E' uscito il nuovo libro di Federsupporter

Da Repubblica.it:
Calcio, Parisi, "Le società padronali sono fuori mercato: coinvolgano i tifosi"

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L'impresa sportiva come impresa di servizi: il supporter consumatore

Di Alfredo Parisi e Massimo Rossetti

Razzismo Si, razzismo NO: Il calcio dei cachi

Alcune decisioni assunte il 2 maggio scorso dal Giudice sportivo con riferimento alle gare Cagliari-Pescara, Inter- Napoli e Roma – Lazio del 30 aprile scorso, relativamente ad atti di discriminazione razziale da parte di tifosi, lasciano alquanto perplessi.

Allegati:
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SI a nuovi Stadi, NO a nuove “Mani sulla Città"

COMUNICATO

10 maggio 2017 

Federsupporter dice SI a nuovi Stadi e dice NO a nuove “Mani sulla Città”.

Formulate e presentate proposte di emendamenti al testo dell’art. 62 del Decreto Legge n. 50/2017.

Il testo dell’art. 62 (Costruzione di nuovi impianti) del Decreto Legge “omnibus” in oggetto, contenitore di materie le più diverse, eterogenee e disomogenee tra loro, costituisce un vero e proprio, quanto indecente e vergognoso, “regalo” a quelle che il Dr. Raffaele Cantone, attuale Presidente dell’ANAC, nel suo Libro “Football Clan” del 2012, per l’appunto con riferimento alla costruzione di nuovi stadi di calcio, ebbe a definire “ cricche di potere”, richiamando espressamente il famoso film sulla speculazione edilizia “Le Mani sulla Città” di Francesco Rosi.

Per queste ragioni, Federsupporter ha predisposto e presentato ad alcuni parlamentari una serie di proposte di emendamenti al testo del suddetto art. 62, volti a scongiurare un nuovo, diffuso e intenso “sacco” del territorio, già abbondantemente dissestato e disastrato, delle nostre Città e del nostro Paese.

Quanto sopra con il pretesto e la “copertura” dell’ammodernamento o costruzione di nuovi impianti sportivi.

Si tratta, peraltro, di sventare un tentativo già messo in atto durante il faticoso iter che portò all’approvazione dell’art. 1, commi da 303 a 305, della Legge n. 147/2013 sull’impiantistica sportiva e che, anche allora, fu sventato anche grazie ai numerosi, puntuali e forti interventi di Federsupporter.

E’ venuto il momento di smetterla di utilizzare e strumentalizzare il giusto desiderio dei tifosi di poter fruire di moderni e confortevoli stadi, ad altri, ben poco nobili scopi, quali le “colate di cemento”.

Ciò mediante leggi e leggine ad personas che tanto hanno contribuito e contribuiscono a fare dell’Italia una “corruptissima Republica plurimae leges” (Tacito, Gli Annali). 

Il Presidente

Alfredo Parisi

 


SPQR uso in libertà

Roma, 8 maggio 2017

Ancora sull’uso delle lettere SPQR sulle maglie dei calciatori della AS Roma spa

Con le mie Note, pari oggetto, del 5 maggio scorso avevo evidenziato alcuni aspetti giuridici derivanti, a mio avviso, dall’uso delle lettere SPQR sulle maglie dei calciatori della Roma in occasione del derby Roma-Lazio del 30 aprile scorso.

Poiché il Sindaco di Roma Capitale, Avv. Virginia Raggi,  ha ritenuto di dover precisare che l’uso di tali lettere che, ai sensi della’art. 1, comma 6, dello Statuto di Roma Capitale, fanno parte integrante dell’emblema della Città,  è del tutto libero, senza bisogno di alcuna, preventiva autorizzazione e di alcun, preventivo accordo con il Comune, a mia volta, reputo opportuno tornare sull’argomento.

A me pare che il Sindaco abbia confuso il diritto al marchio con il diritto al nome ed allo stemma comunale, nonché agli elementi costitutivi e caratterizzanti tali nome e stemma.

Così come già specificato nelle mie citate Note, il Comune, ai sensi sia del Regio Decreto 7 giugno 1943, n 651, sia del Testo Unico sugli Enti locali (Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267),

 può – deve – agire contro chiunque faccia un uso non autorizzato e non consentito del nome, stemma, gonfalone e titolo comunali, nonché degli elementi essenziali che li costituiscono e li distinguono.

Cosa che, lo ribadisco, con la registrazione e l’uso di marchi non ha nulla a che vedere.

Sottolineo che, nel caso di specie, la AS Roma spa commercializza una maglia con l’apposizione delle lettere SPQR,  prevedente un costo aggiuntivo, da cui si può desumere lo specifico sfruttamento commerciale di tali lettere.

Un’ ulteriore valutazione va fatta sotto il profilo di eventuale pubblicità ingannevole.

A questo proposito, la pubblicità di qualsiasi prodotto o servizio deve rispettare, ai sensi del Codice del Consumo, requisiti di correttezza, veridicità e trasparenza.

Pertanto, deve ritenersi vietata ogni forma di pubblicità idonea a indurre in errore il consumatore, oppure che sia idonea a ledere un concorrente, quale è, nella fattispecie, la SS Lazio spa.

Nella tipologia di pubblicità ingannevole rientra l’attitudine, anche in forma subliminale, all’induzione in errore, causata da talune caratteristiche attribuite al prodotto o al servizio, quale, per esempio, l’origine.

Ed è evidente come, mediante l’apposizione sulle maglie di calciatori delle lettere SPQR,  la AS Roma spa abbia voluto e voglia, anche in forma subliminale, indurre a credere che non vi sia differenza tra Società e Squadra di Calcio ed il Comune di Roma e/o come la prima debba considerarsi una diretta emanazione del secondo. Ciò anche a rimarcare la differenza con la rivale e concorrente cittadina SS Lazio spa.

Ciò, ripeto,  che è sfuggito e sfugge al Sindaco, Avv. Raggi, la quale si è anche mostrata infastidita da tutti quelli che Le hanno posto il problema.

Atteggiamento che lascia perplessi, poiché, a prescindere dall’episodio legato ad una partita di calcio, l’uso indiscriminato e non autorizzato  a fini commerciali di un elemento essenziale caratterizzante l’emblema di Roma Capitale potrebbe risultare gravemente lesivo per il Comune stesso e per una corretta concorrenza.

Chiunque, infatti, a questo punto, potrebbe sentirsi legittimato a commercializzare prodotti e servizi, di qualsivoglia natura e tipo, contraddistinti dalle lettere SPQR, onde far credere ai consumatori, in specie a quelli non cittadini ed esteri, che il prodotto o il servizio siano identificabili con Roma Capitale o, comunque, provenienti da essa. 

Avv. Massimo Rossetti

 



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