E ancora : “ E’ stato lo stesso Lotito a citofonare. Emozionatissimi i tifosi. Non hanno pensato ad uno scherzo: era tutto vero, non poteva essere altrimenti… Abbracci, foto e richieste di autografi. Tutti trattati come familiari. Un contesto suggestivo ed emozionante…Ma soprattutto, si è rivisto Claudio Lotito con i tifosi laziali: tutti accomunati da un sorriso. E a brindare ai nuovi successi, Lotito a casa degli abbonati è il segnale di una svolta che la Lazio cerca per guardare avanti: tornare a parlare al cuore dei tifosi”.
Come si può constatare, una prosa, quasi elegiaca, in tutto degna del “ Libro Cuore” di Edmondo De Amicis, con l’azionista di maggioranza e Presidente del Consiglio di gestione della Lazio nel ruolo di un novello Garrone : lo studente quattordicenne buono d’animo che difende i più deboli definito dall’Autore “ animo nobile”.
Alla commovente e struggente narrazione dell’episodio di cui al citato articolo si sono accomunati, con le solite, rare eccezioni, la gran parte sia dei mass media sia degli opinion maker, nazionali e locali, in particolar modo quelli dediti alla Lazio.
Non v’è dubbio, peraltro, come quella definita “ un’iniziativa proposta dal marketing” non costituisca affatto una novità, per l’appunto, nel campo del marketing.
Essa, infatti, appare analoga a quella denominata “ NUOVI TORTELLINI GIOIAVERDE AI CARCIOFI. INDOVINA CHI VIENE A CENA ?” che ha visto e vede come protagonista Giovanni Rana che si reca a casa di alcuni consumatori, i quali entusiasticamente dichiarano “ c’è più gusto a mangiare con Giovanni Rana”.
Che la lazialità, intesa come passione, dignità e stile di vita, venga considerata e trattata alla stregua di un “ tortellino ai carciofi”, come tale da pubblicizzare, lascio volentieri giudicare ad altri, in specie agli sperticati laudatores e plauditores dell’iniziativa.
Che dire, poi, del fatto che, oggi, abbonarsi alla Lazio rappresenti un “ gesto eroico”, meritevole di commemorazione; cosa che non depone, a mio avviso, a favore del gradimento da parte dei tifosi delle scelte e delle politiche societarie.
D’altronde, la stessa Società sembra rendersene pienamente conto, tanto è vero che, dopo aver celebrato gli “ 11 eroi”, ha tenuto e continua a tenere accuratamente nascosti i dati circa l’andamento degli abbonamenti.
Quanto al fatto che il “grande freddo dell’Olimpico” sia stato solo con la Curva Nord, è inesatto, poiché la desertificazione dell’Olimpico non ha finora riguardato solo tale Curva, bensì quasi tutto lo Stadio.
Così come la protesta di quest’ultima era stata principalmente motivata, almeno fino a qualche giorno fa, con le barriere.
Né può non suscitare qualche legittimo e fondato sospetto la concomitanza tra “ l’iniziativa di marketing” e “ il segnale di svolta” societari e la decisione del Gruppo che raccoglie i tradizionali e storici frequentatori della Curva Nord di tornare, per la stagione sportiva 2016-2017, allo Stadio; e ciò a distanza di appena circa quindici giorni dalla manifestazione di Piazza Santi Apostoli che aveva visto come protagonisti proprio i rappresentanti di tale Gruppo.
Se è sufficiente, ai fini del “ segnale di svolta” , la creazione , nell’ambito societario della figura del cosìdetto “Club Manager”, nella persona dell’ex calciatore, Angelo Peruzzi, nonchè la sostituzione del Responsabile della Comunicazione con un nuovo Responsabile, oltre allo “ Indovina chi viene a cena? C’è più gusto a mangiare con Claudio Lotito” del 3 agosto scorso, allora va tutto bene: anzi, per dirla con il personaggio di “ Ciruzzo l’immortale” della Serie televisiva “Gomorra”, “ Tutto a posto”.
I miei più sinceri e sentiti complimenti vanno al dr. Lotito: egli, infatti, mostra di aver compreso, meglio di tutti, che cosa è diventato nel tempo l’ambiente e il clima che circonda la Lazio e che cosa sono diventati i suoi tifosi che sembra abbiano dimenticato una antica dignità e fierezza e un antico stile che orgogliosamente li distingueva da tutti gli altri.
Sono bastati evidentemente una “ citofonata”, una “ bicchierata”, una “ maglia”, qualche “ autografo” e qualche “ sorriso” per dimenticare, in un attimo, dodici anni di continue offese e di aperto dispregio, quali i famosi “ Prendetevi un Alkaseltzer”, i gesti dell’ombrello, la Curva Nord covo di “ spacciatori, mignotte e papponi”.
E’ chiaro che il dr. Lotito, a differenza del sottoscritto, ha capito che la Lazio può essere trattata come un “ tortellino al gusto di carciofi”, così come quei tifosi, che hanno dichiarato “ E’ stata una sorpresa stupenda! ” e “ Che sorpresa incredibile !” ( cfr www.sslazio.it, 4 agosto 2016), possono essere trattati alla stregua dei beati e beoti protagonisti dello spot pubblicitario in cui ci si esalta per la “ improvvisata” di Giovanni Rana.
Altro che la “ Rivoluzione” annunciata il 14 luglio scorso a Piazza Santi Apostoli ! Chissà se quei tifosi di cui sopra c’erano.
A me, ancora una volta, non resta che , mestamente ed amaramente, citare i brani che seguono tratti dal “ Discorso sulla servitù volontaria”, di Etienne De La Boètie, filosofo, poeta ed umanista francese ( 1530/1563) , Feltrinelli Editore, 2014, pag. 34, che, a proposito del tiranno, così scriveva : “ Non bisogna togliergli alcunché, bisogna non regalargli nulla; non è necessario che il paese si dia pena di fare qualcosa per sé, a patto che non faccia nulla contro di sé. Sono infatti i popoli che si lasciano o, piuttosto, si fanno maltrattare, dal momento che, smettendo di servire sarebbero liberi; è il popolo che si fa servo, che si taglia da solo la gola, che avendo la scelta tra essere servo o essere libero rinuncia all’indipendenza e prende il giogo: che acconsente al proprio male o piuttosto lo persegue”.

Avv. Massimo Rossetti

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