(A)     Creazione di una Cassa di Compensazione europea gestita dalla UEFA per il trasferimento dei diritti dei calciatori provenienti da Federazioni straniere, mutuando le modalità, i termini e le garanzie adottate dalla Lega Calcio  in occasione dell’acquisto/cessione di tali diritti tra società appartenenti alle Leghe Calcio nazionali;
(B)    Rivisitazione del rapporto di lavoro subordinato  che attualmente regolamenta i rapporti società/calciatore, nel rispetto della normativa nazionale in tema di contratti di lavoro;
(C)    Corretta qualificazione della figura dell’Agente/Procuratore di calciatori  e trasparenza delle relazioni contrattuali con il soggetto rappresentato;
(D)    Campagna abbonamenti strutturata in modo da permettere, alla fine della chiusura della campagna di mercato di gennaio la risoluzione del contratto di servizio società/tifoso  in caso di conclamato depauperamento della rosa dei giocatori o di eventi straordinari, dipendenti da  carenze gestionali, comunque imputabili alla società ( come nel caso del Cagliari Calcio e delle palesi lesioni dei diritti degli abbonati in conseguenza delle carenze dello Stadio ), depauperamento riconosciuto dalla stessa Autorità indipendente che svolge le funzioni di verifica della correttezza e trasparenza dei bilanci delle società di cui al successivo punto I ;
(E)    Modello organizzativo ai sensi e per gli effetti del decreto legislativo 231/2001 da adottare non solo per l’ammissione alle competizioni UEFA, ma per tutte le società di Lega ( A,B, Pro) con la definizione dell’Organismo di Vigilanza  , previsto dalla norma, indipendente ed estraneo agli interessi degli shareholders. Conseguentemente, andrà  riconosciuta alla  società l’esimente prevista dalla norma con riferimento alla responsabilità oggettiva  di cui va, peraltro, ribadita la peculiarità del  mondo del calcio e sportivo in genere ;
(F)    Struttura dei bilanci delle società calcistiche omogenea, secondo format che ne consentano una facile lettura ed un coerente e trasparente  raffronto, anche con riferimento alle “ migliori pratiche” di settore ;
(G)    Rivisitazione delle sanzioni per le violazioni del Codice di Giustizia Sportiva e dei Regolamenti di settore in modo maggiormente afflittivo ed eliminazione della conversione dei giorni di sospensione dall’attività dei soggetti incolpati in termini monetari. In caso di gravissime violazioni del Codice, accertate al termine dei gradi di giudizio, esclusione del beneficio del patteggiamento;
(H)    Divieto di sottoscrizione di azioni di società calcistiche da parte di banche , o di società ad esse comunque riconducibili, in modo da non alterare una  sostanziale omogeneità  del mercato dei capitali di rischio del settore;
(I)    Affidamento dei controlli sui bilanci delle società calcistiche ad una Autorità indipendente ed esterna agli ordinari circuiti decisionali alla quale attribuire le funzioni ed i compiti attribuiti  attualmente alla COVISOC ed alla COAVISOC, come espressamente richiesto  davanti alla Commissione Parlamentare della Camera dei Deputati  nel luglio 2004 dal Presidente della Consob, Autorità cui affidare l’attestazione sub D, imponendo, peraltro, nella definizione degli accertamenti, tempi di conclusione coerenti con la tempistica sportiva del campionato successivo alle accertate violazioni;
(J)    L’annosa Questione  Stadio, dispersa in numerose interpellanze parlamentari ed integrazioni dell’originaria proposta di legge  che trova nel rispetto dei vincoli ambientali una barriera costituzionalmente insormontabile, appare ormai come un falso problema, così come dimostrato dalla realizzazione dello Juventus Stadium e come recentemente enfatizzato  dal Presidente dell’ Udinese Calcio.
“ Una società modello, con bilanci in attivo, guidata da un presidente lungimirante. Un sindaco manager. Un progetto che coinvolge la comunità”, cosi “ La Gazzetta dello Sport, 30 marzo 2013. “ Non è uno stadio di proprietà, ma è come se lo fosse”
La questione si risolve, quindi, con imprenditorialità, capacità di attrarre capitale di rischio e di credito , investimenti diretti della Società con immissione di  mezzi propri, un progetto al servizio della comunità di riferimento, “ Un sindaco collaborativo che ha ragionato da manager”.

 

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