Al microfono, in esclusiva, di Marco Fabio Ceccatelli
Il presidente di Federsupporter, Alfredo Parisi, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per analizzare vari temi caldi, in particolare la conferenza dei servizi preliminare per la riqualificazione del Flaminio, dove era presente e la contestazione dei tifosi della Lazio al presidente Lotito. Inevitabile un commento sull’articolo de Il Tempo che ha segnalato una presunta offerta per rilevare il club capitolino.
Le parole del presidente di Federsupporter Alfredo Parisi nell’intervista esclusiva a Lazionews.eu.
Ciao Alfredo, puoi spiegare a quei pochi che ancora non lo sanno cos’è Federsupporter e cosa fa?
“Purtroppo non sono ancora in tanti a conoscerci e anzi ti ringrazio per la domanda. Con Felice Pulici nel 2010 abbiamo pensato di creare una sorta di sindacato dei tifosi, che ci permettesse di esprimere in tutte le sedi il nostro pensiero. Noi ci siamo battuti contro il DASPO collettivo, contro la tessera del tifoso. Le proteste individuali contano quanto il due di picche quando regna denari. Nel momento in cui c’è aggregazione si acquisisce forza. Uniti possiamo presentarci nelle sedi opportune a portare avanti le nostre battaglie, sempre con prove documentali a supporto e sempre nel rispetto reciproco.
Oggi il tifoso non viene rispettato perché è individualista. Noi molto faticosamente, quando c’è stato l’osservatorio sulle manifestazioni sportive, che era gestito dall’attuale questore di Roma, il dottor Massucci, siamo stati invitati spesso come uditori. Abbiamo partecipato alla normativa sulla sicurezza negli stadi. Non abbiamo mai avuto rapporti con gli ultrà, anche perché quando sei interlocutore facilitato delle istituzioni, diventa difficile gestire il rapporto con le tifoserie organizzate”.
Giovedì 28 maggio alle ore 12 è andata in scena la conferenza dei servizi preliminare per la riqualificazione del Flaminio. Federsupporter è stata invitata ed era in collegamento da remoto. Gli argomenti che sono stati esposti durante la conferenza ti hanno convinto?
“È stata solo una sceneggiata politica, non è servita a niente, è stato ripetuto paro paro quanto detto lo scorso 17 febbraio. Hanno fatto una cosa a mio avviso non corretta, non presentare il piano economico finanziario durante la conferenza dei servizi. Abbiamo avviato uno studio con l’equipe di avvocati a nostra disposizione e lo pubblicizzeremo, perché si tratta di un errore da parte del Comune di Roma. L’unico piano finanziario che ci è stato inviato risale allo scorso anno e quello tecnicamente non sta proprio in piedi.
In sostanza nella conferenza si è parlato solo degli aspetti tecnici riguardanti la mobilità, i parcheggi e le vie di accesso allo stadio. Non è stato permesso alla Fondazione Nervi di intervenire, il che è tutto dire”.
Ci sono i margini affinché ci sia un’evoluzione positiva in merito al progetto Flaminio?
“Non credo che con quel progetto lì si possa arrivare a dama, servirebbe uno stravolgimento tecnico. Con il parere negativo della Fondazione Nervi e con quello della Sovrintendenza, non penso che si possa andare avanti”.
Pensi che l’eventuale ristrutturazione del Flaminio possa rappresentare una svolta dal punto di vista economico per la Lazio?
“Assolutamente no! Il Flaminio non avrà alcun effetto positivo per la Lazio. La prima generazione di flusso di ricavi netti arriverebbe nel 2132”.
Posso chiederti un parere sulla protesta dei tifosi della Lazio. Pensi che proseguirà ad oltranza anche il prossimo anno?
“Mi auguro che prosegua, è un’iniziativa che avrebbero dovuto portare avanti già dieci anni fa. Il 14 luglio del 2016 c’è stata a Piazza Santi Apostoli una grande manifestazione, quello era il momento ideale per far partire questo tipo di protesta”.
Al microfono, in esclusiva, di Marco Fabio Ceccatelli
Il presidente di Federsupporter, Alfredo Parisi, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per analizzare vari temi caldi, in particolare la conferenza dei servizi preliminare per la riqualificazione del Flaminio, dove era presente e la contestazione dei tifosi della Lazio al presidente Lotito. Inevitabile un commento sull’articolo de Il Tempo che ha segnalato una presunta offerta per rilevare il club capitolino.
Le parole del presidente di Federsupporter Alfredo Parisi nell’intervista esclusiva a Lazionews.eu.
Ciao Alfredo, puoi spiegare a quei pochi che ancora non lo sanno cos’è Federsupporter e cosa fa?
“Purtroppo non sono ancora in tanti a conoscerci e anzi ti ringrazio per la domanda. Con Felice Pulici nel 2010 abbiamo pensato di creare una sorta di sindacato dei tifosi, che ci permettesse di esprimere in tutte le sedi il nostro pensiero. Noi ci siamo battuti contro il DASPO collettivo, contro la tessera del tifoso. Le proteste individuali contano quanto il due di picche quando regna denari. Nel momento in cui c’è aggregazione si acquisisce forza. Uniti possiamo presentarci nelle sedi opportune a portare avanti le nostre battaglie, sempre con prove documentali a supporto e sempre nel rispetto reciproco.
Oggi il tifoso non viene rispettato perché è individualista. Noi molto faticosamente, quando c’è stato l’osservatorio sulle manifestazioni sportive, che era gestito dall’attuale questore di Roma, il dottor Massucci, siamo stati invitati spesso come uditori. Abbiamo partecipato alla normativa sulla sicurezza negli stadi. Non abbiamo mai avuto rapporti con gli ultrà, anche perché quando sei interlocutore facilitato delle istituzioni, diventa difficile gestire il rapporto con le tifoserie organizzate”.
Giovedì 28 maggio alle ore 12 è andata in scena la conferenza dei servizi preliminare per la riqualificazione del Flaminio. Federsupporter è stata invitata ed era in collegamento da remoto. Gli argomenti che sono stati esposti durante la conferenza ti hanno convinto?
“È stata solo una sceneggiata politica, non è servita a niente, è stato ripetuto paro paro quanto detto lo scorso 17 febbraio. Hanno fatto una cosa a mio avviso non corretta, non presentare il piano economico finanziario durante la conferenza dei servizi. Abbiamo avviato uno studio con l’equipe di avvocati a nostra disposizione e lo pubblicizzeremo, perché si tratta di un errore da parte del Comune di Roma. L’unico piano finanziario che ci è stato inviato risale allo scorso anno e quello tecnicamente non sta proprio in piedi.
In sostanza nella conferenza si è parlato solo degli aspetti tecnici riguardanti la mobilità, i parcheggi e le vie di accesso allo stadio. Non è stato permesso alla Fondazione Nervi di intervenire, il che è tutto dire”.
Ci sono i margini affinché ci sia un’evoluzione positiva in merito al progetto Flaminio?
“Non credo che con quel progetto lì si possa arrivare a dama, servirebbe uno stravolgimento tecnico. Con il parere negativo della Fondazione Nervi e con quello della Sovrintendenza, non penso che si possa andare avanti”.
Pensi che l’eventuale ristrutturazione del Flaminio possa rappresentare una svolta dal punto di vista economico per la Lazio?
“Assolutamente no! Il Flaminio non avrà alcun effetto positivo per la Lazio. La prima generazione di flusso di ricavi netti arriverebbe nel 2132”.
Posso chiederti un parere sulla protesta dei tifosi della Lazio. Pensi che proseguirà ad oltranza anche il prossimo anno?
“Mi auguro che prosegua, è un’iniziativa che avrebbero dovuto portare avanti già dieci anni fa. Il 14 luglio del 2016 c’è stata a Piazza Santi Apostoli una grande manifestazione, quello era il momento ideale per far partire questo tipo di protesta”.
I continui movimenti in borsa per quanto concerne le azioni della Lazio, cosa possono significare?
“L’unica cosa che posso dirti è la stessa che ha molto correttamente sottolineato Stefano Greco, è una forma di rastrellamento di azioni. Se tu ti presenti al mercato e fai un’offerta di centomila azioni, il prezzo schizzerà. Se queste centomila azioni le frazioni in tante piccole operazioni cambia poco il prezzo del titolo. Questo è il principio”.
Secondo te per un eventuale passaggio di proprietà è indispensabile che si sblocchi l’iter del Flaminio?
“No, chi vuole prendere la Lazio, dovrebbe presentare ex novo un progetto. Con questo attuale non si va avanti”.
Che ne pensi dell’articolo de Il Tempo a firma Luigi Bisignani in cui si parla di una presunta offerta di 450 milioni di euro da parte del fondo JP Morgan per la Lazio e della successiva smentita della Lazio?
“Conoscendo i personaggi in causa quell’articolo è molto significativo. Tant’è vero che se guardiamo il comunicato della Lazio, non adotta il solito schema. Non parla di denunce. Si tratta di un comunicato molto banale, di prassi. Un atto formale di segnalazione alla Consob. Per molto meno hanno denunciato altre persone”.
di Marco Fabio Ceccatelli










