E' uscito il nuovo libro di Federsupporter

 

Il calcio và in Paradiso….fiscale.

  15 gennaio 2018

Tra le proposte normative di cui alla Relazione finale, approvata il 14 dicembre scorso, della Commissione Parlamentare Antimafia sul fenomeno Mafia e Calcio ( cfr. www.federsupporter.it del 12 gennaio scorso), figurano quelle relative alla governance ed ai controlli nell’ambito dello sport ed alla tracciabilità dei flussi finanziari.

In particolare, si propone  : “ Un programma di “ verifiche a campione”, anche sulla base di una selezione risk-based, sull’onorabilità dei soggetti proprietari di squadre di calcio che sono diventati azionisti ancor prima della data della normativa federale ( ndr. obbligo di acquisizione delle informazioni antimafia per coloro i quali acquisiscono o detengono una quota pari o superiore al 10% del capitale sociale a decorrere dal 28 luglio 2015); applicazione di detta verifica anche ai casi previsti dal codice civile in cui vi è una influenza dominante in una società anche al di sotto della predetta soglia; verifica dell’origine lecita delle fonti di finanziamento dei club e dei collateral prestati da non azionisti a garanzia del credito bancario erogato a favore delle società di calcio”.

 

Circa la proposta di estendere la normativa di cui sopra ai detentori della suddetta quota prima del 2015 “ In tal senso, gli organi federali potrebbero valutare la possibilità di elaborare un programma di “ verifiche a campione”, anche sulla base di una selezione risk-based sull’onorabilità dei soggetti proprietari di squadre di calcio che sono divenuti azionisti anche prima del 2015”.

Proposta che, quasi sicuramente, gli “ organi federali” ignoreranno, poiché, ove accolta, sull’onorabilità dei soggetti proprietari di squadre di calcio prima del 2015 se ne vedrebbero delle belle, anzi delle brutte.

Nella Relazione si propone, inoltre, “di assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari con riguardo alla costituzione delle società di calcio. In particolare occorre estendere l’obbligo di segnalazione di operazioni sospette di riciclaggio anche al CONI ed agli organi di vigilanza che operano nell’ambito delle federazioni ( quali, nel calcio, la CO.VI.SOC. e la CO.VI.SOD); prevedere che il CONI tramite la Federcalcio e le altre federazioni abbia accesso alle informazioni sul titolare effettivo delle società sportive contenute in una apposita sezione del Registro delle imprese, possibilità ora preclusa dal decreto legislativo 90/2017; richiedere all’UIF della  Banca d’Italia, analogamente a quanto positivamente sperimentato per altri settori o tipologia di operazioni, che elabori specifici “ indicatori di anomalia” e “ schemi di modelli anomali” applicabili alle transazioni esperite dalle società di calcio o comunque connesse al mondo dello sport”.

Alla luce di tutte queste proposte è, quindi, opportuno, a mio avviso, gettare uno sguardo sulla situazione, che si va ormai consolidando anche nel nostro calcio, relativamente sia  alle fonti, alla liceità  ed alla tracciabilità dei flussi finanziari che interessano le società calcistiche sia alla effettiva conoscibilità e conoscenza dei loro reali proprietari.

A questo scopo ritengo molto illuminante un volume intitolato “ L’impresa internazionale nei cosìdetti paradisi fiscali” dell’Avv. Prof. Paolo Zagami, esperto in Diritto Internazionale Privato, già delegato regionale dell’American Chamber of Commerce e Presidente del Comitato Scientifico del Centro Studi per il Diritto Internazionale Privato, Editore Rubbettino, 2015.

Nel citato volume l’Autore, oltre ad inquadrare giuridicamente ed economicamente il fenomeno dei cosìdetti “paradisi fiscali”, ne indica i luoghi.

A questo proposito, individua nella Gran Bretagna e, in specie, nella City di Londra il “ paradiso fiscale più importante ed efficiente di tutto il mondo “ ( pag. 168) e nella suddetta City “ una grandissima piattaforma finanziaria e di fatto un paradiso fiscale, che gode di una sostanziale extraterritorialità rispetto agli obblighi fiscali del Regno Unito ed è direttamente gestita dalla sua autorità municipale che è la “ City of London Corporation”… In definitiva, il quartiere finanziario della Capitale inglese è un vero e proprio principato offshore nel cuore dello Stato britannico, il quale raramente coopera con la giustizia straniera in quanto basato su una secolare cultura di riservatezza e discrezione… In quest’ottica, ferme restando le sue positività, è innegabile che la City sia intimamente collegata  con molti altri paradisi fiscali sparsi per il mondo” ( pagg. 171-172).

Un intero capitolo è, poi, dedicato agli “ Stati Uniti e, in particolare, al Delaware” ( pagg. 179-183).

Quanto al Delaware, si dice : “ Il Delaware, che è il secondo Stato più piccolo degli USA, ma ciò nonostante è la sede di molte delle maggiori società a livello mondiale e in particolare di gran parte delle Internet Company Statunitensi. Si trova ad un’ora e mezzo di treno da New York ed è conosciuto, da un lato, come il First State ( cioè la prima delle tredici colonie a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti) e, dall’altro lato,  per essere uno Stato offshore nel cuore degli Stati Uniti ed uno tra i migliori al mondo per chi ricerca segretezza e fisco leggero tanto che nel settore giocano sul suo nome per definirlo come l’acronimo di “Dollars Euros Laundered And Washed At Reasonable Expense”, vale a dire dollari ed euro lavati a spese ragionevoli “ ( pag. 181).

Sempre relativamente al Delaware, si aggiunge :” Con riferimento al profilo fiscale le tasse sul reddito e sugli utili delle aziende hanno una aliquota molto ridotta e non esiste la VAT ( Value Added Tax, l’equivalente della nostra Iva);  inoltre, le società che non svolgono nessuna operazione di affari in Delaware non pagano alcuna tassa sugli utili e sui guadagni ed esiste una franchigia dell’1% sul capitale sociale che, se paragonata agli altri Stati, è decisamente concorrenziale…Non vi sono restrizioni di residenza o nazionalità e una sola persona può essere contemporaneamente direttore, amministratore, presidente e unico azionista senza risiedere negli USA. Tutte le riunioni possono essere tenute al di fuori del Delaware. L’apparato regolamentare offre una elevata segretezza in merito alle informazioni societarie ed in particolare all’identità degli azionisti. E per godere dei relativi vantaggi non è necessario avere la direzione dell’impresa, né svolgere la propria effettiva attività in Delaware essendo sufficiente la sede legale, cioè un semplice indirizzo. ( pag. 182).

Ed è, per l’appunto, una Società del Delaware, avente le caratteristiche e le peculiarità di cui sopra, la AS Roma SPV LLC, controllante la Società italiana NEEP Holding Roma spa, a propria volta, controllante la AS Roma spa, che sarà la sostanziale e finale  proprietaria del “Business Park” con annesso stadio a Tor di Valle, mediante la controllata Società italiana di scopo Stadio TdV ( Stadco).

 Una Società, in altre parole, quella del Delaware,  della quale , oltre a godere dei cospicui benefici fiscali in precedenza descritti, come visto, non si sa e non si può sapere quasi nulla.

Ciò  sia in ordine alle informazioni societarie sia in ordine all’identità degli azionisti, costituendo un semplice indirizzo.

Quanto sopra, con buona pace delle proposte contenute nella Relazione finale della Commissione Parlamentare Antimafia, secondo cui,  con riguardo alle società di calcio, bisogna conoscere la tracciabilità dei flussi finanziari, la liceità delle fonti di finanziamento, avere informazioni sulle società e sui titolari effettivi, nonché predisporre indicatori di anomalia e schemi di modelli anomali applicabili alle transazioni eseguite dalle predette società.

Non solo, mentre disinvoltamente si elargiscono benefici e facilitazioni di ogni sorta, sia in moneta urbanistica sia in contribuzioni economiche pubbliche, per l’edificazione e l’ utilizzazione di  un complesso immobiliare di superficie utile lorda pari a complessivi 354.000 mq, richiedente una variante al Piano Regolatore Generale Comunale che prevede, in quell’area, un massimo di 112.000 mq edificabili, di cui la superficie extra stadio costituisce circa il 75 % del totale, a favore di un soggetto proprietario finale di tale complesso rappresentato da una società del Delaware della quale, come detto,  non si sa e non si può sapere nulla.

Un progetto, quello di Tor di Valle, neppure apprezzato dai piccoli azionisti della AS Roma spa, i quali, in occasione dell’Assemblea della Società dell’11 aprile scorso per l’approvazione del bilancio semestrale al 31.12.2016, hanno contestato la mancata proprietà dello stadio da parte della stessa AS Roma spa.

Un progetto neppure apprezzato dai tifosi più appassionati della Roma che, riferendosi al Sig. James Pallotta,  hanno dichiarato “ Un presidente come te non lo vogliamo. E nemmeno il tuo stadio” ( cfr. “Il Corriere dello Sport” del 14 gennaio scorso, pagg. 4 e 5 ) .

Quello stesso James Pallotta che, due giorni prima, aveva incautamente e impudentemente sostenuto che “ Tutti a Roma vogliono questo stadio tranne, forse, i tifosi della Lazio” ( cfr. “Il Corriere dello Sport” del 12 gennaio scorso, pag. 4).

Nel volume citato l’Autore indica, tra i paradisi fiscali, anche Hong Kong che “ rimane una zona franca ai liberi flussi di capitali. Riguardo ai rapporti con l’attuale Stato di riferimento, la cd.”Basic Law” riconosce all’ex colonia un notevole grado di autonomia rispetto alla Cina in tutti i campi fuorchè negli affari esteri e nella difesa ed in questo quadro le elite cinesi sfruttano spesso Hong Kong come proprio centro offshore, con tanto di controllo politico e separazione giudiziaria…Hong Kong è un hub strategico per il mercato asiatico. Rappresenta in particolare la porta ed il punto di collegamento commerciale tra la Repubblica Popolare Cinese ed il resto del mondo “ ( pagg. 202-203).

Considerazioni che devono far riflettere sul crescente intervento di capitali provenienti da quell’area per l’acquisizione di società di calcio italiane ( vedasi Inter e Milan),  in specie sulla provenienza, liceità, natura, tracciabilità di quei capitali e sull’effettiva identità dei soggetti che acquisiscono tali società.

D’altronde, l’autorevole opera dell’Avv. Prof. Paolo Zagami trova piena conferma in altre, pur autorevoli, opere, quali “ Goal Economy. Come la finanza globale ha trasformato il calcio”, Baldini & Castoldi Editore, 2015,  e “ I veri padroni del calcio. Così il potere e la finanza hanno conquistato il calcio mondiale “, Feltrinelli Editore, 2017,  entrambe di Marco Bellinazzo, giornalista de “Il Sole 24 ore” che si occupa, in specie, di economia nel calcio.

Peccato che, tra le proposte formulate nella Relazione finale della Commissione Parlamentare Antimafia, non figurino quelle mutuabili dal modello tedesco.

Un modello così descritto da Marco Bellinazzo alle pagg. 212 e segg. del suo libro “Goal Economy “ sopra richiamato, edito nel 2015.

“ La maggior parte delle società tedesche, attenendosi alla norma del 50% + 1, sono governate solo da associazioni di tifosi…..Rigore contabile, autosufficienza rispetto ai capitali stranieri e sinergie con i campioni dell’industria nazionale. Sono questi alcuni degli ingredienti che hanno propiziato l’inarrestabile progressione del calcio tedesco…I proventi dei diritti televisivi hanno registrato un balzo del 29 % passando da 620 a 717 milioni e analogamente i ricavi pubblicitari si sono attestati a 640 milioni a fronte dei  579 milioni del 2013 ( + 26%) . Dal merchandising sono arrivati 187 milioni ( + 7,6%), mentre il botteghino resta uno dei principali punti di forza della Bunbdesliga con 482 milioni ottenuti dai matchday revenues, più 19,6% rispetto alla stagione precedente, quando i ricavi si erano fermati a 469 milioni. In ascesa anche gli introiti dei trasferimenti dei giocatori ( 171 milioni, + 7%)…La selezione dei ragazzi più promettenti avviene sull’intero territorio del Paese dove sono dislocati circa 366 training camps, in cui vengono monitorati da allenatori formati dalla Federazione tedesca 22.000 ragazzini tra gli 11 e i 14 anni, sotto la supervisione di coordinatori  che hanno il compito di uniformare metodi di allenamento e di tenere rapporti con i club locali…per i club della Bundesliga 1 e 2 dal 2001 è obbligatorio avere una Accademia giovanile- con allenatori qualificati, campi regolamentarti ed attrezzature per la formazione ed il relax- accreditata dalla Federazione ed in cui siano inserite squadre per ogni categoria a partire dagli Under 12…Chi non si attiene a queste prescrizioni perde la licenza per iscriversi al campionato. Una sanzione inutile, visto che dal 2001 al 2014 i 18 club della  Bundesliga hanno investito nelle Accademie circa 950 milioni di euro.In questo periodo l’età media delle rose scende da 27 a 25 anni e quasi due terzi dei calciatori è tedesco, pur non essendoci limiti al tesseramento di calciatori extracomunitari a differenza di altri Paesi europei”.

Ecco a me pare che queste sono- sarebbero- le principali proposte da fare e da accogliere per il nostro calcio che, viceversa, proprio in questi giorni ed in queste ore, sembra occupato solo in meschine e squallide manovre di palazzo e negoziazioni finalizzate alla spartizione di poltrone, di cariche, di incarichi, di potere e di soldi tra i soliti noti.

Tra quelli, cioè, che, come richiamato in miei precedenti scritti, il Presidente del CONI, Malagò,  in sue dichiarazioni pubbliche, ha definito coloro i quali “ delegittimano il sistema e sono portatori di interessi particolari che fanno la lotta nel fango gli uni contro gli altri” ( cfr.” La Gazzetta dello Sport” del 19 marzo 2014   e “Il Foglio”del 13 dicembre 2017).

Avv. Massimo Rossetti

 

 

 

 

Perchè Iscriversi a FEDERSUPPORTER

Leggi tutto →

Per iscriversi a Federsupporter, occorrono solo due passaggi:

 

1) compilare il modulo di iscrizione che potete trovare qui

2) versare la quota associativa annuale di 20 euro tramite bonifico bancario o pagamento Sicuro OnLine tramite Carta di Credito

 

Il 10% della quota di iscrizione verrà destinato alla Onlus "proRETT ricerca" (www.prorett.org)

Potrai richiedere copia dei volumi editi da FederSupporter al costo preferenziale di 10 euro invece dei 20 euro .