E' uscito il nuovo libro di Federsupporter

Da Repubblica.it:
Calcio, Parisi, "Le società padronali sono fuori mercato: coinvolgano i tifosi"

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Il derby di Coppa Italia Roma – Lazio: ordinanza collegiale del 21 maggio 2013 del Tar del Lazio.

Il derby di Coppa Italia Roma – Lazio: ordinanza collegiale del 21 maggio 2013 del Tar del Lazio.

Il commento che segue dell’Avv. Rossetti viene pubblicato, d’accordo con l’Autore, oggi, 27 maggio, dopo e non prima del derby, onde evitare eventuali strumentalizzazioni di qualsiasi genere.

I fatti hanno dimostrato che i timori prima del derby non erano per nulla infondati ed esagerati (minacce di morte ad alcuni giocatori della Lazio, sequestro di veri e propri arsenali di armi proprie ed improprie) ed il merito del contenimento degli incidenti va attribuito esclusivamente allo straordinario spiegamento, impegno e capacità professionale delle forze dell’ordine.

Per quanto concerne l’incidenza del derby sull’afflusso dei votanti per l’elezione del Sindaco di Roma, i dati denunciano, relativamente alla giornata del 26 maggio, un calo di circa 20 punti percentuali rispetto a quelli delle precedenti elezioni e un calo di circa 7 punti percentuali rispetto alla media nazionale (37,69% rispetto al 44,66%) delle presenti elezioni.

Resta da vedere se, nella giornata odierna, dalle ore 7,00 alle ore 15,00, il suddetto differenziale negativo potrà essere recuperato.

Si precisa, infine, per dovere di trasparenza, che l’Avv. Rossetti, al di là delle valutazioni professionali di cui al suo commento che precede, è, comunque, arcifelice per l’esito del derby, essendo un noto, oltre che piccolo azionista, grande tifoso della Lazio.

   Il Presidente

Dott. Alfredo Parisi


Derby di Coppa Italia Roma – Lazio: “Quer pasticciaccio brutto” della vendita dei biglietti

 Roma, 22 maggio 2013

 

Derby di Coppa Italia Roma – Lazio: "Quer pasticciaccio brutto" della vendita dei biglietti (Comunicato n. 221 del 21 maggio 2013 della Lega Calcio di Serie A).

(Avv. Massimo Rossetti, Responsabile dell'Area Giuridico-Legale).

Si fa seguito alla nota del 20 maggio scorso, pari oggetto, consultabile sul sito www.federsupporter.it, per dare notizia dei contenuti del Comunicato n. 221 emesso ieri, 21 maggio, dalla Lega Calcio di Serie A.

In tale Comunicato si afferma che, dalle ore 10:00 di oggi, 22 maggio, "avrà inizio la terza fase di vendita dei biglietti della Finale Tim Cup 2012/2013, aperta anche ai tifosi non fidelizzati".

La vendita, per i sostenitori della Roma, avverrà per i settori Distinti Sud Ovest e Tribuna Monte Mario e, per i sostenitori della Lazio, per i settori Distinti Nord Est e Tribuna Tevere.

In allegato vengono riportati gli As Roma Store e i Lazio Style 1900 ove i detti biglietti potranno essere acquistati.

Ciascun sostenitore potrà acquistare un solo biglietto a testa non cedibile.

Resta ferma la possibilità, per i possessori di tessere del tifoso "top" delle due squadre, di acquistare, esclusivamente presso gli As Roma Store e i Lazio Style, fino ad un massimo di altri due biglietti "liberi", ovvero non intestati a tifosi fidelizzati, per la Tribuna Monte Mario, per quanto riguarda i sostenitori della Roma, o per la Tribuna Tevere, per quanto riguarda i sostenitori della Lazio.

Resta, altresì, ferma la possibilità di acquisto di biglietti per under 14 accompagnati da un genitore, anche non fidelizzato e la possibilità di acquisto di biglietti da parte del capofamiglia per il proprio nucleo familiare, anche in questo caso, sebbene non fidelizzato.

La liberalizzazione, secondo le modalità sopra indicate, della vendita dei biglietti per il derby del 26 maggio costituisce, secondo il Comunicato della Lega, l'applicazione della "Seconda fase" di vendita di cui alla Determinazione n. 25 in data 16 maggio dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, come già illustrata nella nota del 20 maggio scorso.

Tale "fase" successiva alla "Prima fase" ("porta gli amici alla finale", "con la famiglia in finale", "over 60 e under 14 accompagnato da un genitore"), consente la vendita libera dei biglietti "attraverso il meccanismo di selezione naturalmente derivante dall'elevato costo del tagliando delle Tribune, solo per i settori in parola" (pag. 2 della Determinazione n. 25 dell'Osservatorio).

Tutto ciò premesso, richiamate nel merito tutte le considerazioni svolte nella nota del 20 maggio scorso, si ritiene doveroso, in particolare, ribadire, in questa sede, tutte le perplessità già espresse circa il criterio della "selezione naturalmente derivante dall'elevato costo del tagliando delle Tribune".

Un criterio palesemente e altamente discriminatorio sul piano sociale che fa derivare una maggiore garanzia di salvaguardia dell'ordine della sicurezza pubblica dal censo degli spettatori, secondo l'equazione: "più soldi hai più sei un cittadino per bene".

Come se si ignorasse che soggetti socialmente pericolosi non hanno certamente problemi di disponibilità economiche e circa il modo di procurarsele.

Inoltre, non è neppure del tutto vero che la liberalizzazione della vendita dei biglietti di cui al Comunicato n. 221 della Lega Calcio di Serie A sia rispettosa della Determinazione n. 25 dell'Osservatorio.

Infatti, la "Seconda fase" prevista nella predetta Determinazione si riferisce solamente alla vendita dei biglietti per le Tribune, mentre la Lega Calcio di Serie A consente la libera vendita dei biglietti anche per altri settori, quali i Distinti Sud Ovest e i Distinti Nord Est.

Come si può, dunque, ancora una volta, constatare, tutto viene sacrificato e consentito unicamente nel nome del "business".

Ma se così è e deve essere, non si comprende allora perché, stabilito un periodo di prelazione per l'acquisto di biglietti a favore dei tifosi così detti "fidelizzati", non si sia, da subito, permessa la libera vendita dei biglietti senza né "Prime" né "Seconde" fasi.

In questo modo si sarebbero evitati tanti impicci ed impacci ai tifosi, si sarebbe facilitata la vendita dei biglietti e si sarebbero evitate tante inutili "graduatorie" di affidabilità dei potenziali acquirenti, secondo parametri molto empirici, assai discutibili, aleatori e, spesso, corrispondenti a luoghi comuni.

Senza tornare, poi, sul grave, discriminatorio richiamo alla "selezione naturale derivante dall'elevato costo dei biglietti".

Laddove, una volta accettato che il calcio è solo o prevalentemente "business", bisogna, per coerenza, accettarne tutte le regole, senza infingimenti o veli pietosi di natura sociale o pseudo etico-morale.

Alla luce di tutto ciò, ben si giustifica, a mio avviso, che la vicenda della vendita dei biglietti per il derby del 26 maggio possa essere definita, parafrasando il titolo di un celebre romanzo, "Un pasticciaccio brutto".

Avv. Massimo Rossetti


Derby di coppa Italia Roma – Lazio: modalità e criteri di vendita dei biglietti

                                                                                                                          Roma, 20 maggio 2013

 

Oggetto: Derby di coppa Italia Roma – Lazio: modalità e criteri di vendita dei biglietti (Determinazione n. 25 in data 16 maggio 2013 dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive).

(Avv. Massimo Rossetti, Responsabile dell’Area Giuridico-Legale)

Circa l’argomento in oggetto si riportano di seguito le decisioni assunte il 16 maggio scorso dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive.

Preso atto che, alla predetta data, erano stati venduti per la partita circa 35mila biglietti, principalmente nei settori di Curva e Distinti, prossimi all’esaurimento, e che rimanevano invenduti circa 30mila biglietti, la quasi totalità nelle Tribune Monte Mario e Tevere, considerato, inoltre, che la vendita, sino al 20 maggio, è riservata ai soli tifosi fidelizzati, allo scopo di salvaguardare i profili di rischio che le autorità di pubblica sicurezza hanno segnalato per la gara, sono state adottate le iniziative sotto meglio precisate.

  1. Prima fase: “porta gli amici alla finale”. Tale fase consiste nella possibilità per i possessori di Tessere del tifoso “top” di Roma e Lazio di acquistare fino a due tagliandi per le Tribune Tevere e Monte Mario, presso ricevitorie individuate dalle due società; “con la famiglia in finale”: possibilità di acquisto di biglietti da parte del capofamiglia per il proprio nucleo familiare; “over 60 e under 14 accompagnato da un genitore”: acquisto libero consentito alle persone in possesso di tali caratteristiche.
  1. Seconda fase: vendita libera degli eventuali biglietti residui, sul presupposto di selezione naturale derivante dall’elevato costo dei biglietti delle Tribune Tevere e Monte Mario.

Ciò premesso, appare di tutta evidenza la farraginosità delle modalità e dei criteri sopra enunciati, determinata dalla difficoltà di coniugare l’esigenza di massimizzare la vendita dei biglietti con l’esigenza di salvaguardare l’ordine e la sicurezza pubblica.

Risulta, in particolare, di non semplice comprensione e applicazione pratica la modalità “con la famiglia in finale”, stante il fatto che, per accertare e verificare l’effettiva composizione del nucleo familiare, sarebbe necessario esibire un certificato anagrafico attestante tale composizione.

Che cosa si deve intendere, infatti, ai fini della cennata modalità, per “il nucleo familiare”? I soli coniuge, ascendenti e discendenti oppure anche i collaterali, i parenti e gli affini ?

Non possono, quindi, non tornare alla mente, anche alla luce delle modalità e dei criteri di cui alla Determinazione dell’Osservatorio, le considerazioni svolte nella mia nota del 16 maggio scorso (il derby di coppa Italia Roma – Lazio: “The show must go on”), consultabile sul sito www.federsupporter.it.

La realtà è che si sarebbe dovuto e si dovrebbe evitare la coincidenza tra il derby e le elezioni del nuovo Sindaco di Roma: coincidenza che indubbiamente acuisce le difficoltà di utilizzare al meglio le forze dell’ordine per garantire che i due eventi possano svolgersi nelle migliori condizioni possibili di garanzia della sicurezza pubblica.

Peraltro, non è certamente irrilevante, ai fini di un, finora, alquanto deludente andamento della vendita di biglietti per il derby, la diffusa percezione di elevati rischi e timori per la predetta sicurezza.

Rischi e timori resi palesi dalle modalità e dai criteri stessi di vendita dei biglietti di cui alla citata Determinazione dell’Osservatorio.

Senz’altro non secondaria, quale causa del suddetto, deludente andamento, è anche l’elevato costo dei biglietti in un momento di grave crisi economica del Paese.

Sotto questo profilo, non poche perplessità suscita il richiamo alla “selezione naturale derivante dall’elevato costo dei biglietti delle Tribune Tevere e Monte Mario” espressamente contenuto nella Determinazione: quasi che la selezione degli spettatori in base alle loro capacità e disponibilità economiche fosse, di per sé, garanzia di maggiore sicurezza.

Per concludere, appare sempre più chiaro che, in effetti, l’evento del derby risponda essenzialmente al principio “The show must go on”.

 

                                                                                                                                        Avv. Massimo Rossetti



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