E’ stato, altresì, rilevato in detti interventi che, tra i motivi del ritardo, vi sono le ingerenze di presidenti di club, i quali cercano di tutelare interessi particolari, avocando a sé interessi generali.

Ciò premesso, si sottolinea che la causa di tale fermo risiede, specificamente,  nel fatto che, mentre era stato trovato un accordo tra maggioranza ed opposizione su un testo che prevedeva l’espressa salvezza dei vincoli ambientali, successivamente, mediante la presentazione e l’approvazione da parte della maggioranza di un apposito emendamento, la predetta salvezza è stata cancellata.

Ciò ha impedito ed impedisce una rapida approvazione del provvedimento in seno alla Commissione, in sede legislativa, senza, quindi, necessità di un passaggio in Aula.

Aggiungasi un prevedibile, ulteriore prolungamento dei tempi di approvazione, tenuto conto che, dopo l’eventuale approvazione da parte dell’Aula di Montecitorio, la legge dovrà tornare al Senato.

Appare, dunque, opportuno ed utile, per non dire necessario e doveroso, che la FIGC  si pronunci ufficialmente e pubblicamente in merito alla causa del suddetto ritardo e intervenga per rimuoverne la causa.

In particolare, la FIGC dovrebbe pronunciarsi in merito alla condivisione  o meno del fatto che, nel testo del disegno di legge, vi sia o non vi sia l’espressa salvezza dei vincoli ambientali.

Vincoli che, è bene ribadirlo, ricadono sotto la garanzia dell’art. 42, II comma, della Costituzione, con la conseguenza che la tutela di essi non può essere derogata, almeno legittimamente, né da leggi ordinarie né, tantomeno, da provvedimenti amministrativi.

Un pronunciamento ed un intervento della FIGC sarebbe, altresì, molto importante anche allo scopo di fugare il, allo stato delle cose, legittimo ed assai diffuso sospetto, che, in realtà, il disegno di legge possa essere ostaggio di interessi particolari estranei a quello dichiarato e reso manifesto dal provvedimento stesso .

D’altronde, appare fin troppo facile e comodo lamentare il ritardo nell’approvazione del disegno di legge, volutamente ignorandone o superficialmente sottovalutandone la vera causa, con argomentazioni pretestuose e che, in realtà, sono frutto di interessi molto particolari.

Pretesti, tra l’altro, smentiti dai fatti, come dimostra la circostanza che la Juventus, senza aver avuto affatto bisogno di una legge ad hoc, ha realizzato e sta per utilizzare, nel pieno rispetto delle normative vigenti e, in specie, di vincoli ambientali, costituzionalmente previsti e garantiti, un nuovo, moderno stadio , non comprendendosi, dunque, perché ciò che è stato possibile a Torino non lo possa essere anche a Roma ed in altre città d’Italia.

Per Sua opportuna informazione, alleghiamo alla presente :

a)      Copia di lettera del 23 maggio u.s. inviata alla Lega Calcio;

b)      Copia di lettera aperta del 19 maggio u.s. inviata al Sindaco di Roma, On.le Alemanno, con documentazione ad essa unita.

Nel ringraziare per l’attenzione ed in attesa del richiesto pronunciamento e intervento, nonché di un gradito riscontro,  nel frattempo, si porgono distinti saluti .

 

Il Presidente

Dr. Alfredo Parisi

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