La Ryder Cup 2022

I grandi eventi possono rilanciare uno sport in calo?

La Ryder Cup 2022 per l’incremento del golf in Italia

di Giulia  Taccari

In Italia, come in tutti i Paesi e le culture, c’è sempre uno sport che “tira” più altri, richiedendo, quindi, alle Federazioni sportive cosiddette “minori” un ingegno quotidiano per trovare nuovi metodi di divulgazione e di aumento dei propri tesserati.

Ad oggi l’Italia si trova davanti ad una delle sue più grandi sfide sportive: far crescere il golf a livello nazionale tramite la realizzazione di un grande evento internazionale.

Il 14 dicembre 2015 la Federazione Italiana Golf (FIG), con il suo Presidente, Franco Chimenti, ha ottenuto l’assegnazione della Ryder Cup 2022 presentando un progetto ambizioso e duraturo: 11 anni (fino al 2027) di eventi ed iniziative per rilanciare il golf a livello nazionale.

 

I costi stimati sono circa 130 milioni di euro, mentre i ritorni si aggirano attorno ai 500 milioni, di cui 83 milioni andranno allo Stato per l’incremento del gettito fiscale e 26 milioni per le imposte sui montepremi dei tornei.

Il Governo in totale verserà 5,4 milioni annui, ovvero 60 milioni totali che rappresentano il 37% del costo totale e che saranno forniti, tramite il CONI, alla FIG.

 Inoltre, 41 milioni arriveranno da Infront Sport & Media; altri ricavi sono stimati in entrate tra sponsor ed enti locali, ma alla fine il dato più rilevante che la Federazione spera di garantire saranno i 30 milioni di euro frutto dell’incremento dei tesserati della Federgolf italiana auspicato attorno al 5-7%.

Ma qual è la situazione del golf in Italia?

I dati diffusi dal CONI nel rapporto “I numeri dello sport” del 2016 posizionano il golf al quattordicesimo posto (su 45 Federazioni totali), con un totale di 90 mila tesserati mentre, a livello regionale, rientra tra i primi cinque sport maggiormente diffusi, solo nella classifica della Valle D’Aosta.

Il fatto che il golf sia in crisi nel nostro Paese lo si può dedurre anche dalla location scelta per l’evento ovvero il Marco Simone Golf & Country Club di Roma della famiglia Biagiotti.

Una Federazione nazionale si affiderà, quindi, ad un campo di proprietà sul quale i lavori di ristrutturazione, affidati alla famiglia Biagiotti sono quantificabili in circa 8 milioni di euro, finanziati tramite l’Istituto di Credito Sportivo (ICS).

La mancanza di un campo di proprietà è stata determinante anche per le garanzie che la Federazione ha dovuto offrire ai fini dell’aggiudicazione del grande evento poiché, a differenza delle rivali contendenti di Spagna, Germania e Austria, l’Italia non ha potuto contare su un campo statale o della Federazione.

Inoltre, la differenza del montepremi degli Open d’Italia (molto più onerosi rispetto agli altri Paesi) era una clausola essenziale ai fini dell’aggiudicazione dell’evento; circostanza che, inevitabilmente, ha comportato l’interessamento dello Stato che, tramite la fideiussione governativa, ha garantito quanto richiesto dalla stessa Ryder Cup Europe a copertura dell’evento.

Al riguardo si richiama l’art. 63 del Decreto Legge n. 50/2017  in corso di conversione ( scadenza 23 giugno 2017) : “ Misure per la Ryder Cup 2022.”  1. Per il periodo 2017-2022, ai fini della realizzazione del progetto Ryder Cup 2022, relativamente alla parte non coperta dai contributi dello Stato, è concessa a favore di Ryder Cup Europe LLP la garanzia dello Stato per un ammontare fino a 97 milioni di euro. La garanzia è elencata in  allegato allo stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle Finanze di cui all’art. 31 della Legge 31.12.2009 n. 196. Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze sono definite le modalità di operatività della garanzia dello Stato. 2. La Federazione Italiana Golf provvede a fornire annualmente alla Presidenza del Consiglio ed al Ministero dell’Economia e delle Finanze una relazione sulle attività svolte, accompagnata da una analitica rendicontazione dell’utilizzo delle somme assegnate”

Come ottenere allora un ribaltamento di questa situazione?

L’aggiudicazione, fortemente criticata a livello politico per l’esposizione del Governo, conta un totale di 129 eventi da realizzare in questi anni di avvicinamento all’evento: 11 Open d’Italia; 88 Italian Pro Tour; e 30 eventi “Road to Rome 2022”.

Inoltre, sono stati già siglati numerosi accordi e convenzioni con circoli di golf distribuiti sul territorio nazionale, nonché con il marchio Decathlon, al fine di creare agevolazioni economiche per l’acquisto del materiale sportivo idoneo.

Per di più la FIG sta ideando numerosi open day che permetteranno alle persone di provare il golf a costo zero, avvicinando grandi e piccoli ad uno sport sempre considerato elitario.

Ma allora arriverà davvero questo aumento dei tesserati?

Non è un dato certo, ma è pur vero che i grandi eventi richiamano sempre grandi masse e grandi investitori e, probabilmente, il golf non avrebbe avuto altro modo, se non questo, per rilanciarsi e rilanciare i suoi valori.

Un progetto così ambizioso e così innovativo lascerà, dunque, in ogni caso, un segno indelebile nella storia dello sport italiano e degli eventi sportivi ospitati in Italia.

Il golf potrebbe segnare un precedente importante come esempio per tanti altri sport.

 Gli eventi possono davvero essere il motore di una Federazione sportiva?

Forse sì, la risposta l’avremo dopo il 2022.

 

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