Commissione Antimafia non ha ritenuto, così come, peraltro, espressamente richiesto da Federsupporter, di audire quest’ultima in rappresentanza dei soggetti, quali i tifosi, che sono i  principali finanziatori, diretti ed indiretti, del sistema calcio. 

Tifosi che sono,  altresì, i principali destinatari delle misure che la stessa Commissione si accingerebbe a varare.

Pertanto, Federsupporter ritiene opportuno sottoporre all’attenzione dei tifosi stessi le allegate Proposte  che avrebbe voluto presentare e illustrare alla Commissione, estratte  dalla Lettera Aperta inviata al Senatore Stefano Esposito, Componente della suddetta Commissione.

Federsupporter, infine, ha deciso, per completezza e compiutezza di informazione, di pubblicare sul proprio sito i verbali delle Audizioni del 28 giugno scorso di tre Presidenti di Società di calcio , rappresentativi di tre Club : rispettivamente, l’uno del Nord , il Genoa, l’altro del Centro, la Lazio, e l’altro ancora del Sud, il Napoli.

I verbali saranno pubblicati, nei prossimi giorni,  in tre distinte puntate, a cominciare da quello relativo all’audizione del Presidente della SS Lazio spa,dr. Claudio Lotito.

I predetti verbali saranno pubblicati senza alcun  commento, dimodochè ciascun lettore possa formarsi una autonoma e libera opinione relativamente ai loro contenuti.

Avv. Massimo Rossetti

 

 

 

ESTRATTI della LETTERA APERTA al SENATORE ESPOSITO

 

 

  1. La proprietà ed il controllo delle società calcistiche.

 

L’introduzione delle regola per cui i detentori di più del 10% delle suddette quote devono possedere specifici requisiti, quali: autocertificazione di onorabilità, certificazione antimafia, lettera di patronage di una banca nazionale o internazionale, a parte ogni considerazione di tecnica bancaria, non servono quasi a nulla o a ben poco per prevenire ed evitare l’immissione nel nostro calcio di risorse economiche non tracciabili o, peggio, provenienti da organizzazioni criminali.

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Non è, d’altronde, certo un mistero  come i predetti scandali abbiano visto protagoniste mafie dell’Est europeo e asiatiche; vale a dire di quelle aree geografiche da cui provengono e stanno provenendo colossali risorse economiche per l’acquisizione anche di società italiane.

…………………..( omissis )………………

Laddove si continua, invece, ad ignorare o a far finta di ignorare che sarebbe meglio seguire, anziché il modello inglese, quello tedesco.

Un modello che, oltre ad essere autosufficiente rispetto ai capitali stranieri, si base, soprattutto, a parte qualche storica ed isolata eccezione, sulla regola della proprietà delle società attribuita ad Associazioni di tifosi ( regola del 50% +1).

 

  1. La regolamentazione dell’accesso dei tifosi allo stadio.

Nelle audizioni in questione alti lai si sono levati dagli esponenti delle Istituzioni e delle società calcistiche circa, a loro dire, l’impossibilità , in mancanza di identificazione fotografica, di controllare l’accesso dei tifosi allo stadio.

Affermazione erronea e destituita di ogni fondamento.

I titoli di accesso allo stadio, infatti, sono, da tempo, per legge, tutti nominativi e, sempre per legge, alle società è vietato vendere o cedere biglietti a soggetti sottoposti a Daspo o condannati, anche in via non definitiva, per così detti “reati da stadio”.

Sempre per legge, le società e gli addetti, per loro conto, alle operazioni di ticketing, onde ottemperare al divieto di cui sopra, prima di emettere biglietti, devono verificare l’assenza di motivi ostativi alla vendita, mediante collegamento in tempo reale, con l’apposito sistema “ Questura on line”.

Non solo, ma la tessera del tifoso è munita di foto del possessore e, tra i compiti degli steward, figura specificamente quello di “ accertare la conformità dell’intestazione del titolo di accesso allo stadio alla persona fisica che lo possiede richiedendo l’esibizione di un valido documento di identità ….. ( omissis)….

Aggiungasi che, allo Stadio Olimpico di Roma, opera anche un sistema di rilevazione biometrica di coloro i quali vi accedono.

Che, poi, la soluzione del problema dell’infiltrazione di soggetti criminali nelle tifoserie sarebbe impedita dal fatto che gli stadi non sono di proprietà delle società, anche in questo caso, trattasi di tesi infondata o, per lo meno, molto discutibile.

Non risulta, infatti, dall’audizione del Presidente della Juventus, Agnelli, nonchè da vicende che formano oggetto di indagine da parte della Giustizia sportiva e della Magistratura ordinaria,  che il problema sia stato risolto, pur appartenendo lo stadio alla Società.

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La verità è che certi gruppi di tifosi sono sempre stati e continuano ad essere strumentalizzati e usati, in varie forme e modi, a seconda delle convenienze dei padroni del pallone, con buona pace di ipocrite, occasionali e comode distinzioni e prese di distanza.

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  1. Le Scommesse.

È sorprendente che nelle audizioni di cui trattasi ci si sia scagliati contro le scommesse, posto che è stata proprio la FIGC ad aver fatto sponsorizzare addirittura la Nazionale di calcio da parte di una primaria società di scommesse.

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  1. Gli SLO.

Dal 2011 la normativa sulle licenze UEFA, poi recepita per le licenze nazionali dalla FIGC, contempla e disciplina la figura, il ruolo e le funzioni dello SLO (Supporter Liaison Officer).

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Anche in questo caso, purtroppo, la FIGC e le società hanno applicato queste norme solo in maniera formale, peggio formalistica.

Al di là, infatti, di roboanti affermazioni, lo SLO, in molte società, non risulta ancora neppure esistente, non specificato nei siti WEB delle stesse e, comunque, completamente mancante dello svolgimento di attività ed iniziative inerenti al loro scopo e funzione.

Ciò si evince in maniera evidente e inoppugnabile dai risultati di una mia indagine, in merito alle effettive funzioni e posizionamento organizzativo dei Delegati ai rapporti con i tifosi dei Club professionistici, recentemente resa pubblica ( 8 giungo), che metto, fin d’ora, a Sua completa disposizione.

Che, poi, le società, ammesso e non concesso che vogliano istituire e far funzionare lo SLO, possano, in ogni caso, scegliersi, a proprio libero e insindacabile piacimento, le organizzazioni dei tifosi con i quali dialogare, è stupefacente.

………………( omissis)……………………

  1. I procuratori dei calciatori.

Federsupporter, alcuni anni addietro, investì formalmente il Ministero del Lavoro della questione relativa alla conformità dell’attività dei procuratori dei calciatori alle norme statali sull’intermediazione concernente il mercato del lavoro.

È noto, infatti, che i calciatori professionisti sono, per legge (Legge n. 91/1981), lavoratori subordinati.

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Il Presidente della FIGC, nel corso della sua audizione, ha scaricato tutte le responsabilità sulla FIFA, che, dall’aprile 2015, ha introdotto quella che è stata definita una “deregulation”, che, recepita dalla FGIC, consiste essenzialmente nella possibilità data a chiunque, senza alcuna, previa verifica del possesso di necessari requisiti di professionalità e prevedendo requisiti di onorabilità molto laschi, di esercitare, mediante semplice iscrizione in un registro e pagando la somma di 500 euro, una professione indubbiamente complessa e delicata.

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Faccio presente, ancora, che pende alla Camera una proposta di legge, promossa dalla stessa Associazione IAFA e appoggiata da Federsupport,  affinchè, conformemente a quanto sancito dalla giurisprudenza comunitaria, sia il legislatore italiano a regolare l’attività dei procuratori dei calciatori: regolamentazione a valere, non solo per i procuratori italiani, ma anche per i procuratori stranieri che operano o vogliano operare nel nostro Paese.

  1. Le celle negli stadi.

Un altro elemento che emerge dalle audizioni dinanzi alla Commissione è l’auspicio, sul modello inglese, di creare celle negli stadi per rinchiudervi, seduta stante, durante e dopo le partite, tifosi che si comportino male.

Si è, però, dimenticato o si finge di dimenticare che, come più volte ribadito da Federsupporter, l’ordinamento inglese è diverso da quello italiano.

Il primo informato al principio del common law e il secondo a quello del civil law.

In base al nostro ordinamento, anche di rango costituzionale, l’uso della forza e del diritto di limitare la libertà personale può competere soltanto alla Magistratura e, in casi eccezionali, alle Forze dell’ordine, in particolare, in caso di flagranza di reati.

D’altro canto, la vigente normativa già prevede la possibilità di arresto in flagranza differita per reati commessi a causa o in occasione di manifestazioni sportive

Gli steward italiani, a differenza di quelli inglesi, non possono e non potrebbero mai, in alcun modo, trattenere direttamente con la forza e restringere chicchessia e, ove, in ipotesi, lo facessero, sarebbero i primi a rischiare le patrie galere.

Senza tenere conto che, qualora pure si volesse e si potesse, per davvero, imitare il modello inglese, sarebbe indispensabile, oltre all’apprestamento di apposite ed adeguate celle nei nostri –fatiscenti- stadi, i provvedere, stabilmente e continuativamente, durante e subito dopo le partite, alla presenza di Magistrati in grado di valutare e autorizzare il trattenimento in cella di tifosi, nonché provvedere alla necessaria presenza di cospicue Forze dell’ordine in tutti i settori dello stadio (!!!).

 

……………….:………..( omissis)………………….

 

 

 

 

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