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IN...GIUSTIZIA E' FATTA!

12 settembre 2018 - COMUNICATO

Composizione del Campionato di calcio di Serie  B: (IN) GIUSTIZIA E’ FATTA”

La decisione del Collegio di Garanzia del CONI di ieri, 11 settembre, sulla composizione del campionato di calcio di Serie B desta sconcerto e comprensibile sfiducia in una ordinata, equa ed imparziale gestione del sistema calcio.

Il Collegio, infatti, dopo aver riconosciuto la rilevanza delle argomentazioni contro le decisioni federali ed avere , per questa ragione, sospeso l’efficacia esecutiva della sentenza della Corte d’Appello Federale del  1°agosto scorso, si è, sorprendentemente e piratescamente, “rifugiato” in un No contest nel merito della questione, dichiarando l’improcedibilità dei ricorsi per un mero vizio procedurale.

Cosa che, al di là dei motivi tecnico-giuridici di tale decisione, che ci si riserva di esaminare, approfondire e commentare in successiva, separata sede, è da sottolineare che in un ordinamento come quello sportivo, nella specie calcistico, fondato sui valori della lealtà, correttezza e proibità, la giustizia settoriale dovrebbe sempre fare prevalere le norme sostanziali su quelle procedurali.

E ,certamente, non è né casuale né normale (non si ricordano episodi analoghi) che il Presidente del Collegio abbia pubblicamente espresso la sua netta contrarietà alla decisione, nonostante che, secondo le norme della giustizia sportiva, i componenti gli organi di tale giustizia non possano rilasciare dichiarazioni pubbliche in ordine ai processi nei quali sono stati chiamati a pronunciarsi.

È, quindi, legittimo il sospetto che le ragioni del buon diritto sostanziale, dell’equità e del buon senso siano state sacrificate sull’altare della “ragion di Stato” (sic !), nell’intento, non riuscito, di salvaguardare il prestigio e l’immagine della FIGC.

Ma il torto maggiore è, purtroppo, come al solito, quello subito da una vasta moltitudine di tifosi, del tutto incolpevoli, colpiti e delusi nella loro genuina passione sportiva.

In una maniera tale da causare loro, secondo una sentenza del Tribunale di Bari (sentenza del 26.11.2015.), un danno esistenziale, cioè un pregiudizio all’attività realizzatrice della persona e alla soddisfazione di un aspetto importante della vita quotidiana.

Federsupporter, pertanto, come ha sempre fatto sinora, continuerà la sua battaglia in ogni forma, modalità e sede competenti ed opportune, in unione e accanto ai tifosi, in particolare ai firmatari del Comunicato del 5 settembre scorso (  “Club Forza Pro; Ternana Club Roccarossoverde; Siena Club Fedelissimi; Coordinamento Cuore Azzurro Novara; Diaspora Club Entella),  affinchè i loro sacrosanti diritti e interessi vengano rappresentati e tutelati.

Il  Presidente

Alfredo Parisi


Le Tifoserie finalmente UNITE con Federsupporter.

Comunicato Stampa Federsupporter

emesso congiuntamente con le tifoserie di:

Novara: “Coordinamento Cuore Azzurro”

Siena: “Club Fedelissimi”

Terni: “Club Roccarossoverde”

Vercelli: “Club Forza Pro”

Entella: "Diaspora Club”.

“Il disordinamento”. I Tifosi cittadini non sudditi.

Il nostro calcio, anzi il “loro” calcio, il calcio feudale, una delle maggiori imprese del Paese, è  per lo più , nelle mani, non già di moderni imprenditori e manager, bensì di alcuni “ signorotti-padroni ; esso è ormai ridotto ad essere non un ordinamento, bensì il suo contrario: un “disordinamento”.

Non si contano più, infatti, le continue modifiche” in corsa” a norme federali: modifiche che determinano una totale confusione, incertezza del diritto e macroscopiche e ingiuste disparità di trattamento.

Modifiche chiaramente finalizzate a tutelare interessi personali.

L’ultimo, in ordine di tempo, eclatante esempio di ciò sono le modifiche” last minute” apportate alla composizione dei campionati di Serie B e Lega Pro, a seguito delle allucinanti decisioni assunte dalla Lega e dalla FIGC lo scorso 13 agosto che, a nostro avviso,  costituiscono atti illegittimi .

La questione, comunque,  sarà decisa dal Collegio di garanzia del CONI il 7 settembre prossimo.

Collegio che, peraltro, intanto ha stabilito di ripristinare la situazione precedente , riconoscendo la rilevanza delle argomentazioni presentate contro le decisioni federali.

Resta fermo che, in caso di pronuncia negativa del suddetto Collegio, la parola passerà al TAR del Lazio, posto che si tratta di decisioni dell’ordinamento sportivo che incidono su diritti soggettivi e che, quindi, posso essere  devoluti alla giustizia ordinaria.

I tifosi, in questa deprecata ipotesi non possono rimanere inerti di fronte a palesi violazioni di un ordinamento che li colpisce non solo sul piano economico ma, soprattutto, etico e sociale, incidendo su diritti che devono essere protetti.

Infatti, con l’assistenza ed il supporto di Federsupporter, i tifosi sono pronti a predisporre tutti gli atti e le iniziative, anche giudiziarie, che si rendessero necessarie  per la salvaguardia dei loro diritti ed interessi.

Quei  tifosi che, invero, sono stanchi e non accettano più di essere trattati, non da cittadini, bensì da sudditi; di essere considerati titolari solo di doveri, di obblighi e non di diritti, destinatari di innumerevoli prescrizioni, restrizioni e sanzioni di ogni tipo.

Quanto sopra anche per comportamenti innocui e di scarsa rilevanza , sulla base di  principi palesemente incostituzionali e, persino, contrari a diritti solennemente sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Europa (CEDU).

Sulla base di tali considerazioni si sono riuniti gli interessi delle tifoserie di squadre diverse.

L’ultima” perla” in questo senso è rappresentata dalla modifica all’art. 12 del Codice di Giustizia Sportiva ( CGS) della FIGC, con la quale le società di calcio professionistiche, all’atto dell’acquisto da parte dei tifosi di abbonamenti o biglietti, fanno tacitamente approvare agli acquirenti un così detto “Codice di condotta dei tifosi”. In forza di detto Codice le stesse società, a loro totale discrezione, possono sospendere temporaneamente, o addirittura ritirare definitivamente, senza alcun rimborso, i titoli di accesso allo stadio già pagati per cause non conformi alla “ morale, al decoro, alla decenza” ( sic!) e, comunque, contrarie “ alle indicazioni della società” ( doppio SIC !!).

Il che, tradotto, vuol dire, in pratica, che le società possono cacciare dagli stadi, a loro piacimento e intascando il prezzo degli abbonamenti e/o biglietti, chiunque le società vogliano.

Che dire, inoltre, del caos determinato dall’aggiudicazione dei diritti audiovisivi calcistici per il periodo 2018-2021, che, tutelando soltanto la rapacità delle società che vivono, quasi esclusivamente , dei proventi da tali diritti ha penalizzato e penalizza gravemente, come al solito, i tifosi.

Ciò, non solo sotto il profilo economico ( per vedere tutte le partite è necessario abbonarsi a SKY e a DAZN, avere un allacciamento alla rete internet, disporre di un costoso decoder speciale o di costosi televisori così detti “smart “), ma anche sotto il profilo della qualità e fruibilità del servizio.

Tanto è vero che milioni di tifosi utenti sono stati , sono e saranno nell’impossibilità di vedere le partite, considerato anche che la rete internet italiana è tra le peggiori in Europa e che una buona parte della popolazione non dispone dell’allacciamento alla rete internet.

Tale disagio sarà, in particolare, grave per i tifosi di società di Serie B, poiché le località peggio o per nulla servite dalla predetta rete sono quelle medio-piccole.

LA MISURA È, DUNQUE, ORMAI COLMA: ORA BASTA !

Data:  5 settembre 2018

 


Ciao Mario

Chi come me ha vissuto l'irripetibile "Lazio'74" non può dimenticare nè il tuo sorriso nè la tua voce,alla radio,  critica soprattutto nei confronti di chi amavi di più.

Stile, grinta ed una profonda umanità hanno caratterizzato tutte le tue avventure calcistiche: in particolare le sei stagioni che ti hanno legato a quei colori che hai , ora, ritrovato Lassù.

A  nome mio, del Consiglio Direttivo di Federsupporter e dei Soci tutti, un grande abbraccio alla Famiglia che deve essere orgogliosa dell'esempio che hai loro dato nella vita.

Alfredo 



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