Non possono essere ignorate le dichiarazioni del Presidente Gravina e soprattutto del Ministro dello Sport, Abodi, “La situazione della Juventus è soltanto la punta estrema e per certi versi anche clamorosa di un fenomeno su cui non possiamo voltarci dall’altra parte perché probabilmente la Juventus non è l’unica”( così La Gazzetta dello Sport, pag. 7, 2 dicembre 2022).
L’attuale situazione che vede attivate la Magistratura ordinaria ( Procura presso il Tribunale di Torino), la CONSOB, la FIGC, e l’UEFA, nasce da lontano e, precisamente dall’ottobre 2021, allorquando la Procura Federale della FIGC , dopo mesi di accertamenti, aveva concluso la sua indagine su alcune “operazioni incrociate” di compravendita dei diritti alle prestazioni di calciatori, interessanti i bilanci delle stagioni 2019- 20 e 2020-2021.
Il lungo lavoro di accertamento della Procura Federale portava al deferimento di 61 tesserati e 11 società sportive ( cfr A.Parisi e M. Rossetti, “ Le verità soggettive dei bilanci delle società di calcio” in www.federsupporter.it, 16 maggio 2021).
Punto centrale di tale attività era stata la determinazione del valore “oggettivo”, reale, di ben 59 giocatori che avevano caratterizzato il transfer market di 11 club calcistici e che avevano avuto effetti distorsivi sui relativi bilanci.
Contro questo impianto accusatorio, circostanziato, il Tribunale Federale Nazionale, il 15 aprile 2022, nel contestare la metodologia utilizzata dalla Procura Federale per la quantificazione del valore dei richiamati diritti, proscioglieva tutti i deferiti, persone fisiche (59) e giuridiche(11).
La decisione si basava su un assunto quale quello di denegare qualsiasi metodo valutativo che non fosse quello derivante dalla libera volontà delle parti interessate, sottolineando il principio di un libero mercato, svincolato da qualsiasi parametro esterno di riferimento.
Questo confronto di opinioni, tutto svoltosi all’interno del sistema calcio ( Club. Co.Vi.Soc.,Procura Federale, Tribunale Nazionale Federale) viene ora messo, integralmente, in discussione dall’ordinamento statale prima ( Magistratura e CONSOB) e dalle stesse istituzioni sportive ( UEFA e FIGC), che sono state “costrette” a riaprire i rispettivi fascicoli sulla base degli accertamenti effettuati dalla Procura dI Torino e dalla Consob.
Ma vediamo quali sono i reati degli impianti accusatori:
a) Violazione della normativa che regola il mercato dei titoli delle società quotate ( art. 185 delD,Lgs n. 58/1998), che realizza il reato di aggiotaggio (notizie false che provocano rialzo/ribasso del prezzo dei titoli del club).Il reato è punto con la reclusione da 1 a 6 anni;
b) Violazione dell’art. 2622 C.C. riguardante la responsabilità di soggetti apicali delle società i quali per “conseguire per sé o altri un ingiusto profitto” espongono nei bilanci fatti non veritieri o omettono di segnalare fatti importanti, così da indurre altri in errore”. La pena prevista è la reclusione da 3 a 8 anni;
c) Violazione dell’art. 2 della legge sui reati tributari (d.lgs 74/2000): emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. La pena prevista è la reclusione da 4 a 8 anni;
d) Violazione dell’art. 2638 C.C. per l’ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza, quando le società “espongono fatti materiali non rispondenti al vero ancorchè oggetto di valutazioni, nella situazione economica, patrimoniale o finanziaria, oppure occultano con altri mezzi fraudolenti in tutto o in parte fatti che avrebbero dovuto comunicare”. La reclusione prevista è da 1 a 4 anni.
Ma il reato, a mio avviso, più rilevante e di cui poco si parla e che interessa non solo la Procura di Torino, ma, anche e soprattutto, la FIGC è la violazione del D.lgs 231/2001, che prevede la responsabilità delle società per fatti commessi nel suo interesse da soggetti ricoprenti incarichi di vertice (apicali) nella società.
Recentemente, la Legge 39/2019, nel ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa sulle manifestazioni sportive, ha introdotto, tra i reati presupposto previsti dal D.lgs 231/2001, la frode sportiva.
Il successivo giugno, la FIGC recepiva nel proprio Codice di Giustizia Sportiva l’obbligo per le società sportive di introdurre il modello organizzativo previsto dalla richiamata legge 231/2001, ancorchè adattato alla tipicità delle attività dei club ( cfr. Consiglio Federale 10 dicembre 2019).
E nell’ambito dei reati societari previsti (pag. 12 Codice Giustizia Sportiva)” appare rilevante l’attività pertinente alla formazione di dati contabili falsi (si pensi alle ipotesi delle c.d. plusvalenze gonfiate), alla compravendita dei diritti pluriennali delle prestazioni dei calciatori e alla gestione dei flussi informativi sia verso gli organi di controllo interni che verso la società di revisione e le Autorità di Vigilanza “ (così P.Grello, G.Scarnese “Inserimento della frode sportiva fra i reati presupposto ex D.lgs 231/2001 e il nuovo Codice di Giustizia Sportiva della FIGC”).
A tale riguardo, la Procura di Torino richiama espressamente gli artt. 5 (L’ente è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio) e 25 ter (Reati societari … a) false comunicazioni; h) impedito controllo; r) aggiotaggio; s) ostacolo all’esercizio delle funzioni delle Autorità pubbliche).
Le operazioni contestate sono relative a due “manovre stipendi “effettuate dalla Società negli esercizi 2020 e 2021 e ad operazioni di transfer market definite “incrociate”, cioè cessioni/acquisizioni di calciatori realizzate con la stessa controparte.
Con Delibera del 2 dicembre 2022, il Consiglio di Amministrazione della Juventus uscente ha “riapprovato” il progetto di bilancio al 30 giugno 2022 presentato nell’ottobre 2022, “rivedendo alcune stime e assunzioni che comportano rettifiche delle stime ed oneri di competenza” negli esercizi considerati dalle contestazioni (2020- 2021-2022).
Da tale rielaborazione è risultato un Patrimonio Netto di € 164,7 mln (dopo un aumento di capitale di € 393,8) ed una perdita d’esercizio di € 239,3 mln .
Al di là dell’evoluzione giuridica ed amministrativa da parte degli organi competenti, sia nazionali sia europei,in questa Nota mi preme sottolineare alcuni aspetti che, almeno sinora, non sono stati approfonditi dai media, ma che sono di tutta rilevanza e forieri di gravi conseguenze per il Club, per i dirigenti apicali (tutti dimessisi) e, non ultimo e da nessuno sottolineato, per i tifosi e l’immagine del sistema calcio Italia che vede messa in discussione quella che era ed è considerata l’elite del calcio, anche a livello internazionale.
L’esame che segue prende le mosse dalle Relazioni della Società di Revisione, rilasciate il 17 ottobre 20222 e 5 dicembre 2022, e del Collegio sindacale, emessa il 5 dicembre 2022.
Il primo aspetto è interno alla stessa Società e cioè le motivazioni delle dimissioni del Consigliere esecutivo indipendente (D.ssa Marilungo) eletto nell’ottobre 2021, che è stato messo “nell’impossibilità di esercitare il proprio mandato con la dovuta serenità e indipendenza anche ma non solo per il fatto di ritenere di non essere stata messa nella posizione di poter pienamente agire informata a fronte di temi di sicura complessità”.
Proprio la sua posizione organizzativa (Comitato Controllo e Rischi, Operazioni con parti correlate, Enviroment Social e Governance) le avrebbe potuto e dovuto permettere di approfondire tutti quegli elementi e documenti rilevati dalla Procura di Torino e dalla CONSOB, che il suo ruolo avrebbe richiesto.
E questo anche in relazione alle lacune del sistema di controllo interno, rilevate ex posto, dalla Società di Revisione e dal Collegio sindacale.
Le nuove Relazioni degli organi di controllo esterno (Società di Revisione) ed interno (Collegio sindacale) analizzano il “nuovo” Progetto di bilancio predisposto dalla Società nell’ottica di “una prospettiva di accentuata prudenza ..” che ha portato “ a rivedere alcune stime ed assunzioni che comportano rettifiche di stime e oneri di competenza a fine giugno 2020, 2021,2022”.
In questa ottica, analizziamo le risultanze delle due Relazioni.
A) La Società di Revisione Deloitte & Touche ha rilasciato, il 5 dicembre 2022, una relazione sostitutiva di quella del 17 ottobre, nella quale, peraltro, venivano già posti in evidenza rilievi relativi ai due temi in contestazione: manovre stipendi e plusva,enze.
Per quanto attiene al primo tema, si sottolineava come tale manovra avesse “ fatto sorgere in capo alla società , alla data del 30 giugno 2022, “ un obbligo legale implicito ( constructive obligation) per il quale “ avrebbe dovuto essere iscritta una correlata passività in bilancio”.
Stessa mancata iscrizione per il bilancio al 2021.
Tali comportamenti avrebbero portato al 30 giugno 2022 alla sovrastima dfi una perdita di € 61 mln e ad un Patrimonio Netto di 9 mln, mentre per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2021, la perdita risulterebbe sottostimata di € 38 mln.
Per quanto riguarda le c.d. “operazioni incrociate” la Relazione ha approfondito le operazioni che hanno comportato “ l’iscrizione di plusvalenze per complessivi € 103 mln nel bilancio al 30 giugno 202 e di € 29 mln nel bilancio chiuso al 30 giugno 2021”.
La nuova Relazione ( 5 dicembre 2022, pag 3) conferma le considerazioni precedenti e per effetto delle ulteriori analisi chiarisce che “ la perdita dell’esercizio chiuso al 30 giugno 2022 e il patrimonio netto risultano sovrastimati rispettivamente di € 44 mln e di € 5 mln”.
Mentre per l’esercizio al 30 giugno 2021 la perdita risulta sottostimata di € 21 mln e il Patrimonio netto sovrastimato per € 49 mln, così come risulta sovrastimato per € 28 mln il Patrimonio netto al 1 luglio 2020.
Per quanto riguarda, invece, le operazioni incrociate degli esercizi chiusi al 30 giugno 2020 e 30 giugno 2021 “ e ulteriori operazioni effettuate nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2019 che hanno determinato plusvalenze parti a € 52 mln e sono oggetto di contestazione da parte della Procura di Torino”, la Società di Revisione rileva che tali operazioni “non potevano a loro volta non determinare effetto sulla voce diritti pluriennali dei calciatori e sui successivi ammortamenti”.
La complessa attività di rivisitazione del Nuovo Progetto di bilancio effettuata dalla Società di Revisione conclude con una affermazione che non può non destare preoccupazione “ l’eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo ad eventi o circostanze successivi che possono comportare che il Gruppo cessi di operare come un’entità di funzionamento”.
B) La Relazione del Collegio Sindacale ha sottolineato, in primis, l’intervenuta contestazione di dichiarazione di frode fraudolenta per evasione dell’IVA ( € 437.403) relativa a fatture emesse “ in tutto e/o in parte ad operazioni inesistenti”.
Ma è, soprattutto, rilevante quanto affermato ( pag. 15) dal Collegio che ha preso atto di un “ adeguato livello di scetticismo professionale” che, in,
sostanza, evidenzia un approccio dubitativo nell’esame effettuato da cui potrebbero derivare potenziali inesattezze e, comunque, rappresenta un campanello d’allarme sul bilancio . In sostanza il Collegio per quanto si riferisce alla “manovre compensi” relative alle stagioni 2020-2021 e 2021-2022, ritiene che abbiano “ fatto sorgere in capo alla società alla data del 30 giugno 2021 una obbligazione in relazione alla quale dovrebbe essere iscritta una correlata passività” ( ndr. analoga considerazione da parte della Società di Revisione)
Più rilevante la conclusione del Collegio circa “ gli autorevoli pareri di cui si è dotata la società”, ma che non sono ritenuti condivisibili “ in quanto finiscono per dare prevalenza alla forma degli accordi siglati rispetto alla loro sostanza”; così come la diversa tempistica che ha caratterizzato tali accordi “ stipulati in tempi successivi” contro “ la sostanza di un accordo contrario”.
Più concrete sono le preoccupazioni relative “ a fatti di potenziale rilevanza giudiziaria che non hanno trovato contabilizzazione” e che “ ove confermati potrebbero comportare l’insorgere di passività in capo alla società”.
In particolare, si richiama la fattura emessa da altro club per € 3 mln non contabilizzata, mentre si apre una rivendicazione da parte di un creditore ( Cristiano Ronaldo) per un credito di € 19,9 mln. Poste per le quali sussistono dubbi sulla loro mancata appostazione in bilancio.
Più volte il Collegio evidenzia “ plurime carenze nel sistema di controlli interni” quasi a voler “costruire” un muro di difesa per l’operato degli amministratori ( pag. 24).
In conclusione, il Collegio “concorda” con i rilievi formulati dalla Società di revisione, ma, nonostante ciò, esprime parere favorevole all’approvazione del bilancio al 30 giugno 2022.
Conclusioni.
L’impianto di revisione e di valutazione indipendente svolto sulla base delle circostanze contabili emerse dall’impianto accusatori dell’Autorità di Vigilanza e della Procura di Torino non possono non suscitare perplessità e estendono i loro effetti anche in sede sportiva.
Infatti, il Settlement Agreement della Juventus con l’UEFA che, pur avendo rilevato il mancato rispetto del pareggio di bilancio nel periodo 2019-2022, è stato firmato nel marzo 2022 aveva come base i bilanci attualmente in contestazione e che, comunque, al di là dell’esito delle vicende giudiziarie, pongono in dubbio la correttezza della stessa valutazione da parte dell’UEFA di ammissibilità ai campionati europei.
Su questa stessa strada si dovrà attivare, con molta cautela, la stessa FIGC per valutare l’ipotesi, se documentate le contestazioni, dell’avvio di un nuovo procedimento da parte della Procura Federale, ai sensi e per gli effetti dell’art. 63 del Codice di Giustizia Sportiva ( Revocazione e Revisione) da attivarsi entro 30 giorni “ dal rinvenimento dei documenti” soprattutto tenendo conto dei “fatti nuovi” che se confermati, avrebbero portato il Tribunale Federale Nazionale nell’aprile 2022 ad una diversa decisione.
Una partita, dunque, da giocare nel breve termine, con un finale tutto da scrivere ma che, comunque, non può non gettare ombre sul sistema calcio anche nei suoi apparati di controllo e giudiziari.
Infatti, al di là del nominalismo “estero”, una “ constructive obligation” altro non è che una passività non iscritta in bilancio.
Così come la mancata iscrizione di una fattura per € 3 mln, o l’evasione di IVA, per non parlare di un credito vantato per circa € 20 mln di cui non v’è traccia in bilancio, portano a concludere circa la mancata trasparenza dei bilanci presentati dalla Juventus, fatto già di per se condannabile per una spa, ma ancora più grave per una società quotata.
Alfredo Parisi










