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Derby di Coppa Italia Roma – Lazio ed elezione del Sindaco di Roma: “Lacrime di coccodrillo"

 

Roma, 29 maggio 2013

 

Derby di Coppa Italia Roma – Lazio ed elezione del Sindaco di Roma: “Lacrime di coccodrillo”

(Avv. Massimo Rossetti, Responsabile dell’Area Giuridico – Legale)

 

I dati circa l’affluenza alle urne per le elezioni amministrative del 26 e 27 maggio scorsi dicono che, rispetto a una, già bassa, affluenza nazionale del 62,38%, l’affluenza relativa alle elezione del Sindaco di Roma si è attestata al 52,80%.

Vale a dire circa 10 punti percentuali in meno del già basso dato nazionale.

Ciò premesso, su “Il Messaggero” di ieri, 28 maggio, a pag. 3, si poteva leggere che l’attuale Sindaco di Roma, On. Alemanno, ha, tra l’altro, dichiarato “Ho sottovalutato l’impatto del derby” e “La passione sportiva e lo scarso appeal della politica sui cittadini hanno tenuto molta gente lontana dalle urne”.

 

Peccato che il Sindaco Alemanno sia l’ultimo che può legittimamente “rimpiangere” l’impatto del derby sulla affluenza alle urne.

Nonostante, infatti, egli avesse pubblicamente espresso forti riserve e perplessità in ordine alla coincidenza del derby con la prima giornata elettorale per l’elezione del Sindaco di Roma, poi, in sede di commento del Decreto emesso il 15 maggio scorso dal Presidente della Sezione III quater del Tar del Lazio, a seguito di ricorso del Codacons, aveva definito la conferma della data del derby il 26 maggio e l’inizio dello stesso alle ore 18,00 come una decisione “ragionevole”.

Non solo, ma l’Avv. Andrea Magnanelli, Capo dell’Avvocatura del Comune, nel commentare la successiva ordinanza del 21 maggio scorso, assunta in sede collegiale dalla Sezione III quater del Tar del Lazio, confermativa della data di svolgimento del derby il 26 maggio con inizio dalle ore 18,00, affermava “Siamo contenti che sia stato a questo punto confermato giorno e orario della partita da parte del Tar. Ulteriori spostamenti avrebbero solo creato confusioni tra i cittadini e i tifosi. Quindi a questo punto bene così. Ritengo che non ci saranno problemi per la concomitanza con la giornata elettorale.”

Come si può, dunque, constatare, le parole di ieri del Sindaco di Roma appaiono come “lacrime di coccodrillo”.

Peraltro, non ci sarebbe voluto molto per capire che l’incidenza del derby sull’astensionismo dalle urne, poi puntualmente verificatosi in termini, come si è visto, macroscopici, sarebbe andato a particolare detrimento proprio della parte politica cui appartiene il predetto Sindaco, posto che è storicamente comprovato che l’astensionismo nuoce maggiormente a quei partiti meno ideologizzati e con uno zoccolo duro di elettori meno fidelizzato.

Ne consegue che chi è “cagion del suo mal pianga sé stesso”.

Un’altra vittima illustre della concomitanza tra il derby e la prima giornata di voto a Roma è la memoria depositata dal Ministero dell’Interno al Tar del Lazio, sempre a seguito del ricorso del Codacons.

In tale memoria, infatti, si poteva leggere che I cittadini romani non subiscono alcuna compressione del diritto di voto per effetto dello svolgimento, nella stessa data, delle elezioni comunali, dalla finale della Tim Cup 2013, atteso che il diritto di voto, oltre che nelle stesse ore in cui si giocherà la partita, potrà essere esercitato in ogni altro momento in cui le urne sono aperte nelle giornate di domenica 26 maggio e lunedì 27 maggio 2013”.

 

Laddove, ancora una volta, non bisognava essere degli “scienziati” o degli “indovini” per ragionevolmente presumere, secondo l’id quod plerumque accidit, che la concomitanza tra i due eventi, stante l’assoluta eccezionalità e inusualità del derby del 26 maggio (per la prima e, forse, unica volta, in circa 90 anni, le due squadre romane si giocavano contemporaneamente un importante trofeo nazionale, l’accesso all’Europa League e il primato cittadino), avrebbe comportato una inevitabile e significativa “compressione” del diritto di voto dei cittadini romani.

“Compressione” puntualmente avvenuta e in misura ragguardevole.

Così come il rinvenimento e il sequestro da parte delle forze dell’ordine di veri e propri, nonché impressionanti, “arsenali” (asce, mazze, bastoni, lance rudimentali, picconi, rastrelli, ordigni esplosivi, razzi), l’arresto di 9 persone per aggressioni e danneggiamenti, rendono, persino un po’ patetica, l’evocazione di quel clima e quell’atmosfera idilliache e bucoliche di cui all’ordinanza collegiale del 21 maggio scorso della Sezione III quater del Tar del Lazio.

In quella parte dell’ordinanza, cioè, in cui si rinviene un accostamento tra la giornata del 26 maggio, concomitante quel po pò di derby e l’elezione del Sindaco di Roma, con la città posta, in pratica, “in stato d’assedio”, e una normale, piacevole e spensierata “scampagnata fuor di porta”.

 

Naturalmente non esiste, perché non può esistere, essendo una probatio diabolica, la prova del fatto che, anche ove non vi fosse stata quella concomitanza, l’astensione dalle urne, nella dimensione in cui si è verificata, vi sarebbe stata ugualmente.

Ma se tale prova non si può dare sul piano fattuale, si può, però, pervenire alla prova contraria sul piano logico, mediante l’utilizzo di dati ed elementi sintomatici, tali da rendere più che probabile che la concomitanza tra il derby e la prima giornata di voto nel Comune di Roma, abbia, viceversa, inciso, in maniera fortemente negativa, sull’affluenza alle urne, pur potendo residuare in proposito qualche ragionevole dubbio.

Ben si può dire, dunque, alla luce di quanto avvenuto, che l’iniziativa del Codacons avrebbe meritato maggiore attenzione, maggiore approfondimento e serietà di valutazione in tutte le sedi, invece, come è stato, di essere liquidata con sufficienza, supponenza, superficialità, fastidio e perfino con qualche irrisione.

In ogni caso, abbandonando l’aplomb del professionista e indossando le vesti del tifoso, non posso che ribadire, non me ne vogliano gli amici romanisti, che domenica 26 maggio 2013 resterà, per me e per sempre, un “beautiful”, anzi “wonderful and unforgettable day”.

 

 

Avv. Massimo Rossetti

 


Il derby di Coppa Italia Roma – Lazio: ordinanza collegiale del 21 maggio 2013 del Tar del Lazio.

Il derby di Coppa Italia Roma – Lazio: ordinanza collegiale del 21 maggio 2013 del Tar del Lazio.

Il commento che segue dell’Avv. Rossetti viene pubblicato, d’accordo con l’Autore, oggi, 27 maggio, dopo e non prima del derby, onde evitare eventuali strumentalizzazioni di qualsiasi genere.

I fatti hanno dimostrato che i timori prima del derby non erano per nulla infondati ed esagerati (minacce di morte ad alcuni giocatori della Lazio, sequestro di veri e propri arsenali di armi proprie ed improprie) ed il merito del contenimento degli incidenti va attribuito esclusivamente allo straordinario spiegamento, impegno e capacità professionale delle forze dell’ordine.

Per quanto concerne l’incidenza del derby sull’afflusso dei votanti per l’elezione del Sindaco di Roma, i dati denunciano, relativamente alla giornata del 26 maggio, un calo di circa 20 punti percentuali rispetto a quelli delle precedenti elezioni e un calo di circa 7 punti percentuali rispetto alla media nazionale (37,69% rispetto al 44,66%) delle presenti elezioni.

Resta da vedere se, nella giornata odierna, dalle ore 7,00 alle ore 15,00, il suddetto differenziale negativo potrà essere recuperato.

Si precisa, infine, per dovere di trasparenza, che l’Avv. Rossetti, al di là delle valutazioni professionali di cui al suo commento che precede, è, comunque, arcifelice per l’esito del derby, essendo un noto, oltre che piccolo azionista, grande tifoso della Lazio.

   Il Presidente

Dott. Alfredo Parisi


Derby di Coppa Italia Roma – Lazio: “Quer pasticciaccio brutto” della vendita dei biglietti

 Roma, 22 maggio 2013

 

Derby di Coppa Italia Roma – Lazio: "Quer pasticciaccio brutto" della vendita dei biglietti (Comunicato n. 221 del 21 maggio 2013 della Lega Calcio di Serie A).

(Avv. Massimo Rossetti, Responsabile dell'Area Giuridico-Legale).

Si fa seguito alla nota del 20 maggio scorso, pari oggetto, consultabile sul sito www.federsupporter.it, per dare notizia dei contenuti del Comunicato n. 221 emesso ieri, 21 maggio, dalla Lega Calcio di Serie A.

In tale Comunicato si afferma che, dalle ore 10:00 di oggi, 22 maggio, "avrà inizio la terza fase di vendita dei biglietti della Finale Tim Cup 2012/2013, aperta anche ai tifosi non fidelizzati".

La vendita, per i sostenitori della Roma, avverrà per i settori Distinti Sud Ovest e Tribuna Monte Mario e, per i sostenitori della Lazio, per i settori Distinti Nord Est e Tribuna Tevere.

In allegato vengono riportati gli As Roma Store e i Lazio Style 1900 ove i detti biglietti potranno essere acquistati.

Ciascun sostenitore potrà acquistare un solo biglietto a testa non cedibile.

Resta ferma la possibilità, per i possessori di tessere del tifoso "top" delle due squadre, di acquistare, esclusivamente presso gli As Roma Store e i Lazio Style, fino ad un massimo di altri due biglietti "liberi", ovvero non intestati a tifosi fidelizzati, per la Tribuna Monte Mario, per quanto riguarda i sostenitori della Roma, o per la Tribuna Tevere, per quanto riguarda i sostenitori della Lazio.

Resta, altresì, ferma la possibilità di acquisto di biglietti per under 14 accompagnati da un genitore, anche non fidelizzato e la possibilità di acquisto di biglietti da parte del capofamiglia per il proprio nucleo familiare, anche in questo caso, sebbene non fidelizzato.

La liberalizzazione, secondo le modalità sopra indicate, della vendita dei biglietti per il derby del 26 maggio costituisce, secondo il Comunicato della Lega, l'applicazione della "Seconda fase" di vendita di cui alla Determinazione n. 25 in data 16 maggio dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, come già illustrata nella nota del 20 maggio scorso.

Tale "fase" successiva alla "Prima fase" ("porta gli amici alla finale", "con la famiglia in finale", "over 60 e under 14 accompagnato da un genitore"), consente la vendita libera dei biglietti "attraverso il meccanismo di selezione naturalmente derivante dall'elevato costo del tagliando delle Tribune, solo per i settori in parola" (pag. 2 della Determinazione n. 25 dell'Osservatorio).

Tutto ciò premesso, richiamate nel merito tutte le considerazioni svolte nella nota del 20 maggio scorso, si ritiene doveroso, in particolare, ribadire, in questa sede, tutte le perplessità già espresse circa il criterio della "selezione naturalmente derivante dall'elevato costo del tagliando delle Tribune".

Un criterio palesemente e altamente discriminatorio sul piano sociale che fa derivare una maggiore garanzia di salvaguardia dell'ordine della sicurezza pubblica dal censo degli spettatori, secondo l'equazione: "più soldi hai più sei un cittadino per bene".

Come se si ignorasse che soggetti socialmente pericolosi non hanno certamente problemi di disponibilità economiche e circa il modo di procurarsele.

Inoltre, non è neppure del tutto vero che la liberalizzazione della vendita dei biglietti di cui al Comunicato n. 221 della Lega Calcio di Serie A sia rispettosa della Determinazione n. 25 dell'Osservatorio.

Infatti, la "Seconda fase" prevista nella predetta Determinazione si riferisce solamente alla vendita dei biglietti per le Tribune, mentre la Lega Calcio di Serie A consente la libera vendita dei biglietti anche per altri settori, quali i Distinti Sud Ovest e i Distinti Nord Est.

Come si può, dunque, ancora una volta, constatare, tutto viene sacrificato e consentito unicamente nel nome del "business".

Ma se così è e deve essere, non si comprende allora perché, stabilito un periodo di prelazione per l'acquisto di biglietti a favore dei tifosi così detti "fidelizzati", non si sia, da subito, permessa la libera vendita dei biglietti senza né "Prime" né "Seconde" fasi.

In questo modo si sarebbero evitati tanti impicci ed impacci ai tifosi, si sarebbe facilitata la vendita dei biglietti e si sarebbero evitate tante inutili "graduatorie" di affidabilità dei potenziali acquirenti, secondo parametri molto empirici, assai discutibili, aleatori e, spesso, corrispondenti a luoghi comuni.

Senza tornare, poi, sul grave, discriminatorio richiamo alla "selezione naturale derivante dall'elevato costo dei biglietti".

Laddove, una volta accettato che il calcio è solo o prevalentemente "business", bisogna, per coerenza, accettarne tutte le regole, senza infingimenti o veli pietosi di natura sociale o pseudo etico-morale.

Alla luce di tutto ciò, ben si giustifica, a mio avviso, che la vicenda della vendita dei biglietti per il derby del 26 maggio possa essere definita, parafrasando il titolo di un celebre romanzo, "Un pasticciaccio brutto".

Avv. Massimo Rossetti



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