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La governance del Consiglio comunale per Tor di Valle: imparate, imparate Gente !

  23 aprile 2019 - Tor di Valle : il (la)  Sindaco (a) indagato (a). Una vicenda che dimostra l’attualità di una magistrale lezione del 1944.

Da notizie di stampa ( vedasi “Il Messaggero” del 21 aprile scorso) si apprende che il (la) Sindaco(a) di Roma , Avv. Virginia Raggi, resta attualmente indagata per il reato di abuso di ufficio ( art. 323 CP) per non aver sottoposto all’approvazione del Consiglio comunale, nella prima seduta utile, il verbale conclusivo della Conferenza di Servizi decisoria del 22 dicembre 2017,comportante adozione di variante allo strumento urbanistico comunale. 

 

Al riguardo, l’art. 62, comma 2 bis, della Legge n. 96/2017, prescrive: “ Nel caso di impianti sportivi privati il verbale conclusivo della conferenza di servizi decisoria costituisce, ove necessario, adozione di variante dello strumento urbanistico comunale ed è trasmesso al sindaco che lo sottopone all’approvazione del Consiglio comunale nella prima seduta utile”.

Una norma che presenta, a mio avviso, molteplici e fondati dubbi di legittimità costituzionale sotto vari profili, già rilevati nel Comunicato del 21 aprile 2017 consultabile sul sito www.federsupporter.it

Profili che possono essere così riassunti: estraneità e disomogeneità  della materia rispetto alla ratio del Decreto Legge, poi convertito nella Legge n. 96/2017; invasione da parte dello Stato della potestà legislativa concorrente regionale e mancato rispetto del principio di leale collaborazione Stato-Regioni; manifesta irragionevolezza, poiché la norma consente, con il pretesto della realizzazione di impianti sportivi, uno jus aedificandi, anche non strettamente pertinente all’impianto, altrimenti non consentito e non consentibile.

Ma,  a parte ciò, un esposto-denuncia dell’Associazione “Tavolo della Libertà Urbanistica” aveva rappresentato, non solo che il suddetto verbale non era stato sottoposto  al Consiglio comunale nella prima seduta utile di quest’ultimo, ma, soprattutto, che era stata sostanzialmente sottratta all’approvazione del Consiglio la variante urbanistica.

Era stato, infatti, pubblicato un progetto comportante tale adozione, prima che la variante fosse stata adottata e approvata dallo stesso Consiglio, come prevede la normativa urbanistica nazionale.

Normativa secondo cui una variante allo strumento urbanistico comunale richiede, per la sua adozione da parte del Consiglio comunale, prima la sua pubblicazione, seguita da osservazioni e controdeduzioni, per concludersi con l’eventuale approvazione.

Viceversa, nel caso in esame, in violazione della predetta normativa, che non può certamente interpretarsi, almeno in maniera costituzionalmente orientata, come modificata e derogata dall’art. 62, comma 2 bis, della Legge n. 96/2017, mediante l’artificio costituito dall’approvazione di un progetto con al proprio interno una variante urbanistica, si è, in pratica, sottratta surrettiziamente al Consiglio comunale la potestà di adottare ed eventualmente approvare la variante stessa, nel rispetto della procedura prevista dalla suddetta normativa nazionale.

In altre parole, in questo modo, l’adozione e l’approvazione del Consiglio comunale è stata trasformata da una scelta discrezionale in una sostanziale ratifica vincolata di una decisione di un soggetto diverso dal Consiglio, per giunta di un soggetto, quale la Conferenza di servizi decisoria, costituente un mero modulo organizzativo di una fase endoprocedimentale dell’intero procedimento amministrativo.

L’archiviazione dell’indagine nei confronti del(della) Sindaco ( a) di Roma era stata richiesta  dalla Procura della Repubblica sulla base dell’asserita inesistenza di dolo intenzionale ai fini del reato di abuso di ufficio.

Tale richiesta, però, è stata respinta dal Giudice delle Indagini Preliminari (GIP) che, quindi, ha disposto la prosecuzione dell’indagine.

Ciò premesso e pure ammesso che il reato non sussista per mancanza di dolo intenzionale, questo, tuttavia, non esclude che la condotta posta in essere possa configurare un illecito amministrativo per violazione di legge ed eccesso di potere che renderebbe illegittima la pubblicazione del progetto contenente una variante urbanistica, senza che quest’ultima sia stata previamente adottata ed eventualmente approvata dal Consiglio comunale.

Né appare fondata la giustificazione addotta dal ( dalla ) Sindaco (a) per non aver sottoposto la variante al Consiglio comunale.

Giustificazione basata sul fatto di aver voluto e di voler prima verificare la legittimità del procedimento e degli atti relativi al progetto Tor di Valle.

Argomentazione che è in stridente contrasto con quanto da sempre pubblicamente dichiarato dall’Avv. Raggi, la quale si è detta assolutamente convinta e sicura di tale legittimità, escludendo categoricamente che quanto emerso e sta emergendo dalle indagini e dai processi penali in corso su fatti corruttivi e di traffico illecito di  influenze, che avrebbero caratterizzato il procedimento e gli atti in questione, ne avessero potuto e potessero  mettere in discussione la legittimità.

D’altronde, ove il ( la) primo(a) cittadino (a) avesse effettivamente dubitato di quest’ultima, avrebbe dovuto procedere o ad un atto di ritiro in autotutela o, quantomeno, alla sospensione dell’efficacia degli atti di cui trattasi 

Sospensione richiesta, invano, da Federsupporter ed altri e che, a seguito dell’inerzia e della mancata risposta alla richiesta, avevano indotto alla presentazione il 24 gennaio scorso di un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Roma per i reati di rifiuto di atti d’ufficio ( art. 328, comma1, CP) ed omissione di atti d’ufficio ( art. 328, comma 2, CP).

Si consideri anche, come rilevato nelle mie Note del 2 aprile scorso ( cfr. www.federsupporter.it), che gli atti amministrativi frutto di corruzione sono quelli formalmente ineccepibili, per cui è perfettamente inutile e pretestuoso volersi trincerare dietro la loro legittimità formale, prescindendosi  dalla loro eventuale-probabile- illegittimità sostanziale , derivante dall’accertamento in sede penale di fatti -reato che determinino tale illegittimità, in particolare sub specie di violazione del dovere costituzionale di imparzialità.

     Che, poi, il Comune di Roma ritenga sussistenti quei fatti-reato, pur non traendone le necessarie conseguenze sul piano amministrativo, è dimostrato anche dalla costituzione di parte civile dello stesso Comune nel processo in corso ( processo immediato sul presupposto dell’evidenza della prova a cario dell’imputato) nei confronti dell’Avv. Luca Lanzalone.

     Neppure vanno trascurate valutazioni  sul piano etico, morale, deontologico relativamente a comportamenti,  sebbene non penalmente rilevanti, di tutti i  soggetti coinvolti, a vario titolo, nella vicenda: comportamenti che vengono plasticamente disvelati dagli atti di indagine.

     Comportamenti di esponenti apicali di un movimento politico che ha fatto e fa dell’onestà un proprio tratto distintivo e che, nel loro agire, avrebbero dovuto e dovrebbero sempre tenere a mente l’aurea regula juris del giurista Paolo “ Ne omne licet honestum est” (Non tutto ciò che è lecito è onesto).

Una vicenda, quella in oggetto, che rende attuali alcune considerazioni che l’illustre Giurista e     Padre costituente, Piero Calamandrei, faceva nel 1944 con riferimento al regime fascista in alcuni suoi scritti, raccolti nel libro “ Non c’è legalità senza giustizia”, edito da Laterza, per la prima volta nel 2013 e giunto nel 2018 alla VI edizione.

Fu tradito, così anche quello che era stato uno dei capisaldi del programma: “il governo delle competenze”. Mentre si era negato che la scelta dal basso, propria dei sistemi democratici, potesse servire a far affiorare alle cariche pubbliche i più degni, il sistema della scelta dall’alto faceva certamente affiorare nelle Camere, nelle corporazioni, invece dei più degni, i più astuti avventurieri della bassa politica. Era tipicamente la scelta a rovescio: qualunque incompetente poteva essere assunto ad alte cariche, purchè fosse un complice…La ridicola incompetenza dei deputati : una accolta di gente mediocre e miserabile. I vaniloqui, il nessun interesse delle discussioni, l’abbassamento del livello… Il Senato e la Camera erano ridotti a società corali…Si capisce che con questa putrefazione degli organi legislativi le leggi abbiano perduto ogni autorità. Si è diffusa nella coscienza di questo popolo, che non ha mai sentito la solidarietà morale e quindi il senso giuridico che è senso di solidarietà, la convinzione che la legge è una buffonata, che può cader sulla testa per caso ad un fesso ma che i furbi schivano e raggirano, anzi, addirittura ignorano… La dominazione straniera sofferta per secoli ha fatto considerare la legge come qualcosa di imposto e di estraneo, che il cittadino devesi sforzare di aggirare e di beffare. Il più evidente aspetto della crisi legislativa è dato dalla precarietà, dalla provvisorietà delle leggi….Le leggi, invece di essere il risultato di una lunga elaborazione attraverso i filtri legislativi, sono l’improvvisazione di una burocrazia, spesso incompetente che si arroga il potere di regolare tutti i possibili esempi dell’attività uamana… La convinzione che, fatta una legge che disponeva in un modo, bisognava aspettarsi a brevissima scadenza la legge che la revocava. Il famoso motto di caserma che non bisogna mai obbedire all’ordine in attesa nel contrordine è entrato nel campo legislativo.. Le leggi ad hominem.

Mentre la caratteristica della legge generale ed astratta è quella di essere emanata in anticipo a tutela di interessi generali e di essere libera così da ogni personalismo e favoritismo, si sono avute nel periodo fascista ( ed è difficile individuarle) numerosissime leggi con le quali è stato fatto apparire come provvedimento generale ed astratto quello che era in realtà un atto di arbitrio destinato a favorire una persona…

Ma vi è anche qualcosa di più grave: la frode alla legge predisposta dallo stesso legislatore; la legge fatta per frodare la legge. L’autorità che dà provvedimenti per frodare la legge” ( pagg. 50-55).

     Nel leggere o rileggere queste parole qualcuno potrebbe pensare di essere nel 2019,  anziché nel 1944 ?

Io credo, purtroppo, di sì.   

     Avv. Massimo Rossetti

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