E' uscito il nuovo libro di Federsupporter

Da Repubblica.it:
Calcio, Parisi, "Le società padronali sono fuori mercato: coinvolgano i tifosi"

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Periscopio:I whereabouts:

I whereabouts: tra antidoping e libertà personale

 di Giulia Taccari

La lealtà e l’etica sportiva sono valori fondamentali, ribaditi in apertura della Carta Olimpica alla rule 2.1, ma sono anche una delle sfide maggiori che il mondo dello sport ha sempre dovuto affrontare in misure e con mezzi che si sono notevolmente evoluti.

 Difatti negli anni ci si è interfacciati con la tematica del doping, esistente già nei giochi dell’antica Grecia, e che si è concretizzata in maniera sempre più evidente rappresentando oggi una sfida costante per il mondo sportivo in un’eterna lotta tra “guardie e ladri”.

Il 10 novembre 1999 è stata istituita l’agenzia WADA (World anti-doping agency), con l’obiettivo di combattere e prevenire l’utilizzo delle sostanze dopanti durante le competizioni sportive, delegando ad ogni Nazione il controllo territoriale e l’applicazione del Codice Mondiale Antidoping e dei relativi standard internazionali.

Uno dei metodi che più si sta evolvendo nel panorama dell’antidoping mondiale è l’uso, tramite app, del cd. “whereabouts system” definito dalla stessa WADA come l’insieme delle informazioni sulla propria reperibilità da fornire trimestralmente da parte dello stesso atleta, inserito nei cd. Registri RPT, al fine di essere sottoposto ai controlli da parte delle Federazioni Internazionali o della Organizzazione Nazionale Antidoping (in Italia è la NADO-Italia).

Ciascun atleta di interesse nazionale e/o internazionale segnalato dal Comitato Nazionale compila, quindi, il proprio “modulo whereabout” e fornisce informazioni su residenza, recapito, luogo di attività sportiva e più di un luogo di reperibilità, oltre che all’indicazione di tempi e luoghi preferibili per il controllo da parte dell’agenzia, il tutto almeno 10 giorni prima dell’inizio del trimestre corrispondente.

L’atleta dovrà, quindi, essere molto chiaro e preciso nel fornire questi dati, ricordando che ogni variazione dovrà essere comunicata entro un’ora prima dei 60 minuti all’interno dei quali il controllo può essere realizzato.

L’atleta potrà eventualmente incorrere nell’ipotesi di “controllo mancato” oppure di “mancata comunicazione” qualora ometta di fornire le informazioni. 

 In caso di triplice inadempienza, sia che si tratti di mancato controllo che di mancata comunicazione, nell’arco temporale di un anno si incorrerebbe allora in una cd. “whereabouts failure” con conseguente squalifica di due anni.

Queste le Regole:

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Periscopio :La VAR

La VAR a sette anni  dal suo esordio

di Tommaso Vitale

E’  ormai noto che, negli ultimi anni , il calcio stia intraprendendo una strada, che  diverge, sensibilmente, dalla tradizione dello stesso “Giuoco”, caratterizzato, unicamente, da elementi/profili umani, come recita la Federazione Italiana.

Dal Marzo 2016 è partito “in quinta” il progetto di lancio per la VAR, Video Assistant Referee, tecnologia chiamata a coadiuvare gli arbitri nelle decisioni più delicate di una partita che possano in qualche modo influenzarne l’andamento: rigori dubbi, espulsioni dubbie in situazioni da ultimo uomo e, in occasione di “goal fantasma”, per  permettere di stabilire se il pallone abbia o meno oltrepassato la linea di porta, con l’aiuto della  Goal Line Technology.

Chissà se in futuro  questa tecnologia lascerà l’amaro in bocca ai. tifosi di qualche squadra

            In ogni caso la VAR, che potremo definire un “ arbitro virtuale” , patrocinata anche da una vecchia conoscenza italiana, Roberto Rosetti, ex fischietto della FIGC, ha conosciuto la prima applicazione ufficiale sul suolo Americano, subito dopo il suo  retirement , nel 2010, dopo aver arbitrato il Mondiale, l’anno  dell’apartheid e degli Springboks (eroi nazionali nel film Invictus per intenderci).

Ecco qui la nostra red line di connessione ad un calcio in grande sviluppo.

La VAR fu utilizzata, per la prima volta, in una serata afosa di Agosto nel 2016, in una partita di USL (United Soccer Leagues) tra i New York Red Bulls II e gli Orlando City B, finita per la cronaca con un rovinoso 5-1 a sfavore degli uomini in viola ( Orlando City B), la cui prima squadra è capitanata da un certo Kakà.

Successivamente a questa partita, di un campionato professionistico, certamente  non a livelli elitari come quelli europei o competizioni internazionali, la Video Assistant Refereeè stata utilizzata in numerose altre situazioni, senza mai però essere considerata un progetto completamente valido e brevettato. E ciò, fino all’introduzione, durante la Club World Cup 2016 svoltasi in Giappone dall'8 al 18 dicembre 2016, che vide campioni le Merengues  di CR7 e Zizou; a proposito, a furia di “colpi di testa” Zizou dovrebbe stare molto attento alla VAR.

 La VAR fece il suo ingresso nei match tra nazionali il primo Settembre 2016 , in un Italia-Francia, finita 1-3 per Les Bleus:  una delle prime panchine di Ventura come CT degli Azzurri.

Nello stadio del Bari, progettato per i Mondiali del 1990, che ricorda un fungo atomico. In quell’occasione erano presenti Massimo Busacca (designatore Fifa), Pierluigi Collina (designatore Uefa), Roberto Rosetti (responsabile del progetto Var Italia) e i massimi dirigenti di FIFA e FIGC.

            La VAR rappresenta oggi uno strumento innovativo e di progresso, ancora però, purtroppo, oscurato da scetticismi e diffidenze.

Il calcio sarà, sicuramente, snaturato nella sua concezione di gioco veloce, spettacolare e con la variabile dell’errore arbitrale che attrae e scandalizza, ma che rende, certamente, “umana “  e vissuta, con maggiore passionalità e soggettività, la gara.

Nonostante ciò, il mondo del calcio è  segnato dall’avanzamento tecnologico e questo è un prezzo che dovremo pagare alla trasparenza degli esiti finali delle competizioni.

Ad oggi nel Mondiale 2017 Under 20 in Korea del Sud (per ovvi motivi politici quella del Nord è off-limits) la VAR sarà completamente operativa  e sembra potersi guadagnare un posto importante nel futuro del football.

 

Giugno 2017

            


TOR DI VALLE E LA REGIONE LAZIO

Tor di valle: dall’Ecomostro all’Ecomostricciatolo … ed ora al Mostro giuridico

Il 26 giugno a tutte le Amministrazioni interessate alla vicenda dello Stadio di Tor di Valle è pervenuta la Comunicazione della Direzione Territorio, Urbanistica e Mobilità della Regione Lazio finalizzata a recepire  la valutazione delle osservazioni di Eurnova presentate il 15 giugno scorso, con riferimento alla  conclusione della Conferenza di servizi decisoria del 5 aprile 201, così da permettere di  formulare  considerazioni ed osservazioni entro  45 giorni dalla ricordata data del 26 giugno.

La disamina di tale documento suscita molte perplessità sul piano tecnico-giuridico, perplessità  che sono rappresentate, esaminate e commentate dall’Avv. Massimo Rossetti nell’allegato Documento e che  pongono all’attenzione del lettore tutta una serie di aspetti di illegittimità sui quali riflettere.

Alfredo Parisi



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