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L’OKKUPAZIONE

16.11.2018 - L’OKKUPAZIONE come strumento di una malintesa politica

Gli articoli della stampa odierna  riportano la reazione del Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ad un atteggiamento, quantomeno carente sul piano della politica in senso “puro”, del sottosegretario Giorgetti.

Valga per tutti  quanto riportato da “Il Corriere della Sera”, di oggi, 16 novembre: “Riforma ? E’ occupazione del CONI”.

Non ho la pretesa di entrare in una battaglia che, purtroppo, come emerge dalle parole del Sottosegretario, ha ben poco di politico e molto di potere, ma vorrei richiamare alla memoria di tutti noi cosa rappresenti lo sport in una società civile

Prendo le mosse da un Convegno  dell’ANSMS (Associazione Nazionale Stelle al Merito Sportivo) che parlando dell’importanza dello sport quale fenomeno che non può essere ignorato dalla politica, affermava “ Tuttavia è assolutamente necessario in uno Stato democratico garantire all’organizzazione, alla pratica, alla competizione sportiva una reale autonomia ed indipendenza mettendola al riparo da influenze o condizionamenti negativi, vista anche la frequente esasperata conflittualità dell’ambito politico e le frequenti deviazioni etiche sull’altare della necessità/opportunità politica. Del pari è necessario evitare la strumentalizzazione della organizzazione  sportiva e della sua attività sul territorio a fini di carattere politico quale la ricerca del consenso e altro”.

Impostazione che ha trovato un riconoscimento  storicamente rilevante,  nella risoluzione delle Nazioni Unite, adottata all’unanimità, dall’Assemblea Generale, a sostegno dell’indipendenza e dell’autonomia dello sport come traino per la promozione dell’istruzione, della salute, dello sviluppo e della pace. E proprio per la salvaguardia di  questi valori   lo sport deve  rimanere sempre neutrale nei rapporti con i rispettivi governi.

E’ questa neutralità, pur nel rispetto dell’ordinamento generale di ogni Paese, che deve essere salvaguardata. Ed è questa neutralità che rischia  di essere calpestata  da atteggiamenti di una politica che nega gli stessi principi sottolineati dal Parlamento ( cfr. Risoluzione approvata dalla 7^ Commissione permanente del  6 dicembre 2016) che  impegnava il Governo, “ nell’ambito delle proprie competenze e nel pieno rispetto dell’autonomia dell’ordinamento sportivo, della normativa internazionale e europea e delle attribuzioni statutarie e regolamentari  del CONI….. “ ad effettuare, tra l’altro,   interventi di riordino del settore, con particolare riguardo  alla scuola, in tutte le sue articolazioni, “alla tutela  delle atlete, ai giovani, all’impiantistica sportiva, al mondo della disabilità, alla promozione del volontariato sportivo”.

Quanto siamo lontani  da tutto ciò .  Spero e mi auguro che  l’assurdità di un provvedimento come quello di cui si “vocifera” trovi  chi , uscendo dai limitati confini del Paese, faccia riflettere sul rispetto di quei valori che solo una indipendenza operativa e gestionale dell’organismo preposto allo sport , il CONI,  può esaltare.

Alfredo Parisi

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