La VAR

La VAR a sette anni  dal suo esordio

di Tommaso Vitale

E’  ormai noto che, negli ultimi anni , il calcio stia intraprendendo una strada, che  diverge, sensibilmente, dalla tradizione dello stesso “Giuoco”, caratterizzato, unicamente, da elementi/profili umani, come recita la Federazione Italiana.

Dal Marzo 2016 è partito “in quinta” il progetto di lancio per la VAR, Video Assistant Referee, tecnologia chiamata a coadiuvare gli arbitri nelle decisioni più delicate di una partita che possano in qualche modo influenzarne l’andamento: rigori dubbi, espulsioni dubbie in situazioni da ultimo uomo e, in occasione di “goal fantasma”, per  permettere di stabilire se il pallone abbia o meno oltrepassato la linea di porta, con l’aiuto della  Goal Line Technology.

Chissà se in futuro  questa tecnologia lascerà l’amaro in bocca ai. tifosi di qualche squadra

            In ogni caso la VAR, che potremo definire un “ arbitro virtuale” , patrocinata anche da una vecchia conoscenza italiana, Roberto Rosetti, ex fischietto della FIGC, ha conosciuto la prima applicazione ufficiale sul suolo Americano, subito dopo il suo  retirement , nel 2010, dopo aver arbitrato il Mondiale, l’anno  dell’apartheid e degli Springboks (eroi nazionali nel film Invictus per intenderci).

Ecco qui la nostra red line di connessione ad un calcio in grande sviluppo.

La VAR fu utilizzata, per la prima volta, in una serata afosa di Agosto nel 2016, in una partita di USL (United Soccer Leagues) tra i New York Red Bulls II e gli Orlando City B, finita per la cronaca con un rovinoso 5-1 a sfavore degli uomini in viola ( Orlando City B), la cui prima squadra è capitanata da un certo Kakà.

Successivamente a questa partita, di un campionato professionistico, certamente  non a livelli elitari come quelli europei o competizioni internazionali, la Video Assistant Refereeè stata utilizzata in numerose altre situazioni, senza mai però essere considerata un progetto completamente valido e brevettato. E ciò, fino all’introduzione, durante la Club World Cup 2016 svoltasi in Giappone dall'8 al 18 dicembre 2016, che vide campioni le Merengues  di CR7 e Zizou; a proposito, a furia di “colpi di testa” Zizou dovrebbe stare molto attento alla VAR.

 La VAR fece il suo ingresso nei match tra nazionali il primo Settembre 2016 , in un Italia-Francia, finita 1-3 per Les Bleus:  una delle prime panchine di Ventura come CT degli Azzurri.

Nello stadio del Bari, progettato per i Mondiali del 1990, che ricorda un fungo atomico. In quell’occasione erano presenti Massimo Busacca (designatore Fifa), Pierluigi Collina (designatore Uefa), Roberto Rosetti (responsabile del progetto Var Italia) e i massimi dirigenti di FIFA e FIGC.

            La VAR rappresenta oggi uno strumento innovativo e di progresso, ancora però, purtroppo, oscurato da scetticismi e diffidenze.

Il calcio sarà, sicuramente, snaturato nella sua concezione di gioco veloce, spettacolare e con la variabile dell’errore arbitrale che attrae e scandalizza, ma che rende, certamente, “umana “  e vissuta, con maggiore passionalità e soggettività, la gara.

Nonostante ciò, il mondo del calcio è  segnato dall’avanzamento tecnologico e questo è un prezzo che dovremo pagare alla trasparenza degli esiti finali delle competizioni.

Ad oggi nel Mondiale 2017 Under 20 in Korea del Sud (per ovvi motivi politici quella del Nord è off-limits) la VAR sarà completamente operativa  e sembra potersi guadagnare un posto importante nel futuro del football.

 

Giugno 2017

            

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