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L'Avv. Rossetti sullo 'Stadio della Roma'
 

Stadio a Milano e non a Roma ?

  29 ottobre 2019Nuovi impianti sportivi : Rito Ambrosiano e Rito Romano.

In queste ore si sono intrecciate alcune notizie sulla realizzazione di nuovi impianti sportivi calcistici a Milano e a Roma  che, a mio avviso, non è esagerato definire deprimenti e mortificanti per la Capitale d’Italia e per i suoi sfortunati cittadini.

Da Milano si apprende ( cfr.” La Gazzetta dello Sport” in data odierna, pag. 5, articolo a firma di Carlo Angioini ) che  il Consiglio comunale di quella Città, con riferimento ad un progetto di nuovo stadio presentato congiuntamente dalle Società Inter e Milan, avrebbe assunto le determinazioni che seguono.

 

  1. Riduzione della durata della concessione alle citate Società;
  2. Riduzione dell’impatto ambientale del nuovo stadio;
  3. Realizzazione di una cittadella di sport e servizi “ Car free”;
  4. Incremento del verde pubblico;
  5. Riduzione di tutti i volumi degli edifici diversi dallo stadio ;
  6. Mantenimento del progetto in capo al Comune.

Non solo,  il Sindaco, Sala, avrebbe anche dichiarato che “ Il progetto di oggi non è accettabile, è troppo sproporzionato a vantaggio delle società. Uno sforzo per salvaguardare lo Stadio di San Siro per farlo funzionare va fatto. L’ipotesi di abbattimento si ritiene superata, deve essere prevista una proposta specifica in merito alla rifunzionalizzazione del manufatto esistente”.

A Roma si apprende  che c’è stato bisogno di un intervento ufficiale dell’ANAC ( Autorità Nazionale Anticorruzione), su istanza di numerose Associazioni, Enti esponenziali di interessi e diritti collettivi dei cittadini, affinchè il Comune e la Regione siano obbligati a pubblicare nei loro siti ufficiali la bozza di Convenzione urbanistica relativa al progetto Tor di Valle.

Più precisamente, l’ANAC ha disposto  che entrambe le suddette Amministrazioni sono obbligate a pubblicare ed aggiornare “ Tutti gli atti e le informazioni di cui all’art.39 del D.lgs 33/2013, con particolare riferimento alla nuova Convenzione urbanistica in via di definizione, nonché le ulteriori informazioni e dati che dovessero derivare dalla stipulanda Convenzione urbanistica, tra cui, a titolo esemplificativo, eventuali sovvenzioni  contributi o comunque vantaggi economici di qualunque genere a favore dei soggetti privati, nonché eventuali informazioni relative agli appalti pubblici che dovessero residuare in capo alle Amministrazioni”.

Viene, altresì, disposto l’obbligo di pubblicazione di “ eventuali dati e informazioni ulteriori come, ad esempio, quelli attinenti alla auspicabile formazione di una agenda di incontri con i soggetti portatori di interesse. Si sottolinea che la pubblicità dei suddetti atti è condizione per l’acquisizione di efficacia degli stessi”.

Il provvedimento dell’ANAC è riconducibile agli obblighi di trasparenza  relativi agli atti di governo del territorio: obblighi tra i quali rientra quello di pubblicazione degli strumenti urbanistici generali ed attuativi e delle loro varianti.

Come si può, dunque, constatare, mentre a Milano tutto, almeno finora, si è svolto e si svolge nel pieno rispetto di quelle che sono le prerogative e le funzioni in materia di governo del territorio che la legge attribuisce a Comuni e Regioni e nella massima trasparenza, al contrario, a Roma, tutto si è sinora svolto e continua a svolgersi, oltreché con conclamate e, persino, pacchiane violazioni di legge ed abuso di potere, nella massima opacità.

Opacità che si traduce nel sistematico occultamento di atti che, viceversa, per legge, come dimostra il provvedimento dell’ANAC, dovrebbero essere oggetto di pubblicazione nel nome della massima trasparenza amministrativa.

Circa i motivi e gli scopi di tale occultamento, è legittimo il sospetto che si voglia nascondere e far passare sotto silenzio atti e comportamenti di cui si è consapevoli dei vizi di legittimità che li caratterizzano  e che, comunque, se resi noti al pubblico, non susciterebbero giudizi favorevoli.

Se si nascondono le cose è perché non si può e non si ha il coraggio di rivelarle.

Alla luce di tutto quanto precede, non è, quindi, da escludersi che a Milano verrà rapidamente realizzato un nuovo impianto sportivo, nel pieno rispetto delle norme di legge e del principio di trasparenza amministrativa.

Al contrario, a Roma , pur essendosi iniziato anni prima , chissà quanto ancora gli sfortunati abitanti della Capitale dovranno attendere per la realizzazione di nuovi stadi, venendo sacrificati i loro sacrosanti interessi e diritti ad interessi affaristico-speculativi che di pubblico non hanno nulla o ben poco.

Avv. Massimo Rossetti

 

 

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