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FederSupporter e AVIS per uno sport più sano

L'Avv. Rossetti sullo 'Stadio della Roma'
 

La battaglia di Federsupporter per i Tifosi

 17 settembre 2019 - Operazione “ Last Banner” : una cosa sono  i delinquenti un’altra gli ultras 

L’indagine denominata” Last Banner” condotta dalla Digos e dalla Procura della Repubblica di Torino ha portato all’applicazione di misure cautelari nei confronti, sinora, di dodici persone, a capo o componenti di gruppi ultras della Juventus.

I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere,  alla estorsione, alla violenza privata, all’autoriciclaggio.

 

E’, peraltro, doveroso precisare che l’applicazione di misure cautelari nei confronti di indagati o imputati non comporta alcuna presunzione di colpevolezza, posto che, ai sensi dell’art. 27, comma 2,  della Costituzione “ L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.

Ciò premesso,  svolgo le considerazioni che seguono.

Il fenomeno dell’infiltrazione criminale nel tifo e dello sfruttamento di esso per vari scopi non è certamente né nuovo né sconosciuto.

Già nella Rivista Italiana di Intelligence “ Gnosis” dell’ottobre-dicembre 2004  era contenuta una approfondita e dettagliata analisi dei rapporti fra alcuni gruppi ultras ed elementi e gruppi, anche organizzati, criminali ( a parte le più recenti conclusioni cui è giunta la Commissione Parlamentare Antimafia che ha indagato sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel calcio – cfr www.federsupporter, 11 gennaio 2018) .

Tuttavia, nel 2011, l’allora Capo della Polizia, Antonio Manganelli, specificò che “ Una cosa sono i delinquenti, che vanno combattuti; un’altra cosa sono gli ultras, con i quali va istituito un dialogo” ( cfr. AltaLex n. 3334 del 30 agosto 2011).

Ed è proprio partendo da questo fondamentale assunto, che Federsupporter in questi anni ha portato avanti, purtroppo ignorata ed inascoltata, una battaglia nel solco e nel segno di quanto affermato dal suddetto Capo della Polizia.

Una battaglia che può essere così riassunta ed esemplificata .

  1. Riconoscimento al tifoso che acquista abbonamenti e biglietti della qualità, a pieno titolo, di consumatore, con tutto ciò che ne consegue;
  1. Abbandono sia dalla normativa sportiva che statale del principio, d’altronde dichiarato illegittimo da sentenze anche della Cassazione, di responsabilità collettiva, tenuto conto che, viceversa, nel nostro ordinamento vige,  a livello costituzionale, il principio di responsabilità personale
  1. Abbandono, altresì, in conseguenza di quanto sub 2, del principio di responsabilità oggettiva nell’ambito dell’ordinamento sportivo. Principio che, oltre a non aver affatto risolto il problema della violenza e, comunque, di comportamenti illeciti, a causa o in occasione di manifestazioni sportive, ha messo gruppi violenti e criminali nella condizione  di poter facilmente ricattare le società, così come è testimoniato dall’odierna indagine “ Last Banner”;
  1. Necessità di riservare negli stadi speciali e specifici settori ( standing area) ai gruppi di tifosi più appassionati e calorosi, sull’esempio di quanto realizzato da tempo, con successo, in Germania;
  1. Anche in connessione con quanto sub 4, possibilità di identificare  e perseguire individualmente soggetti  violenti, facinorosi o criminali mediante l’utilizzo di strumenti audiovisivi a distanza e di rilevazione di dati biometrici, senza, pertanto, la necessità di ricorrere  a procedimenti sanzionatori, sportivi e statali, collettivi o di gruppo che prescindono dalla responsabilità personale;
  1. Esercizio da parte delle società della facoltà di non vendere titoli di accesso allo stadio a soggetti indesiderati, sul presupposto che lo stadio, così come la discoteca, il cinema, il teatro, non è un  luogo pubblico, bensì aperto al pubblico. Cosicchè l’organizzatore dell’evento, a qualunque legittimo titolo giuridico  ( proprietà, affitto, concessione in uso) detenga la disponibilità del luogo ove l’evento si svolge, ha tale facoltà.  Al contrario, è illegittimo, sulla base di clausole vessatorie fatte accettare, anche tacitamente,  all’acquirente, all’atto dell’acquisto dell’abbonamento o del biglietto, che le società possano sospendere o ritirare, a proprio insindacabile decisione, tale abbonamento o biglietto;
  1. Necessità di assicurare  alla figura ed al ruolo dello SLO ( Supporter Liaison Officer) la possibilità di  realizzare, in concreto, il dialogo con i tifosi, mentre, sinora, le società hanno attribuito a quella figura solo un  ruolo meramente formale o formalistico;
  1. Necessità di favorire la costituzione di associazioni di tifosi, nel rispetto di principi di legalità, trasparenza, democraticità interna, in grado di essere riconosciute legittimate a partecipare, quali interlocutori, al dialogo di cui sub 7. A questo scopo, come più volte proposto da Federsupporter, andrebbe eliminato il requisito dell’acquisizione della personalità giuridica da parte di tali  associazioni. Requisito di pratica impossibilità di

acquisizione, poiché essa richiede la dimostrazione di una consistenza economica e patrimoniale impossibile per associazioni del genere e che, ove pure acquisita, farebbe sorgere più che legittimi sospetti sulla vera natura ed i veri fini di codeste associazioni.

Per concludere, non si vorrebbe che, prendendo lo spunto ed a pretesto la doverosa, sacrosanta lotta contro la criminalità nello sport e, in particolare, nel calcio, mediante una, invece, illegittima ed ingiusta equiparazione fra criminalità e tifo ultras,si volesse arrivare ad espungere dallo sport e dal calcio ogni forma di sana passione e di calore,  trasformando gli stadi e gli eventi sportivi in algidi “ spettacoli”, privi di ogni calore e passione.

In questo modo, togliendo allo sport ed al calcio quella dimensione popolare che ad essi sono propri, così come anche solennemente sancito dallo Statuto del CONI, accentuandone la dimensione e le finalità, esclusivamente o prevalentemente, economico-finanziarie, già oggi sempre più presenti e rilevanti.

 

Avv. Massimo Rossetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                  Roma 17 settembre 2019

 

Operazione “ Last Banner” : una cosa sono  i delinquenti un’altra gli ultras

( Avv. Massimo Rossetti, Responsabile dell’Area Giuridico-Legale)

 

L’indagine denominata” Last Banner” condotta dalla Digos e dalla Procura della Repubblica di Torino ha portato all’applicazione di misure cautelari nei confronti, sinora, di dodici persone, a capo o componenti di gruppi ultras della Juventus.

I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere,  alla estorsione, alla violenza privata, all’autoriciclaggio.

E’, peraltro, doveroso precisare che l’applicazione di misure cautelari nei confronti di indagati o imputati non comporta alcuna presunzione di colpevolezza, posto che, ai sensi dell’art. 27, comma 2,  della Costituzione “ L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.

Ciò premesso,  svolgo le considerazioni che seguono.

Il fenomeno dell’infiltrazione criminale nel tifo e dello sfruttamento di esso per vari scopi non è certamente né nuovo né sconosciuto.

Già nella Rivista Italiana di Intelligence “ Gnosis” dell’ottobre-dicembre 2004  era contenuta una approfondita e dettagliata analisi dei rapporti fra alcuni gruppi ultras ed elementi e gruppi, anche organizzati, criminali ( a parte le più recenti conclusioni cui è giunta la Commissione Parlamentare Antimafia che ha indagato sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel calcio – cfr www.federsupporter, 11 gennaio 2018) .

Tuttavia, nel 2011, l’allora Capo della Polizia, Antonio Manganelli, specificò che “ Una cosa sono i delinquenti, che vanno combattuti; un’altra cosa sono gli ultras, con i quali va istituito un dialogo” ( cfr. AltaLex n. 3334 del 30 agosto 2011).

Ed è proprio partendo da questo fondamentale assunto, che Federsupporter in questi anni ha portato avanti, purtroppo ignorata ed inascoltata, una battaglia nel solco e nel segno di quanto affermato dal suddetto Capo della Polizia.

Una battaglia che può essere così riassunta ed esemplificata .

  1. Riconoscimento al tifoso che acquista abbonamenti e biglietti della qualità, a pieno titolo, di consumatore, con tutto ciò che ne consegue;

 

 

 

 

  1. Abbandono sia dalla normativa sportiva che statale del principio, d’altronde dichiarato illegittimo da sentenze anche della Cassazione, di responsabilità collettiva, tenuto conto che, viceversa, nel nostro ordinamento vige,  a livello costituzionale, il principio di responsabilità personale

 

  1. Abbandono, altresì, in conseguenza di quanto sub 2, del principio di responsabilità oggettiva nell’ambito dell’ordinamento sportivo. Principio che, oltre a non aver affatto risolto il problema della violenza e, comunque, di comportamenti illeciti, a causa o in occasione di manifestazioni sportive, ha messo gruppi violenti e criminali nella condizione  di poter facilmente ricattare le società, così come è testimoniato dall’odierna indagine “ Last Banner”;

 

  1. Necessità di riservare negli stadi speciali e specifici settori ( standing area) ai gruppi di tifosi più appassionati e calorosi, sull’esempio di quanto realizzato da tempo, con successo, in Germania;

 

  1. Anche in connessione con quanto sub 4, possibilità di identificare  e perseguire individualmente soggetti  violenti, facinorosi o criminali mediante l’utilizzo di strumenti audiovisivi a distanza e di rilevazione di dati biometrici, senza, pertanto, la necessità di ricorrere  a procedimenti sanzionatori, sportivi e statali, collettivi o di gruppo che prescindono dalla responsabilità personale;

 

  1. Esercizio da parte delle società della facoltà di non vendere titoli di accesso allo stadio a soggetti indesiderati, sul presupposto che lo stadio, così come la discoteca, il cinema, il teatro, non è un  luogo pubblico, bensì aperto al pubblico. Cosicchè l’organizzatore dell’evento, a qualunque legittimo titolo giuridico  ( proprietà, affitto, concessione in uso) detenga la disponibilità del luogo ove l’evento si svolge, ha tale facoltà.  Al contrario, è illegittimo, sulla base di clausole vessatorie fatte accettare, anche tacitamente,  all’acquirente, all’atto dell’acquisto dell’abbonamento o del biglietto, che le società possano sospendere o ritirare, a proprio insindacabile decisione, tale abbonamento o biglietto;

 

 

  1. Necessità di assicurare  alla figura ed al ruolo dello SLO ( Supporter Liaison Officer) la possibilità di  realizzare, in concreto, il dialogo con i tifosi, mentre, sinora, le società hanno attribuito a quella figura solo un  ruolo meramente formale o formalistico;

 

  1. Necessità di favorire la costituzione di associazioni di tifosi, nel rispetto di principi di legalità, trasparenza, democraticità interna, in grado di essere riconosciute legittimate a partecipare, quali interlocutori, al dialogo di cui sub 7. A questo scopo, come più volte proposto da Federsupporter, andrebbe eliminato il requisito dell’acquisizione della personalità giuridica da parte di tali  associazioni. Requisito di pratica impossibilità di

 

 

 

acquisizione, poiché essa richiede la dimostrazione di una consistenza economica e patrimoniale impossibile per associazioni del genere e che, ove pure acquisita, farebbe sorgere più che legittimi sospetti sulla vera natura ed i veri fini di codeste associazioni.

Per concludere, non si vorrebbe che, prendendo lo spunto ed a pretesto la doverosa, sacrosanta lotta contro la criminalità nello sport e, in particolare, nel calcio, mediante una, invece, illegittima ed ingiusta equiparazione fra criminalità e tifo ultras,si volesse arrivare ad espungere dallo sport e dal calcio ogni forma di sana passione e di calore,  trasformando gli stadi e gli eventi sportivi in algidi “ spettacoli”, privi di ogni calore e passione.

In questo modo, togliendo allo sport ed al calcio quella dimensione popolare che ad essi sono propri, così come anche solennemente sancito dallo Statuto del CONI, accentuandone la dimensione e le finalità, esclusivamente o prevalentemente, economico-finanziarie, già oggi sempre più presenti e rilevanti.

 

Avv. Massimo Rossetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                  Roma 17 settembre 2019

 

Operazione “ Last Banner” : una cosa sono  i delinquenti un’altra gli ultras

( Avv. Massimo Rossetti, Responsabile dell’Area Giuridico-Legale)

 

L’indagine denominata” Last Banner” condotta dalla Digos e dalla Procura della Repubblica di Torino ha portato all’applicazione di misure cautelari nei confronti, sinora, di dodici persone, a capo o componenti di gruppi ultras della Juventus.

I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere,  alla estorsione, alla violenza privata, all’autoriciclaggio.

E’, peraltro, doveroso precisare che l’applicazione di misure cautelari nei confronti di indagati o imputati non comporta alcuna presunzione di colpevolezza, posto che, ai sensi dell’art. 27, comma 2,  della Costituzione “ L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.

Ciò premesso,  svolgo le considerazioni che seguono.

Il fenomeno dell’infiltrazione criminale nel tifo e dello sfruttamento di esso per vari scopi non è certamente né nuovo né sconosciuto.

Già nella Rivista Italiana di Intelligence “ Gnosis” dell’ottobre-dicembre 2004  era contenuta una approfondita e dettagliata analisi dei rapporti fra alcuni gruppi ultras ed elementi e gruppi, anche organizzati, criminali ( a parte le più recenti conclusioni cui è giunta la Commissione Parlamentare Antimafia che ha indagato sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel calcio – cfr www.federsupporter, 11 gennaio 2018) .

Tuttavia, nel 2011, l’allora Capo della Polizia, Antonio Manganelli, specificò che “ Una cosa sono i delinquenti, che vanno combattuti; un’altra cosa sono gli ultras, con i quali va istituito un dialogo” ( cfr. AltaLex n. 3334 del 30 agosto 2011).

Ed è proprio partendo da questo fondamentale assunto, che Federsupporter in questi anni ha portato avanti, purtroppo ignorata ed inascoltata, una battaglia nel solco e nel segno di quanto affermato dal suddetto Capo della Polizia.

Una battaglia che può essere così riassunta ed esemplificata .

  1. Riconoscimento al tifoso che acquista abbonamenti e biglietti della qualità, a pieno titolo, di consumatore, con tutto ciò che ne consegue;

 

 

 

 

  1. Abbandono sia dalla normativa sportiva che statale del principio, d’altronde dichiarato illegittimo da sentenze anche della Cassazione, di responsabilità collettiva, tenuto conto che, viceversa, nel nostro ordinamento vige,  a livello costituzionale, il principio di responsabilità personale

 

  1. Abbandono, altresì, in conseguenza di quanto sub 2, del principio di responsabilità oggettiva nell’ambito dell’ordinamento sportivo. Principio che, oltre a non aver affatto risolto il problema della violenza e, comunque, di comportamenti illeciti, a causa o in occasione di manifestazioni sportive, ha messo gruppi violenti e criminali nella condizione  di poter facilmente ricattare le società, così come è testimoniato dall’odierna indagine “ Last Banner”;

 

  1. Necessità di riservare negli stadi speciali e specifici settori ( standing area) ai gruppi di tifosi più appassionati e calorosi, sull’esempio di quanto realizzato da tempo, con successo, in Germania;

 

  1. Anche in connessione con quanto sub 4, possibilità di identificare  e perseguire individualmente soggetti  violenti, facinorosi o criminali mediante l’utilizzo di strumenti audiovisivi a distanza e di rilevazione di dati biometrici, senza, pertanto, la necessità di ricorrere  a procedimenti sanzionatori, sportivi e statali, collettivi o di gruppo che prescindono dalla responsabilità personale;

 

  1. Esercizio da parte delle società della facoltà di non vendere titoli di accesso allo stadio a soggetti indesiderati, sul presupposto che lo stadio, così come la discoteca, il cinema, il teatro, non è un  luogo pubblico, bensì aperto al pubblico. Cosicchè l’organizzatore dell’evento, a qualunque legittimo titolo giuridico  ( proprietà, affitto, concessione in uso) detenga la disponibilità del luogo ove l’evento si svolge, ha tale facoltà.  Al contrario, è illegittimo, sulla base di clausole vessatorie fatte accettare, anche tacitamente,  all’acquirente, all’atto dell’acquisto dell’abbonamento o del biglietto, che le società possano sospendere o ritirare, a proprio insindacabile decisione, tale abbonamento o biglietto;

 

 

  1. Necessità di assicurare  alla figura ed al ruolo dello SLO ( Supporter Liaison Officer) la possibilità di  realizzare, in concreto, il dialogo con i tifosi, mentre, sinora, le società hanno attribuito a quella figura solo un  ruolo meramente formale o formalistico;

 

  1. Necessità di favorire la costituzione di associazioni di tifosi, nel rispetto di principi di legalità, trasparenza, democraticità interna, in grado di essere riconosciute legittimate a partecipare, quali interlocutori, al dialogo di cui sub 7. A questo scopo, come più volte proposto da Federsupporter, andrebbe eliminato il requisito dell’acquisizione della personalità giuridica da parte di tali  associazioni. Requisito di pratica impossibilità di

 

 

 

acquisizione, poiché essa richiede la dimostrazione di una consistenza economica e patrimoniale impossibile per associazioni del genere e che, ove pure acquisita, farebbe sorgere più che legittimi sospetti sulla vera natura ed i veri fini di codeste associazioni.

Per concludere, non si vorrebbe che, prendendo lo spunto ed a pretesto la doverosa, sacrosanta lotta contro la criminalità nello sport e, in particolare, nel calcio, mediante una, invece, illegittima ed ingiusta equiparazione fra criminalità e tifo ultras,si volesse arrivare ad espungere dallo sport e dal calcio ogni forma di sana passione e di calore,  trasformando gli stadi e gli eventi sportivi in algidi “ spettacoli”, privi di ogni calore e passione.

In questo modo, togliendo allo sport ed al calcio quella dimensione popolare che ad essi sono propri, così come anche solennemente sancito dallo Statuto del CONI, accentuandone la dimensione e le finalità, esclusivamente o prevalentemente, economico-finanziarie, già oggi sempre più presenti e rilevanti.

 

Avv. Massimo Rossetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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