FederSupporter e AVIS per uno sport più sano

L'Avv. Rossetti sullo 'Stadio della Roma'
 

Il Calcio italiano sempre meno gioco

Prendo lo spunto da una recente analisi apparsa su "La Gazzetta dello Sport" di Roberto Beccantini  nella sua Rubrica "La Rovesciata", intitolata "Il Calcio Italiano e i soliti nodi" per portare all'attenzione il problema, ormai di pubblico dominio,  delle "plusvalenze"  in un calcio sempre meno interessato al gioco  e sempre più al business.

Nella Nota allegata l'Avv. Rossetti  richiamando l'attenzione  sull'attuale situazione del nostro sistema calcio in tema di trasferimento di calciatori  pone in rilievo i poteri/doveri di  vigilanza che dovrebbero fare carico alla FIGC .

Alfredo Parisi

 

   Roma 18 luglio 2018Sempre più calcio business e sempre meno calcio popolare. Plusvalenze e fair value. 

Che, ormai, il calcio, nato dal popolo e per il popolo, sia diventato o stia diventando, solo o prevalentemente, business, è sotto gli occhi di tutti.

Questa, peraltro, non è soltanto una convinzione ed affermazione di chi scrive, ma è una verità che trova, e non da ora,  autorevoli conferme.

Fra le tante, cito due libri, l’uno intitolato “ Goal Economy. Come la finanza globale ha trasformato il calcio”, Baldini & Castoldi, 2015, e “ I veri padroni del calcio. Così il potere e la finanza hanno conquistato il calcio mondiale”, Feltrinelli, 2017, entrambi di Marco Bellinazzo, giornalista de “Il Sole 24 Ore “ che studia e segue l’economia del calcio.

Nel primo dei due libri citati l’Autore evidenzia come il calcio sia sempre di più in mano e controllato dalla finanza sia attraverso le così dette “TPO” ( Third Party Ownership”), vietate dalla FIFA dal 2015, sia attraverso le così dette “ TPI” ( Third Party Investment), sia, infine, attraverso i così detti “ BRIDGE TRANSFER”.

Le TPO rappresentate dalla proprietà, totale o parziale , dei cartellini di calciatori, non da parte di società di calcio, bensì da parte, in genere, di Fondi di investimento.

Le TPI rappresentate dal fatto che la proprietà dei cartellini di calciatori, pur essendo di società di calcio,  viene, però, finanziata  da somme erogate da Fondi di investimento con riserva di questi ultimi di rientrare , con un sovrapprezzo, di tali somme partecipando alle plusvalenze realizzate con la cessione di tali calciatori.

I BRIDGE TRANSFER rappresentati dalla pratica di cessioni fittizie di giocatori a società di calcio di Paesi a bassa fiscalità per, poi, trasferire questi giocatori a società di altri Paesi realmente acquirenti delle loro prestazioni, venendo remunerata la società interpositrice per il servizio prestato mediante partecipazione al prezzo finale di cessione del cartellino.

A tutto ciò si deve aggiungere il peso sempre maggiore acquisito da mega Agenzie di calciatori ( vedasi, per esempio, con riferimento al recente trasferimento di Ronaldo dal Real Madrid alla Juventus, il ruolo decisivo svolto da Jorge Mendes, proprietario della Gestifute che gestisce la carriera di numerosi top player e top allenatori per un valore complessivo di oltre 800 milioni di euro) .

Nel secondo dei due citati libri l’Autore sottolinea come il calcio abbia ormai assunto anche una dimensione geopolitica, con progressivo spostamento da un sistema eurocentrico ad un sistema che vede e vedrà sempre più protagonisti Stati Uniti, Russia, Cina, e quello che lo stesso Autore definisce “ insieme islamico”.

A riprova di ciò l’Autore rimarca significativamente le seguenti localizzazioni della Coppa del Mondo : Russia ( 2018), Qatar ( 2022), Stati Uniti ( 2026) e Cina ( 2030).

E’ chiaro ed evidente, quindi, come, su tali presupposti ed in tale contesto, il calcio abbia perso e stia perdendo la sua originaria dimensione popolare e sociale.

Il tutto reso, se possibile, ancor più chiaro ed evidente dal crescente predominio delle payTV e dalla crescente restrizione imposta dalle società di calcio all’esercizio di diritti, pur costituzionalmente ed internazionalmente previsti e garantiti, quali il diritto alla libertà di informazione ed al diritto di cronaca.

Quanto sopra imponendo agli organi di informazione ed agli operatori della comunicazione il pagamento di onerose “ tariffe” per poter assistere ad eventi pubblici o aperti al pubblico ed attingere da persone pubbliche, quali i calciatori, dichiarazioni ed immagini. 

Uno stato di cose, dunque, che, oltre, come detto, ad espropriare il calcio della sua originaria dimensione popolare e sociale, si presta, come anche dimostrato da numerose inchieste giudiziarie e da numerosi procedimenti della giustizia sportiva, a pratiche illegali, quali, a titolo esemplificativo: evasione ed elusione fiscale, creazione di fondi neri, in particolare mediante operazioni estero su estero preferibilmente in Paesi paradisi fiscali, riciclaggio, autoriciclaggio, alterazione di bilanci e documenti contabili, bancarotta fraudolenta.

Ed è per opporsi o, quantomeno, tentare di arginare questo stato di cose che Federsupporter, fin dal maggio 2015, con un Dossier intitolato “ Vogliamo che il calcio resti libero”, sottoposto, finora invano,  all’attenzione di Istituzioni, sportive e statali, nonché di organi di informazione, ha formulato una serie di proposte.

Tra queste, il riconoscimento specifico per legge dei tifosi quali consumatori, la partecipazione dei tifosi alla vita delle società, con presenza maggioritaria di loro rappresentanti negli organi di controllo, un format omogeneo dei bilanci con obbligo di loro pubblicazione, l’istituzione di una Autorità indipendente ed esterna alla FIGC per esercitare la vigilanza ed il controllo sulle società, il divieto delle multiproprietà e delle holding calcistiche, una Cassa di compensazione UEFA/FIFA per il trasferimento di calciatori da società appartenenti a Federazioni estere, con conseguente pagamento delle somme relative alle operazioni di pagamento per il trasferimento di calciatori da una società ad un’altra, da transitare per il tramite di tale Cassa e non, come oggi, direttamente da società a società.

Un argomento specifico di grande attualità e che richiede alcune puntualizzazioni è quello delle plusvalenze fittizie, tenuto conto che la sostenibilità economica di molte società di calcio si basa proprio sulle plusvalenze.

Al riguardo, è necessario, innanzitutto, smentire l’opinione comune che le suddette società possano, legittimamente e lecitamente, attribuire a propri calciatori qualsivoglia valore, in pratica ad libitum.

Tali società, infatti, come qualsiasi altra società di capitali, nel redigere i bilanci ed i documenti contabili, devono attenersi a ben precise regole.

Tra queste,  all’obbligo di redigere  bilanci e documenti contabili in maniera veritiera e corretta.

In ordine a fatti suscettibili di una mera valutazione di carattere soggettivo, come, per esempio, il valore da attribuire ad un calciatore all’atto della sua cessione, non sono legittime  e lecite valutazioni palesemente irragionevoli, contrarie ai principi codicistici ed alle regole contabili nazionali ed internazionali.

I primi che, tra valutazioni di carattere soggettivo, prevedono che deve essere preferita quella più bassa per le voci dell’attivo e quella più alta per le voci del passivo

Le seconde che impongono di seguire il criterio del così detto”fair value” : vale a dire della stima più attendibile.

 La violazione di tali obblighi e regole deve considerarsi come un falso nella redazione di bilanci e documenti contabili, alterativo degli stessi e, quindi,  come un illecito civile, amministrativo ed anche eventualmente penale.

Circa i doveri di vigilanza e controllo sulla gestione economica delle società di calcio, non risulta, almeno a me, che la FIGC si sia mai avvalsa del potere-dovere di cui all’art. 13 ( Poteri di denuncia al Tribunale) della Legge n. 91/1981 e successive modifiche ed integrazioni ( Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti).

Norma che, in caso di fondato sospetto di gravi irregolarità nella suddetta gestione commesse dagli amministratori per violazione dei loro doveri ( art. 2409 CC), riconosce espressamente alla FIGC il, per l’appunto, potere-dovere di denuncia al competente Tribunale, il quale, accertate le gravi irregolarità, ha il potere di far revocare gli amministratori e nominare un amministratore giudiziario.

Se, pertanto, la FIGC si fosse avvalsa e si avvalesse  di tale potere-dovere, è probabile, per non dire certo, che si sarebbero potuti evitare e si potrebbero evitare i casi Parma e, ora, Bari, Cesena e chissà quanti altri casi ancora.

Avv. Massimo Rossetti

 

Perchè Iscriversi a FEDERSUPPORTER

Leggi tutto →

Per iscriversi a Federsupporter, occorrono solo due passaggi:

 

1) compilare il modulo di iscrizione che potete trovare qui

2) versare la quota associativa annuale di 20 euro tramite bonifico bancario o pagamento Sicuro OnLine tramite Carta di Credito

 

Il 10% della quota di iscrizione verrà destinato alla Onlus "proRETT ricerca" (www.prorett.org)

Potrai richiedere copia dei volumi editi da FederSupporter al costo preferenziale di 10 euro invece dei 20 euro .