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FederSupporter e AVIS per uno sport più sano

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Agenti di calciatori: una lunga battaglia

Finalmente, grazie a IAFA (Italian Association of Football Agents) e Federsupporter una nuova disciplina legislativa regolamenterà i rapporti tra agenti/sportivi professionsti/ società  con il ritorno a principi di trasparenza, correttezza e legalità.

 

14 dicembre 2017

 Agenti di calciatori: una lunga battaglia di Federsupporter sta finalmente per approdare ad un  positivo esito legislativo.

 

Nella Legge di bilancio all’esame del Parlamento sono stati apportati, su proposta dei Senatori Falanga, Barani e Milo, alcuni emendamenti recanti la disciplina dell’attività degli agenti di, in generale, atleti professionisti e, in particolare, di calciatori.

Tali emendamenti riformano radicalmente la normativa FIFA che, dall’aprile 2015, con il pretesto di una così detta “deregulation”, aveva aperto le porte ad un esercizio indiscriminato ed incontrollato della suddetta attività da parte, in pratica, di chiunque.

Ciò premesso, Federsupporter rivendica, con legittimo orgoglio, la lunga battaglia sostenuta per giungere ad una disciplina legislativa dell’attività in questione, tale da garantire adeguati standard di competenza, professionalità, onorabilità sia da parte degli agenti sia a tutela dei clienti di questi ultimi e della trasparenza e correttezza delle operazioni compiute.

Ricordo di essermi occupato del problema sin dal 2009, allorchè, in occasione di un Convegno tenuto il 20 settembre dello stesso anno da Criteria ricerche srl e da Federprofessional, presentai una relazione in cui esaminavo l’attività degli agenti dei calciatori sotto il profilo regolamentare sportivo, civilistico e tributario.

La relazione, una volta costituita Federsupporter nel gennaio 2010, veniva, poi, ripresentata in occasione di un Convegno tenuto dalla stessa Federsupporter il 5 ottobre 2010 a Genova, intitolato “ Dalla società sportiva all’impresa sportiva”.

L’argomento, successivamente, ha formato oggetto di mie numerose Note ( cfr. www.federsupporter.it), negli anni successivi  fino ad oggi.

Sottolineo che le suddette Note sono state incluse in un voluminoso Dossier intitolato “ Vogliamo che il calcio resti libero” trasmesso nel maggio 2015 all’allora Governo, in vista di un annunciato Tavolo, poi mai costituito, per una generale riforma del sistema calcio.

Da ultimo, sempre in vista di una nuovamente annunciata riforma del predetto sistema, Federsupporter ha inviato il 15 novembre scorso una lettera aperta al Ministro dello Sport, On.le Luca Lotti, con allegate una serie di proposte di riforma ricalcanti, aggiornate, quelle già formulate nel 2015 e che comprendono la specifica proposta di introdurre una disciplina di legge della figura e dell’attività degli agenti di atleti professionisti.

Quanto sopra onde evitare , trascrivo testualmente “  che essa possa prestarsi, come oggi si presta, a diventare o ad essere una attività di vero e proprio “capolarato”, gestita da personaggi, a volte, privi, oltreché di scrupoli, dei necessari requisiti di professionalità, onorabilità, e consistenza economica per svolgerla”.

Federsupporter, inoltre, aveva stretto sin dall’ottobre 2015 un rapporto di partnership con la IAFA ( Italian Association of Football Agents), Associazione di tutela dei diritti e dell’immagine degli agenti dei calciatori, con l’intento di riportare l’attività di questi ultimi all’interno di un quadro normativo e regolamentare coerente con la legislazione italiana ed europea, soprattutto dopo che, dall’aprile 2015, la FIFA aveva adottato, recepita dalla FIGC, la così detta “deregulation” di tale attività.

“Deregulation” consistente nel permettere di svolgere l’attività di cui trattasi a chiunque, senza bisogno di esami abilitativi, senza iscrizione in un apposito Albo o Registro professionale, senza possesso di seri requisiti di onorabilità, senza alcun serio divieto di conflitti di interesse.

Una situazione, perciò, che ha aggravato e aggrava un quadro già sconfortante caratterizzato da affari opachi, da triangolazioni agenti/società/calciatori oggetto di indagini giudiziarie per gravi reati (evasione ed elusione fiscale, riciclaggio, autoriciclaggio), oltre che di numerosi provvedimenti sanzionatori, sia pur scarsamente afflittivi, della giustizia sportiva.

Al riguardo, come pure più volte evidenziato da Federsupporter, la Cassazione, Sezione Tributaria,  con sentenza n. 4937 dell’11 novembre 2009/ 26 febbraio 2010, aveva rilevato, nell’ambito del mercato calcistico e tenuto conto del ruolo in esso svolto da soggetti intermediari, l’esistenza di “ complessi meccanismi simulatori e interpositivi”, mediante l’utilizzazione dei predetti soggetti “ come schermo per giustificare i passaggi di denaro relativi al pagamento di una parte del compenso dovuto all’atleta”.

Quale risultato della partnership Federsupporter/IAFA, il 13 gennaio 2015 veniva presentato da alcuni senatori, primo firmatario il Sen. Falanga, insieme con altri senatori presentatori dell’emendamento alla Legge di bilancio attualmente all’esame del Parlamento, un Disegno di Legge recante “ Regolamentazione della figura e dell’attività dell’agente sportivo” , i cui contenuti sono stati sostanzialmente riversati nel citato emendamento.

In sintesi, i contenuti essenziali del Disegno di Legge possono essere così riassunti: possesso di diploma di scuola media superiore o di titolo di studio equipollente; non aver riportato condanne definitive per delitti non colposi; non aver riportato inibizioni in ambito sportivo nell’ultimo quinquennio, per un periodo anche complessivamente superiore a 120 giorni; non trovarsi in situazioni di incompatibilità o divieti posti dalla normativa vigente ( incompatibilità con il possesso di partecipazioni , anche indirette, di società, italiane od estere, operanti nel settore sportivo di competenza e con cariche sociali , incarichi dirigenziali, rapporti di lavoro autonomo o subordinato, responsabilità tecnico-sportive con le stesse società).

A quanto sopra va aggiunto: il superamento di una prova di idoneità; l’obbligo di iscrizione  in un apposito “Registro Nazionale degli Agenti Sportivi” istituito presso il CONI; obbligo di conferimento dell’incarico per iscritto con esplicitazione delle modalità di pagamento del relativo compenso e quest’ultimo, se assunto da una società, risultante dall’atto di conferimento dell’incarico stesso; obbligo di evitare qualsiasi conflitto di interessi, potendosi assistere in ogni trattativa soltanto una parte.

Quanto alla legittimità- necessità- di un intervento legislativo, preciso che la giurisprudenza comunitaria ( cfr.sentenza in causa T- 193/02 Laurent Piau/ Commissione Cee)  ha qualificato l’attività degli agenti come una tipica attività economica non rientrante nell’autonomia e specificità riconosciute all’ordinamento sportivo e la cui disciplina, pertanto, compete alle Autorità pubbliche e non alla FIFA, quest’ultima Associazione datoriale di diritto privato alla quale nessuna delega in tal senso è stata data dalle predette Autorità pubbliche. 

Al fine precipuo del riconoscimento di questo principio, Federsupporter era intervenuta nel 2017 ad adiuvandum in un procedimento promosso dalla IAFA dinanzi al TAR del Lazio e, poi, al Consiglio di Stato per l’annullamento  della disciplina FIGC regolante l’attività degli agenti che aveva recepito la normativa FIFA applicabile dall’aprile 2015.

I ricorsi di cui sopra vennero rigettati, non tanto nel merito, quanto per ragioni procedurali, peraltro molto flebili e discutibili.

Relativamente, in specie, ai requisiti di onorabilità, è opportuno ricordare che quella normativa FIGC prevedeva e prevede che potessero e possano esercitare l’attività di agenti anche coloro i quali abbiano riportato una condanna definitiva per delitti non colposi prevedenti la pena edittale della reclusione non superiore nel massimo a 5 anni.

Delitti tra i quali, a titolo esemplificativo,  rientrano quelli di violenza privata semplice, appropriazione indebita, truffa, bancarotta semplice, oltre ad una serie di delitti in materia finanziaria, economica, tributaria, assicurativa.

Federsupporter, quindi, non può che essere orgogliosa e lieta che ora, dopo una lunga e dura battaglia, il Parlamento possa approvare una normativa di legge, finora invano auspicata, in grado di restituire al mondo dello sport e, in particolare a quello del calcio, un po’ di trasparenza, correttezza, legalità, da tanto, troppo tempo ignorate e disattese nel nome di uno sfrenato e spregiudicato affarismo, in spregio dell’osservanza di quei doveri di lealtà, correttezza e probità, solennemente sanciti dalla’art. 1/bis del Codice di Giustizia Sportiva della FIGC.

Doveri che non siano più solo una mera e fatua affermazione teorica, ma anche un fatto concreto.

Una normativa, dunque, capace anche di limitare il potere di quelli che il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, nel corso di una sua intervista odierna a “Il Foglio”, definisce “ piccoli potentati, portatori di interessi particolari che fanno la lotta nel fango gli uni contro gli altri “.

Ecco, caro Presidente Malagò, faccia e facciamo in modo che quel “fango” non sommerga definitivamente il nostro calcio e, soprattutto, la passione dei tifosi che di quel calcio, non bisogna mai dimenticarlo, sono, oltreché i principali fruitori, i principali finanziatori, diretti ed indiretti.

 

 Avv. Massimo Rossetti. 

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