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Diritti TV : quale futuro ?

La Delibera dell'Antitrust pone tra gli obblighi a carico di Mediapro il seguente  " l’ampliamento del confronto competitivo deve avvenire senza che da esso discenda un rischio nel mercato a valle delle televisioni a pagamento e, soprattutto, per quello che interessa Federsupporter, senza danno ai consumatori ".

Di seguito l' analisi della Delibera dell'Antitrust  effettuata dall'Avv. Massimo Rossetti.

 

 26 marzo 2018Diritti TV: la Delibera dell’Antitrust del 14 marzo 2018 non lascia spazio a “ interpretazioni”.

Notizie di stampa dei giorni scorsi riferiscono che MEDIAPRO Italia srl, assegnataria dei diritti audiovisivi per il periodo 2018-2021, ha inviato alla Lega Calcio di Serie A una lettera con la quale avrebbe espresso perplessità circa la Delibera in oggetto, in particolare avuto riguardo ad alcune condizioni in essa poste.

In calce, per comodità di consultazione, si pubblica nuovamente , la Nota del Presidente Parisi relativa al Gruppo Mediapro.

Si è avuta anche notizia di incontri e contatti, informali ed ufficiosi, tra la suddetta Società ed operatori della comunicazione.

Ciò premesso, ritengo opportuno ed utile svolgere le considerazioni che seguono.

Un brocardo recita “ in claris non fit interpretatio”  ( nelle cose chiare non si ricorre ad interpretazione) e la Delibera della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ( AGCM) del 14 marzo scorso  non lascia spazio ad interpretazioni di sorta, in specie relativamente alle perplessità che avrebbe sollevato Mediapro Italia srl.

Perplessità, più precisamente, che si riferirebbero, in particolare, alla possibilità di evitare che la AGCM debba nuovamente pronunciarsi in caso di offerta di nuovi pacchetti o di modifica di quelli già offerti e, più in generale, alla ritenuta ristrettezza all’attività dell’intermediario imposta dai limiti previsti  dalla stessa AGCM.

All’aggiudicazione a Mediapro Italia srl  per un importo pari a 1 miliardo e 50 milioni di euro si è pervenuti, avendo i totali delle migliori offerte presentate da operatori della comunicazione raggiunto la somma di 990 milioni di euro, inferiore di 10 milioni di euro al prezzo minimo complessivo della gara stabilito in 1 miliardo di euro,  mentre l’offerta ricevuta da Mediapro è   risultata superiore di 50 milioni di euro al suddetto prezzo minimo.

Si tenga presente che, entro domani , 27 marzo, Mediapro dovrà versare 50 milioni di euro e che, entro tre settimane, dovrà prestare una fidejussione da un miliardo di euro più Iva.  

Quanto alla prima perplessità sollevata e, cioè, la possibilità di evitare un nuovo pronunciamento della AGCM nel caso, da parte di Mediapro, vengano offerti  nuovi pacchetti o  modificati quelli  già offerti, la norma ( art.7, comma 6) del Decreto Legislativo 9 gennaio 2008, n.9, così detto “Decreto Melandri”, testualmente richiamata al punto 26 della Delibera, è assolutamente chiara ed inequivocabile.

Essa così recita : “ Al fine di perseguire il miglior risultato nella commercializzazione dei diritti audiovisivi,l’intermediario indipendente può procedere alla formazione e modifica dei pacchetti, previa approvazione dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e dell’Autorità della Concorrenza e del Mercato, secondo le modalità di cui all’articolo 6, comma 6”.

Non solo, l’art. 11, comma 8, del Decreto, pure espressamente richiamato dalla Delibera, obbliga l’intermediario indipendente assegnatario dei diritti audiovisivi a subconcederli senza modificare i pacchetti, una volta che questi, nuovi o modificati dall’intermediario, siano stati approvati dalla AGCM, nonché dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ( AGCOM).

Non vedo, quindi, quali perplessità possano sussistere in ordine all’esigenza che i pachcetti, nuovi o modificati da Mediapro, offerti in sub licenza agli operatori della comunicazione, debbano essere sottoposti a previa approvazione delle nominate Autorità.

Quanto, poi, alla limitatezza imposta all’attività dell’intermediario dai limiti previsti  dalla Delibera, tali limiti in altro non consistono se non in quelli espressamente dettati dal Decreto Melandri e tutti richiamati dalla Delibera.

Il divieto per l’intermediario indipendente di svolgere attività di operatore della comunicazione e di non avere rapporti di controllo e/o collegamento con tali operatori è sancito dal Decreto Melandri che definisce l’operatore della comunicazione.

Operatore che viene identificato quale “ Il soggetto che ha la responsabilità editoriale nella predisposizione dei programmi televisivi o radiofonici e dei relativi programmi – dati destinati, anche su richiesta individuale, alla diffusione anche ad accesso condizionato su frequenze terrestri in tecnica digitale, via cavo, via satellite o con ogni altro mezzo di comunicazione elettronica e che è legittimato a svolgere le attività commerciali e editoriali connesse alla diffusione delle immagini o dei suoni e dei dati relativi all’evento, nonché il soggetto che presta servizi di comunicazione elettronica”.

La Delibera specifica, altresì, al punto 29,  che cosa, ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera h, del Decreto Legislativo 31 luglio 2005, n.177, Testo Unico dei Sevizi di Media Audiovisivi e Radiofonici ( TUSMAR), si deve intendere per responsabilità editoriale.

Vale a dire : “ L’esercizio di un controllo effettivo sia sulla selezione dei programmi, ivi inclusi i programmi dati, sia sulla loro organizzazione in un palinsesto cronologico, nel caso delle radiodiffusioni televisive o radiofoniche, o in un catalogo, nel caso di servizi di media audiovisivi a richiesta”.

Inoltre, viene specificato che, sempre secondo il TUSMAR, per programmi televisivi, così come per i palinsesti televisivi, debbono intendersi : “ L’insieme, predisposto da una emittente televisiva o radiofonica, analogica o digitale, di una serie di programmi unificati da un medesimo marchio editoriale e destinato alla fruizione del pubblico, diverso dalla trasmissione differita dello stesso palinsesto, dalle trasmissioni meramente ripetitive, ovvero dalla prestazione, a pagamento,  di singoli programmi, o pacchetti di programmi, audiovisivi, diversi, con possibilità di acquisto da parte dell’utente anche nei momenti immediatamente antecedenti all’inizio della trasmissione del singolo programma, o del primo programma, nel caso si tratti di un pacchetto di programmi”.

Ne consegue, afferma la AGCM ( punto 31), che è operatore della comunicazione chi fornisce servizi media audiovisivi, essendo responsabile dell’attività editoriale di scelta dei singoli programmi e, più in generale, dei contenuti audiovisivi e dell’organizzazione in palinsesti e cataloghi.

Pertanto, stabilisce la Delibera, l’intermediario indipendente non può svolgere alcuna attività comportante l’assunzione di responsabilità editoriale, né “ anche successivamente all’assegnazione dei diritti audiovisivi, avvii una attività che comporti l’assunzione di una responsabilità editoriale “ ( pagg. 11-12) .

E’ chiaro ed inequivocabile, dunque, il divieto assoluto per Mediapro, sia prima sia dopo l’assegnazione dei diritti, di dare vita, insieme con la Lega Calcio di Serie A, ad un canale tematico proprio, assumendo, altrimenti, in questo caso, la qualifica di operatore della comunicazione.

E, infatti, così recita al punto 32 ( pag. 12) la Delibera : “ Appare altresì preclusa la creazione di un apposito Canale tematico, progetto che, secondo quanto riferito dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A, è escluso dalle attività dell’assegnatario del diritto. Infatti, ove svolta nel concreto, tale attività si presterebbe ad essere interpretata come una forma surrettizia di assunzione di responsabilità editoriale tale da integrare la violazione o quantomeno l’elusione delle norme che regolano le modalità di commercializzazione dei diritti”.

Altrettanto esclusa è la possibilità per l’intermediario indipendente di precludere o limitare agli operatori della comunicazione sub-licenziatari il diritto di abbinare ai prodotti audiovisivi iniziative pubblicitarie ( sponsorizzazioni, patrocinio, abbinamento, inserimento di flash pubblicitari)  e promozionali (  quiz, concorsi a premio) consentite dalle normative in vigore e che siano strettamente consentite dall’Invito, purchè le stesse non  comportino alcuna utilizzazione delle immagini di tesserati o di loghi o altri segni distintivi della  Lega Calcio di Serie A o delle società sportive.

Diritto che rientra nella nozione di responsabilità editoriale propria degli operatori della comunicazione e che costituisce il discrimine con gli intermediari indipendenti.

D’altra parte il suddetto diritto è espressamente previsto al punto 11.2.5 degli “ Obblighi editoriali e in materia di pubblicità” dell’Invito ad offrire formulato dalla Lega Calcio di Serie A.

Un altro principio fondamentale richiamato dalla Delibera è quello, previsto dal Decreto Melandri ( art.11), di procedere alla rivendita dei diritti con modalità “ eque, trasparenti e non discriminatorie”.

Non solo, ma l’AGCM specifica ( punto 39) che l’ampliamento del confronto competitivo deve avvenire senza che da esso discenda un rischio nel mercato a valle delle televisioni a pagamento e, soprattutto, per quello che interessa Federsupporter, senza danno ai consumatori.

L’AGCM ammonisce anche che, essendo ancora in corso la trattativa tra la Lega Calcio di Serie A  e Mediapro circa le modalità con cui quest’ultima procederà alla commercializzazione dei diritti audiovisivi, lo svolgimento dell’attività di Mediapro “ dovrà conformarsi” alle indicazioni della Autorità per non incorrere in violazioni del Decreto Melandri e della normativa comunitaria in materia di concorrenza e del mercato ( punti 41 e 42).

Tanto che la AGCM si riserva espressamente ( pag. 15) “ di procedere alla verifica di eventuali violazioni delle predette normative nel caso in cui, in sede di concreto svolgimento dell’attività di intermediario indipendente e di assegnazione delle sub-licenze agli operatori della comunicazione, vi fossero difformità rispetto alle indicazioni dell’Autorità contenute nel presente provvedimento e che tali condotte pregiudichino la concorrenza nell’acquisizione degli specifici diritti e nei mercati posti a valle, con pregiudizio per i consumatori”.

 

 

 

Avv. Massimo Rossetti

 

Il Gruppo MEDIAPRO  ( con un fatturato di oltre  1,5 miliardi di euro) , controllato da IMAGINA è stato acquistato dal Fondo  di private equity Orient  Hontai Capital ( sussidiaria  di Orient Securities Capital Investment Company Ltd) , il cui socio di riferimento  Shangai Orient Securities Capital Investment Co.Ltd, è una società specializzata nel private equity ,nel venture capital e nelle operazioni di fusione ed acquisizioni di  aziende.

 Tutte queste realtà, cui si aggiungono altre società  specializzate nei  servizi  bancari, finanziari , assicurativi  e negli investimenti nelle società in fase di  star up, sono controllate e gestite a livello di Gruppo  dalla Orient Securities Company, quotata alla borsa di Shanghai  dal marzo 2015. 

Il Fondo cinese Orient Hontai Capital  ha rilevato, ad una cifra di circa 900 mln le azioni di Imagina possedute  dalla Società  di Investimento  Torreal (  22,5%) dal Gruppo Televisivo messicano Televisa  (19%) e da G. Romy, uno dei soci fondatori. (12%).

Nella compagine azionaria, oltre ai soci fondatori Roures (12%) e Benet( 12%)  rimane( 22,5%) la  Wire and Plastic  Group (WPP)  multinazionale inglese  che opera, attraverso partecipazioni e direttamente,  nei settori della pubblicità, delle pubbliche relazioni e della comunicazione con 162.000  dipendenti.

 

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