Qualora si fosse voluto intervenire, strutturalmente, su un sistema industriale, quale quello del calcio, una bozza di provvedimento, non certo quello oggi attuato, avrebbe dovuto essere il risultato di un confronto costruttivo con le Federazioni le Leghe, il Coni, nel rispetto di quella autonomia di settore che ha, sinora, retto il sistema.

Ciò che colpisce, non è soltanto l’assurdità di un provvedimento legislativo dettato da “necessità ed urgenza” ( ma quali ?), quando, da oltre 7 anni, come evidenziato dai Report annuali della FIGC, Arel, pwc, il sistema calcio genera perditeed è caratterizzato, inoltre, da una sottocapitalizzazione che, solo negli ultimi tempi,  vede concreti interventi con  l’ingresso di capitali esteri.

Un sistema industriale che è stato abbandonato al proprio destino specie nelle fasi emergenziali  del covid, non ricevendo ”sussidi che garantissero la sopravvivenza e l’ordinaria amministrazione .Eppure non è arrivato nulla: niente ristori, incassati da altri settori come il cinema, niente tax credit, niente benefici fiscali dal decreto crescita. E nemmeno la partecipazione ai ricavi delle scommesse. Niente di niente: riarmatevi e ripartite, anzi arrangiatevi.” (così Andrea Masala, in La Gazzetta dello Sport- 24-05.2024, pag.35).

Un mondo  che ha trovato al suo interno, peraltro, gli strumenti per affrontare situazioni di patologia societaria come dimostrato dall’introduzione nell’articolo 85 delle NOIF degli adempimenti previsti dal D,lgs n.14/2019 ( Codice della gestione delle crisi d’impresa) che ha  consentito l’ammissione della Sampdoria al campionato di Serie B.

Chiamare, poi, la istituenda commissione ”indipendente” dalla politica, viste le modalità della sua elezione e la composizione, come descritte da il Sole 24 Ore (25.5.2024, pag.19),appare un non senso e, comunque, al di là delle parole,  l’invasione politica nell’autonomia dello sport è di tutta evidenza. Come per  tutti i provvedimenti dettati da ragioni di necessità e urgenza per adempiere a direttive comunitarie (lo vuole l’Europa!!!), aspettiamo di vedere le reazioni delle Istituzioni europee e internazionali  al binomio governo/sport che sembra dimenticare l’autonomia e la specificità dello sport sancita dai Trattati.

Per completezza di analisi si richiamano gli interventi di Federsupporter che, sin dal 2015, aveva espresso la necessità di un organismo autonomo di controllo e vigilanza sul mondo del calcio, ma, comunque all’interno  del sistema sportivo, gestito dal CONI.

Alfredo Parisi

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