Sempre in questo mese di giugno 2019 hanno navigato da smarphone 35,6 milioni di utenti pari al 79,6% della popolazione maggiorenne.

Tutti costoro, coinvolti nel villaggio globale  quale è la Rete, affrontano situazioni di rischio sottostimate.

I social, quale mezzo di comunicazione,   ormai estensioni del nostro essere, costituiscono uno strumento da gestire con la consapevolezza di COME, QUANDO, con CHI .

Come tutti i mezzi innovativi agli effetti distorsivi dei rischi si contrappongono opportunità, in particolare nel mondo didattico/formativo  e soprattutto, del lavoro, caratterizzato  da una dinamica evolutiva che sta modificando il modo  di lavorare ed i ruoli professionali.

La rivoluzione digitale si muove nel mondo della scuola, a tutti i livelli,  con un  effetto immediato e irreversibile e comprensibile, a livello di intuito, prima dai ragazzi .

Il Progetto illustrato e che verrà sottoposto, anche se parzialmente alla Regione Lazio, sostiene la realizzazione di azioni positive rivolte agli studenti ,ma anche ai docenti, parte attiva di questo cambiamento nei rapporti didattici, oltrechè dei genitori, la cui responsabilità è, stranamente, sottostimata per limitare i rischi  e sfruttare le potenzialità socializzanti e didattiche della Rete .

In tale quadro il web  deve essere trattato come un’arma a disposizione di chiunque, senza preoccuparsi dei bersagli che vengono colpiti.

 Le azioni di educazione digitale rivolte agli alunni, sono finalizzate ad un uso consapevole e responsabile di  internet ed al potenziamento delle conoscenze verso un settore professionale in esponenziale ampliamento.

E il principale bersaglio che ha attirato l’attenzione a livello mondiale, tanto da indurre il nostro legislatore ad emettere una normativa appositamente dedicata,  è il bullismo, nella sua realizzazione digitale: il cyberbullismo.

L’obiettivo del progetto è, quindi, incentrato sulla analisi del fenomeno e sulle  modalità di contrasto al cyberbullismo ed all’ampliamento della sfera di intrusione nel mondo della scuola e dello sport, del calcio in particolare, amatoriale ed anche professionistico, quest’ultimo quale “vetrina” per i comportamenti dei suoi protagonisti, mediante la sensibilizzazione e l’educazione dei giovani e dei loro genitori.

In riferimento alla tematica della genitorialità, saranno trattati gli aspetti valoriali dell’educazione, dell’inclusione sociale, delle forme di bullismo, in generale e delle sue forme di realizzazione nel  mondo dello sport.

Queste attività sono volte a generare effetti virtuosi a vantaggio non soltanto del tessuto sociale, ma anche della categoria dei consumatori/supporter dello spettacolo agonistico e non, onde evitare il ripetersi di episodi di violenza, di discriminazione razziale e, più in generale, del rispetto del prossimo.

Obiettivo specifico è  far comprendere che gli atti di violenza o di razzismo, che devono essere considerati anche essi forme di bullismo, oltre ad essere condannabili portano conseguenze negative,  nello sport che è ormai divenuto, a tutti i livelli anagrafici e scolastici, elemento sempre più presente nella vita quotidiana.

La rilevanza del Progetto ed i suoi valori e principi trasmessi non possono non portare effetti diffusi e coinvolgenti nel tessuto socio-demografico del territorio.

Il Progetto, coordinato da FEDERSUPPORTER ( cfr. Nota allegata) è portato avanti da uno  Gruppo  composto da rappresentanti del mondo della scuola, docenti universitari, psicologhi, rappresentanti dei genitori, esperti del mondo sportivo, medici sportivi.

 Alfredo Parisi

 

 

 

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