A Roma ci deve essere posto per una sola grande società e squadra di calcio ?

La storia, diceva Cicerone, è magistra vitae ed e è nella storia  della nascita della AS Roma che si rinnova l’idea che nella città ci sia posto solo per una grande società e squadra di calcio.

A questo proposito, mi rifaccio alla narrazione di Mario Pennacchia di quanto avvenne nel 1927 nel suo libro “Lazio Patria nostra- Storia della Società biancoceleste” Edizioni Abete, 1994.

Narrazione in cui ,nel Capitolo XIII “Romanzesco salvataggio politico” si racconta, vividamente, la nascita nel 1927 della A S Roma ed il contestuale tentativo di sopprimere la Lazio.” Sembra lecito ma non lo è. Il Segretario della Federazione Romana del Partito Fascista ha avuto una idea. Riunire in una sola società tutte le maggiori forze calcistiche della Capitale: Lazio, Alba, Fortitudo, Roman debbono fondersi per dar luogo alla A S Roma, naturalmente,con i colori della città il giallo e rosso”.

Al Federale Foschi si presentò un rappresentante della Lazio  della quale era stato nominato immediatamente Vice Presidente, il Console della Milizia Giorgio Vaccaro, il quale si sentì ripetere dallo stesso Foschi che la fusione era necessaria per dare vita a Roma ad una unica grande società e squadra di calcio, con il nome Roma e i colori comunali della Città.

Al che  Vaccaro replica “ La Lazio è costituita in Ente Morale. Perciò penso che la fusione si possa prendere in considerazione, ma solo con il nome di Lazio tanto più che Roma è appunto nel Lazio.Per quanto debba confessarti che personalmente sono contrario al principio della fusione perché due squadre creano una forte emulazione e l’emulazione è la base dello sport.”

Al che Foschi rispose :” Ho capito perfettamente. Non se ne fa niente”.

L’idea di Foschi del 1927, però, non è mai tramontata.

Vi è, infatti, una parte consistente ed importante di notabilità politica, economica, finanziaria editoriale, romana e non solo che, in maniera neppure troppo velata, accarezza questa idea.

In ciò,facilitata da una strategia e gestione societaria della Lazio di pura e semplice sopravvivenza che perseguono il miglioramento del risultato  sportivo soltanto come obiettivo eventuale e secondario.

Cosicchè , si può dire che, oggi e in prospettiva, la Lazio, pur non sparendo, viene però collocata in un ruolo del tutto ancillare e servente, a livello cittadino della AS Roma e a livello nazionale di almeno altre 7 squadre e società.

E mentre in giro scorgo emuli di Foschi non scorgo emuli di Vaccaro.

Avv. Massimo Rossetti

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