Coniugando i due principi si tende ad affermare un valore comune quale la lotta alla violenza, ad ogni forma di violenza , che coinvolge gli spettatori della manifestazione che sono poi gli attori/utenti della stessa e, nel contempo, i soggetti preposti alla sicurezza nelle loro varie configurazioni private e pubbliche.
In buona sostanza, si cerca di utilizzare la Società Sportiva aderente alla FIGC quale garante della “serietà” della propria tifoseria.
Tale principio di base di un corretto e trasparente rapporto con i propri supporter, che devono essere tutelati dalla loro società ma che a loro volta, devono tutelare quest’ultima, non può non essere condiviso e, certamente, si affianca all’enorme sforzo organizzativo e normativo posto in essere con “…la messa a norma degli stadi,l’avvento degli steward,i nuovi modelli di impiego delle forze dell’ordine e la incessante opera c.d. di educazione alla legalità promossa dall’Osservatorio….”.
Del resto, la stessa enfasi posta sul principio della libertà delle singole società sportive di decidere o meno di aderire al Programma, così come quella, parimenti determinante, dei sostenitori di decidere o meno di entrare in possesso della tessera, è coerente con la filosofia ispiratrice dei provvedimenti e,soprattutto, con i più elementari principi di democrazia e di legalità.
Peraltro, da un documento che attesti e formalizzi, su espressa e libera richiesta , il rapporto di supporter della società sportiva con un profilo scevro dalle implicazioni negative previste dalla normativa sulla sicurezza si è, invece, nella fase di attuazione, passati ad un vero e proprio obbligo di richiedere un documento (la carta ) in cui la qualificazione del proprio rapporto con la società sportiva viene presa come spunto per la creazione di un profilo utente/cliente al quale si richiede uno spending power sempre più rilevante che diviene “fattore di crescita” del suo essere tifoso.
Un principio di collaborazione Istituzioni/Società Sportive viene così ad essere trasformato in uno strumento di marketing destinato ad un pubblico privato , con impatti di rilievo nei confronti del sistema creditizio che vede la sua politica retail portare insperati flussi economici senza, peraltro, alcun investimento.
Infatti, avvalendosi della rete, direttamente o indirettamente gestita, già esistente, il sistema creditizio è in condizione di collocare non solo “enne” carte prepagate, ma di acquisire potenziali clienti in una logica di cross selling quale fattore concorrenziale di crescita.
Nel modulo sono previste le caratteristiche minime dei “privilegi, offerte speciali e servizi” dedicati dal Programma, espressamente definito “una facilitazione” diretta ad acquistare titoli per assistere ad eventi sportivi da parte di persone fisiche per le quali “ è necessario non avere Daspo in corso e condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni ” ( fonte:www.interno.it).
Tali opportunità commerciali vengono, quindi, offerti ad una pluralità di soggetti : Società Partner ( le Società Sportive), Società Emettitrici, Società Convenzionate e comportano la definizione di un sistema riservato ai soggetti richiedenti la tessera che assumono, quindi, la configurazione di consumatori di un mercato captive .
(In questi sensi non si comprende la definizione utilizzata nel Modulo :”Soci delle Società Partner”).
Questa qualifica di “consumatore qualificato” è comprovata dalla memorizzazione dei dati personali incorporati nella tessera attraverso un microchip sinteticamente illustrato nel 4° capoverso delle “Caratteristiche minime “ riportate nel Modulo; dati che sono a disposizione delle società che intervengono nel circuito
La tessera, qualora utilizzata per acquisti , in relazione alle disponibilità precostituite ,permette di “accumulare” punti e di raggiungere alcune “soglie” che consentiranno di effettuare ulteriori acquisti a condizioni più vantaggiose.
Questo sistema di incentivazione al consumo è stato strutturato anche in funzione di una ulteriore segmentazione della clientela secondo una logica tutta basata sulla quantità di spesa, in una relazione direttamente proporzionale a questa per cui più il soggetto spende più è importante.
Ma c’è di più, in questo sistema il consumatore assume qualificazioni diverse e tutte connesse alla sua capacità di spesa in base alla quale non solo diventa un cliente migliore ma addirittura un Grande cliente e, per attrazione dal nominalismo della Tessera, un Grande Tifoso e, quindi come tale entra a far parte, e solo per aver speso tanto, di un Club ancor più elitario .
Dott. Alfredo Parisi










