E' uscito il nuovo libro di Federsupporter

 

La discriminazione ATTO III

La discriminazione negli stadi: Atto III. La discriminazione territoriale rileva" quanto basta".

( Avv. Massimo Rossetti, Responsabile dell'Area Giuridico-Legale)

 

Nelle mie note dell'11 ottobre scorso sull'argomento in oggetto esprimevo l'auspicio che dall'art 11 del Codice di Giustizia Sportiva ( CGS) della FIGC venisse eliminato il riferimento alla " origine territoriale" di comportamenti discriminatori, augurandomi che i " legislatori" del pallone fossero stati, questa volta, meno distratti, superficiali, " pierini" del solito e fossero riusciti a meditare meglio.
Auspicio ed augurio che le decisioni del Consiglio Federale del 16 ottobre scorso hanno deluso.
Le suddette decisioni sono riportate in calce alle presenti note.


La Lazio è mia e me la gestisco io

VINCIT OMNIA VERITAS

 

" ...non perdere la memoria, dunque la prospettiva che permette di dare alla notizia il suo senso vero. Qui si può cogliere una implicita polemica nei confronti di chi sostiene che la dimensione comunicativa sia ormai solo quella di un "eterno presente", che cancella il passato e preclude lo sguardo verso il futuro".
Ecco, rileggendo queste parole nella Prefazione di Stefano Rodotà al libro di Vittorio Roidi " Cattive notizie. Dell'etica del buon giornalismo e dei danni da mala informazione"- Centro di Documentazione Giornalistica 2012- mi è ritornata alla mente una recente intervista al Presidente del Consiglio di Gestione della SS Lazio spa pubblicata su "Il Messaggero".
I contenuti e le espressioni dell'intervista erano meritevoli di approfondimento, anche nell'ottica della deontologia giornalistica, che il volume di Roidi evidenziava .
Le riflessioni dell'Avv. Rossetti, sono state redatte in forma discorsiva, riprendendo le affermazioni, di volta in volta fornite, come a richiamare quella dialettica che dovrebbe costituire la base di qualunque confronto in occasione di un " forum".
Al di là delle contraddizioni emerse tra le affermazioni ed i fatti obbiettivi, ne emerge un documento che chiarisce aspetti non solo tecnico-economici, ma anche socio-comportamentali.
Buona lettura.

Alfredo Parisi


La discriminazione ATTO II

Il Presidente dell'UEFA, Platini, ha dichiarato, il 9 ottobre scorso, che " Non esiste l'argomento discriminazione territoriale. Su queste cose decide la FIGC. A chi spetta trovare le soluzioni ? Ai politici ed alle Associazioni Nazionali. Sono problemi sociali , non spetta a noi decidere se chiudere uno stadio o no. Non sono un carabiniere. L'UEFA non chiude nessuno stadio.".

Eh no ! Monsieur Platini. Lei non può cavarsela così.

L'art. 14 del Codice Disciplinare UEFA prevede la sanzione " minima" della chiusura parziale dello stadio e, in caso di recidiva, la gara a porte chiuse, qualora i sostenitori di un club insultino " la dignità umana di una persona o di un gruppo di persone con qualsiasi mezzo, anche ( o ivi inclusi) per motivi legati al colore della pelle, alla razza, alla religione od origine etnica".
Laddove non ci si limita affatto a vietare e punire solo gli insulti razziali, religiosi o etnici, poiché l'elencazione di questi ultimi è preceduta da quel " anche" o da quel " ivi inclusi" , la qualcosa comporta che è vietato e sanzionato qualsiasi insulto della dignità umana, persino di una sola persona.



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