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L'Avv. Rossetti sullo 'Stadio della Roma'
 

Caro Amico ti scrivo...

13 giugno 2019  - Tor di  Valle: Comune di Roma: Care Eurnova e Roma vi scrivo.

Si ha notizia ( cfr. “Il Messaggero”, pag. 37, del 7 giugno scorso) che il Comune di Roma, Dipartimento Urbanistica, avrebbe inviato una lettera ad Eurnova ed alla AS Roma con la quale si contesterebbe che i destinatari avrebbero proposto una convenzione urbanistica, difforme da alcune condizioni poste dalla Delibera dell’Assemblea capitolina (DAC) n. 32 del 14 giugno 2017, che ha riconosciuto al progetto Tor di Valle il requisito dell’interesse pubblico, nonché difforme da prescrizioni previste dalla Determinazione finale della Conferenza di servizi decisoria che ha dato il proprio assenso, per l’appunto, con numerosissime prescrizioni, al progetto stesso.

 

Più precisamente, le contestazioni riguarderebbero il fatto che si vorrebbe svincolare la prima utilizzazione pubblica dell’impianto sportivo dalla realizzazione di opere di interesse generale indicate nella Delibera e nella Determinazione suddette: in particolare, delle opere necessarie per il miglioramento del servizio di trasporto su ferro.

Non solo, ma il contributo per la mobilità, stabilito in 45 milioni di euro, a carico del privato, per migliorare la tratta Roma-Lido ( un treno ogni 3 minuti equivalente a 16 treni l’ora), non verrebbe più corrisposto all’atto della stipula della convenzione urbanistica. 

Inoltre, sarebbe contemplata l’attenuazione del vincolo di strumentalità tra l’impianto sportivo e la AS Roma, prevedendosi la soppressone o l’attenuazione dell’obbligo di corrispondere un importo a titolo di penale, in caso di perdita di tale vincolo.

Ciò premesso ed ove quanto sopra venisse confermato, non v’è dubbio che la convenzione urbanistica non rispetterebbe specifiche condizioni poste dalla Delibera n. 32 del 2017, nonché prescrizioni di cui alla Determinazione finale della Conferenza di servizi decisoria, facendo, così, venire meno il requisito del pubblico interesse del progetto.

Al riguardo, trascrivo, di seguito, le condizioni poste a pag. 12 della suddetta Delibera : “ Dovrà essere assicurata la contestualità dell’esercizio del trasporto pubblico su ferro nei termini sopra specificati ( ndr. miglioramento dell’offerta e del servizio di trasporto pubblico su ferro attraverso il revamping/ acquisto di treni o altri interventi sulla ferrovia Roma – Lido) al momento della prima utilizzazione pubblica del nuovo Stadio”.

E’, altresì, evidente che il mancato o il ridotto pagamento del contributo di 45 milioni di euro, previsto dalla Delibera all’atto della sottoscrizione della convenzione urbanistica, non garantirebbe la contestualità di cui sopra.

Circa l’attenuazione del vincolo di strumentalità tra l’impianto sportivo e la AS Roma (  garanzia dello “ utilizzo dell’impianto in modo prevalente per la durata di anni 30 da parte della AS Roma spa, applicabile a terzi in caso di vendita e l’impegno che l’impianto sportivo dovrà essere sine die vincolato a tale destinazione “ – pag. 16 della Delibera ), tale impegno “ dovrà essere formalizzato prima della stipula della convenzione urbanistica che ne dovrà dare atto “ ( ibidem, pag. 11).

E’, inoltre, stabilito che il suddetto vincolo trentennale, fatto salvo che la AS Roma sia ritenuta responsabile di illeciti sportivi secondo il Codice di Giustizia Sportiva, dovrà essere garantito a pena di “ decadenza dai benefici connessi alla realizzazione degli impianti ex lege n. 147/2013 e corresponsione, tra l’altro, di una somma commisurata al valore della trasformazione immobiliare, rapportato al tempo residuo di validità del vincolo trentennale. Detta somma dovrà essere garantita da apposita fidejussione riducibile con cadenza annuale a richiesta del soggetto vincolato. Tale onere varrà quale onere reale inerente l’impianto e graverà sul relativo proprietario e verrà  ribadito nei provvedimenti finali della Regione Lazio “ ( ibidem come sopra).

Alla luce di tutto quanto sopra specificato,  non v’è, dunque, alcun dubbio che la convenzione urbanistica non può, in alcun modo, discostarsi pedissequamente dalle condizioni di cui alla Delibera ed alle prescrizioni della Determinazione finale della Conferenza di servizi decisoria.

Ne consegue che la volontà di discostarsene, sia pure in parte, non potrebbe che comportare automaticamente il venir meno del requisito del pubblico interesse del progetto e, pertanto, l’impossibilità di portarlo avanti e realizzarlo.

A questo proposito, nella Delibera si legge :” Le obbligazioni inerenti l’esecuzione delle opere pubbliche devono essere esplicitate in uno specifico Atto d’ Obbligo unilaterale del proponente  e recepite  nella prevista convenzione urbanistica, tra il Proponente e Roma Capitale, che regolamenterà anche la graduazione dell’efficacia di tutti i previsti permessi di costruzione dei privati….Il mancato rispetto di uno degli obblighi di convenzione comporterà risoluzione della convenzione e la decadenza ex tunc del pubblico interesse qui dichiarato con conseguente caducazione degli atti di assenso di Roma Capitale e della Regione Lazio, medio tempore rilasciati” 

Desta, infine, molte perplessità il fatto che si vorrebbe attenuare il vincolo di strumentalità tra lo Stadio e la AS Roma, dandosi così adito al legittimo sospetto che ci si voglia lasciare le mani libere, in futuro, per eventualmente vendere o dare in uso l’impianto sportivo e tutti gli annessi e connessi a soggetti diversi dalla AS Roma spa.

Avv. Massimo Rossetti

 

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