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L'AGCM colpisce ancora l'accordo SKY DAZN

 8 aprile 2019Diritti televisivi calcistici: DAZN sanzionata dalla AGCM.

Alla sanzione comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a SKY, pari a sette milioni di euro, per pubblicità ingannevole ed aggressiva ( vedasi le mie note del 26 febbraio scorso su www.federsupporter.it), deve aggiungersi la sanzione, pari a 500.000 euro, per pubblicità ingannevole, comminata dalla stessa AGCM a DAZN o, per meglio dire, a PERFORM Investment Ltd, con sede nel Regno Unito, nonché a Perform Media Services srl, con sede a Milano.

 

Entrambe le suddette Società, facenti capo a Perform Group Ltd, per conto della quale svolgono attività di produzione e commercializzazione di contenuti multimediali relativi ad eventi sportivi e di intrattenimento, attraverso DAZN, che ne costituisce un brand, una Divisione commerciale. 

Risulta, quindi, confermato che DAZN non possiede una propria, specifica personalità giuridica, essendo, per l’appunto, una mera Divisione commerciale , con tutte le perplessità che, sotto molteplici profili, in specie quello fiscale, ciò può determinare.

Al riguardo, rinvio alle mie note del 17 ottobre 2018, consultabili sul sito www.federsupporter.it.

Quanto sopra premesso, la sanzione irrogata dall’AGCM, con Provvedimento del 20 marzo scorso, attiene a condotte di pubblicità ingannevole, vietata e sanzionata dall’art. 21 del Codice del Consumo.

Una condotta consistente nell’aver dato ad intendere nella propria attività promozionale che il servizio offerto sarebbe stato di agevole fruizione, senza fare alcun riferimento a limitazioni tecniche che avrebbero potuto ostacolare, o impedire, l’utilizzazione del predetto servizio.

D’altronde, anche dopo il gennaio scorso, risulta che continui a persistere il problema di una non agevole fruizione, o, addirittura, un  impedimento del servizio stesso, poiché, ai fini di una visione ottimale, è necessaria una rete internet con almeno 20 mega stabili.

Ciò è avvalorato dalla notizia che DAZN, proprio per cercare di ovviare a tale problema, avrebbe predisposto un particolare tipo di abbonamento che non necessita della rete internet.

Abbonamento che, però, sarebbe utilizzabile solo da esercizi commerciali e non da singoli utenti privati, per i quali, dunque, il problema continuerebbe ad esistere ( vedasi articolo di Felice Galluccio su www.tecnoandroid.it del 7 aprile scorso).

Un altro tipo di pubblicità ingannevole, sanzionata dalla AGCM, consiste nel fatto che DAZN avrebbe dato ad intendere  che l’abbonamento non avrebbe comportato l’instaurazione di un rtapporto contrattuale, mentre, viceversa, la registrazione del servizio da parte dell’utente comportava, di fatto, la sottoscrizione di un contratto.

In particolare, mentre si prometteva un mese di servizio gratuito, con la specificazione che non c’era contratto, potendosi disdire l’abbonamento ogni mese, al contrario, creando un proprio account, si dava il consenso ad un contratto di abbonamento comportante che, in caso di mancata disdetta entro la scadenza del primo mese gratuito, veniva addebitato automaticamente l’importo mensile di 9, 99 euro.

E’ da sottolineare che, nel Provvedimento, si evidenzia  come gli stessi utenti avrebbero dovuto essere consapevoli dei possibili difetti del servizio offerto “ attribuibili allo stato in cui grava l’infrastruttura a banda ultra larga in Italia” ( punto 26 del Provvedimento).

Consapevolezza che non poteva non avere o avrebbe dovuto avere anche la Lega Calcio di Serie A, quando ha aggiudicato i diritti audiovisivi in esclusiva a DAZN per il periodo 2018-2021.

Cosa della quale, almeno a mio avviso, la suddetta Lega dovrebbe rispondere, insieme ed in solido con DAZN, nei confronti degli utenti, in qualità di soggetto produttore del servizio fornito da DAZN.

Circa l’entità, relativamente modesta ( € 500.000) della sanzione, va sottolineato come essa sia da attribuire sia alle iniziative di DAZN per cercare di attenuare i disservizi sia alle “  condizioni economiche della impresa stessa “ ( punto n. 53 ).

Sempre in tema di quantificazione della sanzione, si fa riferimento a perdite d’esercizio, risultanti dal bilancio di Perform Media Services srl alla data del 31 dicembre 2017. 

 Preciso che il Provvedimento della AGCM è impugnabile dinanzi al TAR del Lazio.

A titolo di considerazione finale, rimarco come sia la sanzione comminata a SKY nel febbraio scorso, sia quella comminata oggi alle Società di cui DAZN costituisce una Divisione commerciale, sia, infine, l’istruttoria avviata dalla AGCM nei confronti di SKY, sul presupposto che l’acquisizione da parte di quest’ultima della piattaforma analogica R2 di Mediaset Premium abbia violato il divieto di operazioni di  concentrazione restrittive della libertà di concorrenza ( vedasi le mie note del 12 marzo scorso su www.federsupporter.it), denotano, nel complesso, una situazione di rilevante criticità del sistema che regola l’aggiudicazione dei diritti audiovisivi calcistici.

Un sistema che, pertanto, richiede un intervento urgente del Governo, già, peraltro, richiesto, finora invano, da Federsupporter, con l’adozione di eventuali provvedimenti legislativi, a tutela dei consumatori, tenuto conto che la stessa AGCM, nella sua Delibera del 14 marzo 2018, aveva stabilito che l’aggiudicazione dei suddetti diritti doveva avvenire senza pregiudizio per i consumatori medesimi.

Resta, comunque, fermo l’impegno di Federsupporter di valutare, insieme con il Movimento Consumatori, con il quale Federsupporter ha recentemente concluso un Accordo di partenariato, ogni ulteriore, opportuna iniziativa per la migliore e più efficace tutela dei diritti e degli interessi dei tifosi quali consumatori di spettacoli sportivi.

Avv.Massimo Rossetti

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