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L'Avv. Rossetti sullo 'Stadio della Roma'
 

Terreni Eurnova a Tor di Valle

 

3 aprile 2018 -Terreni Eurnova a Tor di Valle: acquisto da parte di Eurnova delle aree interessate. Ancora una volta Federsupporter “l’aveva detto”

Odierne notizie di stampa ( cfr l’articolo “ Terreni venduti al ribasso. Nuova inchiesta sulla stadio” di  Sara Menafra e Adelaide Pierucci su “Il Messaggero”, Cronaca di Roma dell’1 aprile scorso e “ Stadio della Roma, la Procura indaga sulla vendita dei terreni a Parnasi”, di Giulio De Santis, su “Il Corriere della Sera” , Cronaca di Roma, pure dell’1 aprile scorso), informano che, su denuncia dell’Associazione “Tavolo della Libertà Urbanistica”, la Procura della Repubblica di Roma avrebbe aperto un fascicolo di indagine, per ora senza ipotesi di reato, sui passaggi di proprietà dei terreni dell’Ippodromo Tor di Valle tra la SAIS spa di Umberto e Gaetano Papalia  e la Eurnova srl del Gruppo Parnasi.

 

Circa tali passaggi Federsupporter, sin dal 20 febbraio 2017 nelle Note “ Stadio per la Roma a Tor di Valle : il tortuoso percorso della proprietà dell’area”, con ulteriore richiamo nelle successive Note “ Stadio per la Roma a Tor di Valle : proposta del 6 giugno 2017 della Giunta all’Assemblea capitolina. Da un pasticcio ad un altro ? “  del 12 giugno 2017, al punto n. 5 ( entrambe le Note sono pubblicate sul sito www.federsupporter.it), si era occupata della questione , “ naturalmente” ignorata dagli organi di informazione.

Si ritiene, quindi, opportuno trascrivere in calce le Note del 20 febbraio 2017 in cui il problema era stato ampiamente e dettagliatamente esaminato, in specie sotto il profilo tecnico giuridico.

Avv. Massimo Rossetti.

Stadio per la Roma a Tor di Valle : il tortuoso percorso della proprietà dell’area.                                                                                           

Il 16 febbraio scorso  su “Il Corriere dello Sport”, pag. 9, con riferimento alla vicenda relativa allo Stadio per la Roma a Tor di Valle, è comparso un intervento intitolato “ Nessuna speculazione sulle cubature. Al Comune bastava una consulenza” dell’imprenditore ed ex Presidente e Amministratore della Società Ippodromi & Città, Gaetano Papalia.

Il sunnominato, nel suo intervento, afferma che il Progetto di Tor di Valle “ non nasce come operazione di speculazione” e di non capire “ perché così tanta avversione al Progetto stesso”.

Incuriosito da tali affermazioni, ho effettuato qualche ricerca.

Ho rinvenuto, quindi, una notizia pubblicata il 12 ottobre scorso dal “Corriere della Sera” con la quale si informa dell’inizio ( 16 gennaio 2017) del processo nei confronti di “Gaetano e Umberto Papalia, soci SAIS, nonché amministratori della Ippodromo Tor di Valle”, più altri, “ per la bancarotta della IppodromoTor di Valle srl, fallita nel giugno 2013, dopo essere stata costituita dalla SAIS spa, proprietaria del terreno sul quale dovrebbe sorgere lo Stadio della Roma”.

L’articolo dà, altresì notizia delle conclusioni del PM Mario Davinola, secondo cui “ I due Papalia avrebbero causato il fallimento della Società dando prima corso all’acquisto da parte di Ippodromo Tor di Valle srl ( subentrata nel contratto di affitto del terreno stipulato nel 2000 tra la SAIS e la Ippodromi & Città srl) di una azienda già in stato di profonda crisi economica”.

Per la Procura “ Il complesso delle attività distrattive e di operazioni dolose dirette a cagionare il fallimento della Ippodromo Tor di Valle è stato realizzato al fine di dare attuazione alla determinazione dei Papalia di alienare l’area su cui si trova l’ippodromo, maturata sin dall’epoca della cessione dell’azienda da Ippodromi & Città a Ippodromo Tor di Valle; invero, la Ippodromo Tor di Valle restituiva alla SAIS sia la proprietà sia il possesso dell’area e di ogni bene, mettendo quest’ultima in condizione di vendere alla Società Eurnova ( ndr. nella persona di Luca Parnasi per 42 mln di euro) all’esito di una trattativa  iniziata prima del 25 marzo 2010, data di stipula del contratto preliminare”.

Quindi, secondo l’accusa e ferma restando ex art 27 Costituzione  la presunzione di innocenza fino ad eventuale sentenza definitiva di condanna, il Sig. Gaetano Papalia, sempre che si tratti della stessa persona autrice del citato articolo su “Il Corriere dello Sport”, in concorso con altri,  avrebbe provocato artatamente il fallimento della Ippodromo Tor di Valle, cui prima la Ippodromi & Città aveva affittato l’area, con lo scopo, già perseguito prima del 25 marzo 2010, data di stipula del contratto preliminare di vendita dell’area stessa ad Eurnova, di fare in modo, attraverso la cessione della proprietà e del possesso dell’area da Ippodromo Tor di Valle  a SAIS, poi anch’essa fallita, che quest’ultima avesse venduto l’area stessa a Eurnova.

In sostanza, ammesso che  la ricostruzione di cui sopra, operata dall’accusa, venga confermata, la cessione dell’area in questione  da Ippodromo Tor di Valle a SAIS sarebbe stato un mero mezzo al fine per sottrarre l’area medesima al concorso dei creditori di entrambe le suddette società fallite, anzi, la Ippodromo Tor di Valle fatta artatamente fallire, per poi poter cedere il terreno ad Eurnova.

Sempre nel corso della ricerca, ho potuto  apprendere  da un articolo , pubblicato su “Il Tempo” del 6 settembre 2015, intitolato “ Stadio della Roma. Colpaccio di Parnasi”, che il contratto,  con cui Eurnova aveva acquistato il 25 giugno 2013 l’area da SAIS, era stato rinegoziato con la curatela fallimentare della stessa SAIS, quest’ultima impegnatasi a non esercitare la revocatoria fallimentare della compravendita definita “ una virtuosa operazione imprenditoriale” , in cambio dell’obbligo di Eurnova di incrementare, da 21 a 26 milioni di euro, fermo restando il prezzo di vendita di 42 milioni di euro, la prima rata di tale prezzo.

L’articolo, inoltre, informa del fatto che Unicredit aveva rilasciato  a favore di Eurnova una fidejussione di 4 milioni di euro, a garanzia del pagamento della differenza di importo della suddetta prima rata da corrispondersi da Eurnova alla curatela fallimentare della SAIS.

Laddove, alla luce di tutto quanto precede, appare evidente il fitto intreccio di interessi tra SAIS, suoi soci, Eurnova e Unicredit relativamente al terreno di Tor di Valle.

Pertanto, ove in esito al processo per bancarotta fraudolenta, dovesse essere definitivamente accertato che la cessione del terreno intervenuta tra Ippodromo Tor di Valle e SAIS fosse stata preordinata e finalizzata a frodare i creditori della prima e che, a propria volta, la sub-acquirente Eurnova avesse acquistato dalla seconda con la consapevolezza, al momento dell’acquisto, che la prima alienante era in stato di insolvenza, vi potrebbero essere i presupposti giuridici per i creditori della SAIS, anch’essa, poi, fallita, di chiedere ed ottenere la revocatoria della compravendita  tra la stessa SAIS ed Eurnova.

Ciò, poiché, al momento della rinegoziazione dell’accordo tra la curatela fallimentare della SAIS ed Eurnova, non erano noti i fatti che hanno portato all’apertura del processo per bancarotta fraudolenta nei confronti di soci e amministratori, in concorso con altri, della suddetta SAIS.

Tanto più, ove, secondo la tesi dell’accusa, i passaggi di proprietà da IppodromoTor di Valle a SAIS e da quest’ultima a Eurnova fossero stati effettivamente preordinati, ab initio, in frode e in danno dei creditori della Ippodromo Tor di Valle e, poi, della SAIS,  entrambe fallite.

Concludo, affermando che, forse, al Comune, più che, come sostenuto da Gaetano Papalia, una consulenza , sarebbero bastate e basterebbero la conoscenza ed una attenta, prudente valutazione dei fatti da me riportati : fatti, d’altronde, pubblicamente attingibili, sol a volerli e saperli ricercare.

 

 

Avv. Massimo Rossetti

 

 

 

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