Benvenuto Andrea nel mondo dì Federsupporter: parlaci di questo spettacolo che hai creato insieme ai tuoi collaboratori.
Grazie del vostro invito. Sono contento ed onorato di far parte di questo gruppo che, spero, sia sempre più nutrito , sia per numero di iscritti che per numero di iniziative .
” L’ ultima domenica” , in scena, a Roma, fino al 17 aprile al Teatro Delle muse, è un prodotto del cuore da amanti del calcio per gli amanti di questo sport.
In breve, è la storia di un uomo che sta vivendo tutta la propria vita con un forte rancore: la promessa mancata di un padre che, una maledetta ultima domenica , decide di andare allo stadio e per un tragico e assurdo evento non tornerà più a casa.
Perché questo spettacolo ?
Perché in questi ultimi tempi occorre fare una riflessione sul rapporto calcio – società civile .
Perché dal 1973 muoiono persone in occasione o a causa di gare di calcio ed in questi ultimi 10 anni il livello, nonostante le misure adottate , si è drammaticamente alzato.
Noi, con questa fatica teatrale vogliamo porre l’ accento su questo fenomeno creando un megafono che arrivi a tutti con un linguaggio diretto ed attuale.
Ma come siete arrivati a costruire scrivere questo spettacolo?
Personalmente avevo scritto delle musiche per uno spettacolo sulle circostanze accadute a Paparelli nel lontano 1979.
Poi, mentre scrivevo, con questa finalità,arrivarono i fatti che portarono alla morte di Ciro Esposito.
A quel punto insieme a Geppi di Stasio abbiamo deciso di allargare la tematica ed affrontare il fenomeno in maniera più generale . Così nasce “L’ ultima domenica ” che prende ispirazione dalla vicenda Paparelli ma che, con delicatezza e sensibilità ,va ad abbracciare il problema nella sua totalità .
Qual’e’ il tuo ruolo in questa commedia ?
Non sono un attore, quindi, il mio ruolo pur essendo sul palco è fuori dalla commedia recitata. Mi occupo di suonare le musiche che ho scritto e cantare le canzoni che ho composto per l occasione.
Insieme a me a al mio contrabbasso suonano altri musicisti ,molto validi, come Gigi Galante al sax, Paul Cotronei al piano, Angelo Cascarano alla chitarra .
Parlaci degli attori.
Roberta Sanzo’ interpreta la moglie di un uomo che, da piccolo, perde il padre perché viene ucciso tragicamente allo stadio.
Luca Materazzo , un giovane attore di 12 anni,interpreta la parte del figlio che, ripetutamente, chiede spiegazioni al padre del perché tanto odio per il calcio visto allo stadio.
Insomma una storia senza un attimo di tregua .. Quasi costantemente accompagnata da un sottofondo musicale .
Geppi ha scritto il testo ed è anche il regista, oltre a curare, magistralmente, il Gioco di luci.
Insomma , uno spettacolo da vedere perché, oltre ad emozionare, vuole informare e tenere viva la memoria.
Fino a quando sarete al “delle muse?”
” Fino al 17 aprile lo spettacolo va in scena da giovedì 14 a domenica 17 aprile ( pomeridiana), con una doppia il sabato (pomeriggio alle 17 e serale alle 21 )”
Grazie Andrea e in bocca al lupo!!!
Grazie e crepi .. Anche se a teatro la scaramanzia ci fa pronunciare “altre cose “










