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L'Avv. Rossetti sullo 'Stadio della Roma'
 

La normalità dei Patriarchi del calcio

27 agosto 2018 -Una “telefonata” ed un “ manifesto” pubblicato sui quotidiani: due facce della stessa medaglia

Come i “ patriarchi” del calcio ( così definiti dal giornalista Marco Bellinazzo ) si sentono al di sopra di tutto  e di tutti. 

La società di calcio come società di servizi ( cfr. “L’impresa sportiva come impresa di servizi” di A.Parisi e M.Rossetti, Tempesta Editore, novembre 2012  ) non può esistere nel nostro Paese se i dominus dei Club la gestiscono come “ cosa loro”.

E’ sufficiente riandare  con la memoria a quanto evidenziato dalla Commissione Parlamentare  Antimafia sul fenomeno delle infiltrazioni delle mafie nel mondo del calcio ( cfr www.federsupporter.itMafia e calcio: molto rumore per nulla”, 11 gennaio 2018) ed alle audizioni dei due patriarchi, De Laurentis e Lotito, per comprendere gli  atteggiamenti ed i  limiti dei due Presidenti nei rapporti, sia con le Istituzioni sia con i tifosi,  nell’ottica del rispetto  dei famosi valori  posti a base della vita sportiva dalla FIGC : “ lealtà, correttezza, probità”.

Nella Nota allegata, l’Avv. Rossetti formula considerazioni sui fatti sopra riportati i cui attori sono accomunati da un’ unica” patriarcale personalità”.

Alfredo Parisi

 

 “Patriarchi “ del pallone: maleducazione ed arroganza sono la loro “ normalità”.

In questi giorni si è avuta la conferma che nel nostro calcio maleducazione ed arroganza rappresentano, per alcuni, la “ normalità”.

Con riferimento, infatti, alla nota telefonata Lotito-Inzaghi ed al “ manifesto” di De Laurentis contro il Sindaco di Napoli , manifesto  pubblicato a pagamento su intere pagine dei quotidiani “Il Corriere della Sera”e “Il Mattino”, molti commenti, in specie di giornalisti ed opinionisti, hanno considerato i toni, la forma ed i contenuti di quella telefonata e di quel “manifesto” assolutamente “ normali”.

Una” normalità”, peraltro, confermata da precedenti, analoghi episodi di cui si sono resi protagonisti i sunnominati.

Ne deriva, quindi,  che bisognerebbe ritenere “ normale”, giustificabile ed accettabile che presidenti di società di calcio si rivolgano pubblicamente, in un caso, nei confronti di un proprio dipendente apicale e, nell’altro, nei confronti del primo cittadino di una importante città, in maniera. tracotante, aggressiva, offensiva e, peggio, lesiva del ruolo e della reputazione dei destinatari delle loro iniziative.

Circa la telefonata Lotito-Inzaghi, è da tenere presente, sul piano giuridico, che un allenatore di una società di calcio professionistica è, per legge ( Legge n. 91/1981), un lavoratore subordinato, assimilabile, per la natura dell’incarico svolto, ad un dirigente d’azienda, la cui prestazione è caratterizzata da un elevato carattere fiduciario, da un ampio potere discrezionale, da ampia autonomia decisionale, pur ferma restando l’osservanza del dovere di fedeltà e di conformazione alle direttive generali dell’impresa per cui lavora.

In altre parole, l’allenatore di un club calcistico professionistico non può essere considerato e trattato alla stregua di un mero, acritico e supino esecutore di ordini, in specie per quello che attiene allo specifico ruolo ed alle specifiche prerogative che gli competono.

Qualora, poi, il presidente del Club, datore di lavoro, non abbia più fiducia e non condivida l’operato e le scelte dell’allenatore, può legittimamente esonerarlo dall’incarico.

Non può, però, al contrario, delegittimarne ruolo ed operato mediante interventi pubblici o, comunque, facilmente captabili in pubblico, mediante l’uso di espressioni aggressive, offensive, lesive della dignità e reputazione professionali ed umane dell’allenatore, così, per l’appunto, destabilizzandone e delegittimandone il ruolo ( cfr. le mie Note “ La telefonata Lotito-Inzaghi: considerazioni giuridiche ed etico-comportamentali” del 23 agosto scorso su www.federsupporter.it).

E’ da tenere, inoltre, presente, sul piano dell’ordinamento sportivo, che l’art. 1 bis del Codice di Giustizia Sportiva (CGS) della FIGC fa obbligo a tutti gli appartenenti al suddetto ordinamento di comportarsi, in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, secondo principi di lealtà, correttezza e probità.

Comportamenti che, come quelli tenuti nella telefonata in oggetto, non sembrano certamente conformi a quei principi, almeno a quelli di lealtà e correttezza.

Aggiungasi che l’art. 5 del richiamato CGS fa divieto ai soggetti dell’ordinamento sportivo di esprimere pubblicamente giudizi e rilievi lesivi, tra l’altro, di persone operanti nell’ambito di tale ordinamento.

La dichiarazione è considerata pubblica quando è resa in pubblico ovvero, quando per i destinatari, il mezzo e le modalità della comunicazione è destinata ad essere conosciuta o può essere conosciuta da più persone.

Desta anche sorpresa e perplessità che l’Associazione Italiana Allenatori non abbia avuto, almeno finora, nulla da dire relativamente all’accaduto.

Quanto al “ manifesto”  del Presidente De Laurentis contro il Sindaco di Napoli, fermo restando il diritto di critica nei confronti dell’operato di quest’ultimo, è , tuttavia, assolutamente inedito e istituzionalmente scorretto, nonchè irriguardoso, che tale critica venga esercitata addirittura mediante l’acquisto di intere pagine su quotidiani nazionali, con toni e contenuti che mettono in discussione il ruolo istituzionale della massima carica cittadina.

Anche in questo caso, con l’oggettivo risultato di delegittimarlo  e di destabilizzarne il ruolo istituzionale.

Ma, al di là degli aspetti sin qui trattati, ciò che più lascia interdetti è che siffatti comportamenti vengano considerati del tuto “ normali”.

Ciò mentre, un giorno sì e l’altro pure,  si impartiscono ai tifosi  lezioni di civismo e di bon ton.

A questo proposito, si cita, da ultimo, l’applicazione ad essi, mediante un “ Codice” tacitamente approvato all’atto dell’acquisto di abbonamenti e/  o biglietti, che consente alle società, a loro discrezione, di sospendere temporaneamente o di revocare definitivamente o di impedire l’acquisto dei suddetti titoli, essendo sufficiente tenere, all’interno o nell’area esterna dell’impianto sportivo, comportamenti contrari al decoro, alla pubblica decenza, alla morale, al buon costume o, comunque alle indicazioni del Club ( cfr. le mie Note “ Una sorta di Codice penale e di Codice di procedura penale delle società di calcio nei confronti dei tifosi” del 3 luglio scorso su www.federsupporter.it).

Civismo e bon ton che, invece, non vengono affatto richiesti a certi “ patriarchi” ( così li definisce Marco Bellinazzo nel suo libro “ La fine del calcio italiano”, Serie Bianca Feltrinelli, 2018, pag. 306, tra i quali annovera specificamente sia De Laurentis sia Lotito).

Civismo e bon ton che non vengono richiesti anche perché ritenuti “ abituali”, capovolgendosi il principio che la recidività e l’abitualità dei comportamenti negativi sono, caso mai, non attenuanti, bensì aggravanti.

Per finire, qualche considerazione sul giornalismo.

La Carta dei Doveri del Giornalista Italiano prevede, tra l’altro, che la responsabilità del giornalista verso i cittadini deve prevalere sempre nei confronti di qualsiasi altra.

Pertanto, il giornalista non può mai subordinarla ad interessi di altri.

Nonostante ciò, è, tuttavia, forte la sensazione che, spesso, il giornalismo sportivo  e anche quello non sportivo che si occupa di sport, in particolare di calcio, mentre è molto rigoroso e severo nel giudicare i comportamenti dei tifosi, non  lo sia altrettanto quando si tratta di giudicare comportamenti di taluni “ patriarchi” del pallone.

Laddove non è raro riscontrare una sorta di “metus reverentialis” e di “ captatio benevolentiae” nei confronti di tali “patriarchi”.

Ciò con buona pace del fatto  che i giornalisti “ non si girano dall’altra parte, non risparmiano chi conta, non si fermano al primo ostacolo, non usano le veline, ma sono osservatori attenti e inesorabili” (cfr ”Le regole dei giornalisti” di Cristina Malavenda, Carlo Melzi d’Eril, Giulio Enea Vigevani,” Il Mulino”, 2012, pag. 7).


Avv. Massimo Rossetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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