E' uscito il nuovo libro di Federsupporter

Da Repubblica.it:
Calcio, Parisi, "Le società padronali sono fuori mercato: coinvolgano i tifosi"

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Progetto “ VIVI IL FLAMINIO”


(Il Flaminio non può morire)

 

Il Progetto “ Vivi il Flaminio “, si propone di fugare il timore dei cittadini, peraltro fino ad oggi pienamente giustificato sia dai comportamenti delle Istituzioni sportive e Statali sia dai fatti, che l’impianto sportivo, a pochi passi da Piazza del Popolo, sia lasciato agonizzante ad un triste declino fatto di sporcizia, vandalismo, degrado, incuria: un vero e proprio schiaffo alla città ed alla storia dello sport.
Infatti, nell’ottica di un doveroso recupero, la destinazione del complesso alle diverse discipline sportive già a suo tempo ospitate (scherma, ginnastica, pugilato e nuoto) ed agli eventi di puro intrattenimento (concerti, esposizioni, fiere), fra l’altro, potrà valorizzare ancor più la vocazione culturale dell’area che già ospita l’Auditorium e riproporre l’immagine di una Città più moderna e più efficiente .


L’iniziativa
La progettualità dell’iniziativa, che ha visto il coinvolgimento di ben 13 Associazioni sportive (e di soggetti privati), ma tutte basate sugli aspetti volontaristici, oltreché del II Municipio, si sviluppa in fasi successive e con modalità attuative temporalmente diversificate.
Si è già dato corso alla costituzione del Comitato Promotore ed a veicolare presso i cittadini, per ora con il semplice “passa parola”, la finalità dell’iniziativa per la raccolta firme di coloro che condividono questo impegno.
L’iniziativa trova autorevole conferma nel “Progetto Urbano Flaminio-Foro Italico” realizzato nell’ottobre 2005 da “Risorse Rpr spa” con l’allora “Dipartimento VI Politiche della Programmazione Pianificazione del Territorio- Roma Capitale”. In particolare, si richiama la filosofia di fondo del Documento che definiva un “ processo partecipativo” che coinvolgeva le principali Associazioni di quartiere.
Compito del Comitato Promotore e del Consiglio Direttivo che dovrà essere eletto a breve, sarà quello di catalizzare tutte le iniziative proposte per il recupero dell’impianto sportivo, in una logica di massima trasparenza, esaltando peraltro, la partecipazione dei cittadini/sportivi, interessati a al recupero dell’impianto quale bene sociale fruibile per la collettività, così da integrare l’attuale struttura con attrezzature per diverse discipline sportive, anche destinate alle scuole, per il fitness, per la cultura, per l’intrattenimento ( con particolare tutela verso l’inquinamento acustico durante le ore notturne), per l’istruzione, come ad esempio sedi universitarie, centri di ricerca, centri di formazione post laurea.
Particolare attenzione dovrà essere dedicata al recente ritrovamento, in occasione ( 2008) dei lavori di ristrutturazione dello Stadio Flaminio dedicato, all’epoca, al rugby, di parte di un intero quartiere sepolcrale ( alla quota di 3,80 metri dal piano di calpestio) e sul quale il MIBACT ha formulato una breve descrizione definendo il ritrovamento “ uno dei più significativi esempi di città dei morti edificata con monumenti emergenti da terra ad immagine della città dei vivi, dopo quello dell’Isola Sacra e la Necropoli vaticana, con i quali sembrerebbe avere più punti di contatto”.
Il recupero di tale bene consentirà di realizzare una attività museale con ritorni, non solo culturali e di immagine per il quartiere e la Città, ma economici in linea con l’attuale progettualità del così detto Quadrante NORD/ Guido Reni Discrict.
Infatti, l’iniziativa si concretizzerà inizialmente nella costituzione di un veicolo societario (NEWCO) che, di fatto, realizzerà una campagna di crowdfunding che, oltre a rappresentare il concreto interesse dei cittadini al Progetto, diventerà il soggetto interlocutore delle Istituzioni, sportive e comunali, e dei soggetti imprenditoriali che verranno coinvolti nella realizzazione dell’iniziativa.

La Newco
La Newco, sotto forma di Società Cooperativa non a mutualità prevalente , (artt. 2511 e seguenti del Codice Civile) avrà un capitale estremamente frazionato tra gli aderenti, attraverso quote individuali di euro 100 ( cento) e con un possesso massimo delle quote stesse limitato ( numero 100 quote), in modo da non dar luogo a posizioni dominanti o che possano esercitare una influenza determinante. Ogni socio, quindi, indipendentemente dal numero delle quote possedute e dal valore delle stesse, avrà diritto ad un solo voto in assemblea ( voto capitario).
Le modalità ed i termini organizzativi della Newco dovranno prevedere una segregazione funzionale tra azionariato, gestione e controllo, quest’ultima direttamente svolta dalla Newco.
La Newco acquisirebbe dal Comune di Roma il diritto di superficie relativo al terreno su cui sorge lo stadio (artt. 952 e seguenti Codice Civile), per un periodo non inferiore a 99 anni. Il valore di tale diritto dovrebbe essere simbolico, considerato che, nel caso in esame, la proprietà e la gestione dell’impianto esistente risultano assolutamente in condizioni di antieconomicità .
In tal modo, le trattative per l’intervento di ristrutturazione e recupero dell’impianto sportivo, si svolgerebbero su base privatistica, ma sotto il controllo e la vigilanza degli stessi cittadini partecipi alla Newco.
Le risorse necessarie per l’intervento di ristrutturazione e di recupero verrebbero reperite sia coinvolgendo l’imprenditoria privata interessata alla ristrutturazione ed alla gestione dell’impianto, sia facendo ricorso al sistema creditizio con un finanziamento a lungo termine ( Istituto Credito Sportivo), sia attingendo direttamente al capitale della Newco, sia dalla vendita, per un periodo da definire, del diritto di titolazione dello stadio ( naming right) ad uno sponsor che, in funzione della valorizzazione di tale diritto, provvederebbe a corrispondere una quota iniziale, oltre a quote annuali, per la durata del contratto.
Il circuito economico conseguente realizzerebbe, inoltre, un indotto nei servizi collegati alla gestione ed alla sicurezza dell’impianto, nei quali potrebbero essere coinvolte anche le Associazioni dei cittadini del territorio.

Alfredo Parisi

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