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L'Avv. Rossetti sullo 'Stadio della Roma'
 

Fake news romane

5 marzo 2018- Tor di Valle : fake news istituzionali. A Roma libertà di stampa in bancarotta.

Le fake news sono molto di moda, ma che esse possano provenire da importanti ed autorevoli fonti istituzionali desta meraviglia ed inquietudine.

E’ il caso di quanto recentemente dichiarato dal Sindaco di Roma, Avv. Virginia Raggi, a proposito del fatto che l’ANAC ( Autorità Nazionale Anticorruzione) avrebbe sostanzialmente approvato il Progetto Tor di Valle.

Notizia smentita, pressoché in tempo reale, dal Presidente della stessa ANAC, Dr. Raffaele Cantone, il quale non poteva che doverosamente precisare, come ha fatto,  che l’Autorità dallo stesso presieduta non ha alcuna competenza in materia urbanistica, bensì in materia di gare pubbliche per la realizzazione di opere come quelle previste dal Progetto.

 

L’ANAC si è, invece, semplicemente pronunciata sull’attuale mancanza dei presupposti per l’esercizio del proprio potere-dovere di vigilanza sulle suddette gare, non essendo, allo stato, neppure ancora approvato il Progetto sul piano urbanistico, posto che le gare potranno essere indette ed attuate solo dopo tale, eventuale approvazione.

Non solo, ma il Dr. Cantone ha anche tenuto a puntualizzare che l’intervento dell’ANAC, spacciato come di approvazione del Progetto, è stato determinato  da esposti che invocavano un intervento immediato dell’Autorità a scopo di prevenzione.

Ristabilita la verità dei fatti, resta da dire come tutta la vicenda Tor di Valle sia stata e sia caratterizzata dalla diffusione di notizie false, erronee, esagerate, fuorvianti,  nel tentativo di sostenere una iniziativa palesemente contraria al pubblico interesse, alle norme urbanistiche ed ambientali, estranea alla ratio ed agli scopi della normativa sull’impiantistica sportiva e, unicamente o prevalentemente, finalizzata a scopi affaristico-speculativi.

Ciò a favore  di una Società, che sarà la finale ed effettiva proprietaria del così detto “ Business Park” con annesso Stadio, della quale non sono conosciuti e conoscibili i soci, sita in uno Stato, il Delaware, tra i più noti paradisi fiscali al mondo.

Aggiungasi che, contemporaneamente , il Presidente della AS Roma, James Pallotta, ha esternato pubblicamente il proprio concetto di libertà di stampa.

Quella libertà sancita dall’art. 21 della Costituzione, secondo cui “ Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

Egli, riferendosi alle Radio romane che si occupano della Roma, ha detto :” A Roma c’erano 9 stazioni radio che parlavano della Roma 24 ore su 24. Questo era quello che accadeva 3 o 4 anni fa. Ad oggi siamo l’unica squadra in Europa che ha una sua stazione radio a cui abbiamo dato vita circa due anni e mezzo fa. Credo che nel frattempo ne abbiamo mandate 2 in bancarotta, adesso ce ne mancano altre 7. Abbiamo bisogno di spiegare la nostra versione dei fatti” ( fonte: www.forzaroma.info).

L’aspetto più grave delle parole del Presidente Pallotta risiede nella chiara ed aperta minaccia di un danno ingiusto, oggettivamente insita nella bancarotta annunciata e  promessa a sette emittenti radiofoniche; minaccia  avvalorata e rafforzata  dalla rivendicazione di aver fatto già fallire due di tali emittenti.

Una condotta che potrebbe integrare il reato ex art.612 CP, 1° e anche 2°comma.

Primo comma che sanziona la minaccia semplice,  punibile, a querela della o delle persone offese, con la multa fino ad euro 1.032.

Secondo comma che sanziona la minaccia grave, perseguibile d’ufficio e che  prevede la pena della reclusione fino ad un anno.

Il reato di minaccia, secondo la giurisprudenza di legittimità, consiste nella prospettazione ad una o più persone di un male ingiusto, futuro o prossimo, rappresentato dalla lesione di un bene, anche non patrimoniale.

Reato che si estrinseca mediante una manifestazione esterna a fine intimidatorio, pur senza che l’intimidazione si verifichi effettivamente, essendo sufficiente l’idoneità intimidatoria della condotta.

La minaccia si realizza in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo, anche se essa non abbia suscitato o susciti uno stato di intimidazione nella persona o nelle persone offese.

Circa l’elemento soggettivo del reato, è sufficiente il dolo generico, cioè la volontà di minacciare un male ingiusto, a prescindere dal fine perseguito, fermo restando che lo stesso “animus iocandi” non esclude la volontà di minacciare ( Cassazione, Sezione Penale, sentenza n. 4957/1981).

La minaccia, inoltre, è da considerare grave, tenuto conto, caso per caso, della modalità della condotta, del tenore delle espressioni usate, del contesto in cui esse si collocano e della qualità della persona da cui provengono.

Mi rallegro, infine, del fatto che, come annunciato dal Presidente Pallotta, nel nuovo Stadio PER ( non DELLA) Roma, “ L’impianto più utilizzato dell’Europa meridionale”, si pensi già verrà ingaggiato il Sommo Pontefice, il quale, per dirla con il Nando Mericoni di Alberto Sordi nel film “ Un americano a Roma”, come “ american actraction”, inaugurerà le così dette “ Holy war” tra Boston College e Notre Dame.

E meno male che, come  avrebbe detto il suddetto Nando Mericoni e, cioè, “ qui  scatta l’applauso”, la fonte che riporta le parole del Presidente Pallotta precisa  “ La platea ride “.

 Avv. Massimo Rossetti

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