Quella parte cui, nonostante ciò, l’ordinamento sportivo, in specie calcistico, si ostina pervicacemente a negare qualsiasi forma di rappresentanza e partecipazione alla vita del sistema stesso; un sistema chiuso nella ostinata difesa di una sua pretesa separatezza e nella sua assoluta autoreferenzialità. Separatezza che, invece, non sussiste, in quanto l’ordinamento sportivo è un ordinamento settoriale , alla stregua, per esempio, dei sindacati e dei partiti politici, di quello generale e non separato da esso e che, quindi, gode di autonomia ( autorganizzazione e autonormazione) nei limiti in cui essa non assuma rilevanza per e nell’ordinamento generale. A questo proposito, si tenga presente che “ In sostanza, l’organizzazione del settore dello sport( di indiscutibile interesse pubblicistico) è decentrata di fatto dallo Stato al CONI e da questo alle singole Federazioni sportive. Per tale ragione, gli atti emanati dalle Federazioni sportive che abbiano una c.d. “ rilevanza esterna” all’ordinamento sportivo( in quanto possano ledere interessi non solo sportivi, ma anche economicamente e quindi giuridicamente rilevanti), stante la loro natura di carattere pubblicistico ( in quanto volti ad espletare il compito pubblicistico dell’organizzazione della relativa attività sportiva, compito “ delegato” dallo Stato al CONI per lo sport in generale e dal CONI alle singole Federazioni per le varie discipline sportive) assumono portata e natura di provvedimenti amministrativi, tanto è che tali atti vengono assunti in posizione pubblicistico-autoritativa sovraordinata da parte della Federazione nell’interesse ( pubblicistico- collettivo) del miglior perseguimento della propria attività istituzionale nei confronti di soggetti tesserati sottoordinati ( con la conseguenza che la posizione di questi ultimi assume carattere di interesse legittimo). Tali principi sono validi oggettivamente per quanto riguarda tutte le Federazioni sportive ( pur essendo le stesse formalmente qualificate come soggetti di diritto privato dall’art. 15 del D.Lgs.n.242/1999, integrato dal D.lgs n. 15/2004, che comunque riconosce anche la “ valenza pubblicistica” dell’attività delle stesse), per la loro natura sostanziale di “ soggetto (o organismo) di diritto pubblico” ( in quanto ciò che rileva, al fine della determinazione della giurisdizione in generale, non è più la natura del soggetto, ma la natura dell’attività dallo stesso svolta”) “ ( cfr.Enrico Lubrano, in “I Rapporti tra ordinamento sportivo ed ordinamento statale nella loro attuale configurazione”, www.studiolubrano.it).
Ne consegue che l’autonomia riconosciuta all’ordinamento sportivo non può mai essere intesa come preclusiva per il legislatore statale di intervenire relativamente a materie ed aspetti che non siano esclusivamente di natura e carattere tecnici: cioè a dire concernenti la determinazione e l’applicazione dei profili tecnici del gioco, rispetto ai quali l’ordinamento statale risulta indifferente. Lo stesso discorso vale per la FIFA e per l’UEFA, la cui sovraordinazione alla FIGC va intesa, pur sempre, nei limiti dell’autonomia sopra specificati, dimodochè le regole delle Federazioni internazionali non possono mai precludere interventi, non di natura e carattere esclusivamente tecnici, né del legislatore internazionale né di quello nazionale nel cui ambito operano le singole Federazioni sportive nazionali. E’, dunque, alla luce di tutto quanto precede, assolutamente legittima, anzi doverosa, l’intenzione manifestata dal Presidente del Consiglio dei Ministri di un intervento, anche legislativo, di riforma del sistema calcistico, in particolare, nonchè dello sport in generale. Non è, infatti credibile che sia il sistema calcio e chi attualmente lo rappresenta e dirige ad autoriformarsi e ad autoemendarsi. Troppi sono, ormai, gli elementi che rendono tale ipotesi affatto inverosimile ed incredibile. Così come appare stupefacente che l’attuale Presidente della FIGC proclami, ai quattro venti, che la Federazione si costituirà parte civile nell’ambito del procedimento contro gli autori di “Dirty Soccer”, avendo tollerato e tollerando, da tempo, che ricopra le cariche di Consigliere e di membro del Comitato di Presidenza della stessa FIGC un soggetto, oltreché condannato in via definitiva per un reato finanziario, il quale, costituitasi la Federazione parte civile nei suoi confronti, è stato riconosciuto, con sentenza definitiva, responsabile di averla danneggiata e , quindi, tenuto a risarcirla. Neppure è più oltre tollerabile lo “ scaricabarile” e “ palleggiamento di responsabilità e di competenze” che, finora, sono stati assunti a pretesto per non commissariare la FIGC. Il CONI, nell’esercizio del suddetto potere-dovere, esercita una funzione pubblica ad esso delegata dallo Stato e, pertanto, tale funzione deve assicurare, secondo l’art. 97, comma 1, della Costituzione, il buon andamento e l’imparzialità amministrativa. Buon andamento ed imparzialità che implicano una lettura, non strettamente letterale e restrittiva, bensì logico-sistematica ed estensiva, così come rappresentato da Federsupporter al Presidente del CONI, della norma ( art.23, comma 3, dello Statuto del CONI) che prevede il commissariamento delle Federazioni sportive nazionali “ In caso di accertate gravi irregolarità nella gestione o di gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi federali o nel caso che non sia garantito il regolare avvio e svolgimento delle competizioni sportive ovvero in caso di accertata impossibilità di funzionamento dei medesimi”. Laddove fatti e comportamenti, recenti e meno recenti, di organi federali ( tali sono i Presidenti di Leghe, come quelle di Lega Pro e Lega Dilettanti, organi interni dellaFIGC) costituiscono indubbiamente gravi violazioni dell’ordinamento sportivo che impone a tutti i suoi componenti l’obbligo di osservanza dei doveri di lealtà, correttezza e probità, senza, poi, voler considerare che non è stato garantito il regolare svolgimento del corrente campionato di calcio di Serie A, essendo stato ammesso a parteciparvi una società, quale il Parma Calcio, non ammissibile, se fossero stati scrupolosamente osservati i doveri di vigilanza e controllo sulla situazione economico-finanziaria delle società di calcio, pur essa funzione pubblicistica esercitata dalla FIGC su delega del CONI, essendo, nel prosieguo del campionato stesso, detta società dichiarata fallita. Sono queste, si vorrebbe dire al pur stimato e apprezzabile presidente del CONI, le vicende che gettano discredito sul mondo del calcio e non certamente o prevalentemente lo spostamento di un giorno del derby capitolino. ___________________________________________
-2- Quello stesso Presidente che, peraltro, già da prima, aveva pubblicamente dichiarato che il suddetto mondo è screditato da chi lo rappresenta, senza, però, averne tratto, almeno fino ad oggi, le dovute conseguenze. Tutto ciò premesso e considerato, Federsupporter invierà nel corso della prossima settimana un ampio e dettagliato “ Dossier” al Governo, nelle persone del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Sottosegretario con delega allo sport, ma non solo, su tutti gli aspetti negativi che contraddistinguono un sistema non più in grado di autoriformarsi e che, per essere realmente cambiato in positivo, richiede urgenti e ineludibili interventi dall’esterno. In particolare, Federsupporte richiamerà l’attenzione su macroscopiche situazione di conflitto di interessi, di inosservanza dei doveri di lealtà, correttezza e probità, sulla messa in non cale di criteri sulla ineleggibilità e decadenza da cariche sportive : criteri resi un mero flatus vocis da interpretazioni dei regolamenti spesso fantasiose e dal cambiamento in corsa di regole palesemente ad personam. Richiamerà, inoltre, l’attenzione sull’attività degli agenti dei calciatori che, così come ripetutamente, ma finora invano, esposto per iscritto al competente Ministero del Lavoro, non è compatibile con la vigente disciplina di legge in materia di intermediazione di manodopera, dovendosi mettere fine ad una vera e propria, quanto illecita, forma di “ caporalato” per quanto riguarda il mercato dei calciatori ed ai correlativi intrecci di rapporti tra questi ultimi, i predetti agenti e le società che, oltre a integrare spesso situazioni di macroscopico conflitto di interessi, si sono prestati e si prestano, come rilevato dalla stessa Corte di Cassazione, a cospicue evasioni ed elusioni fiscali, nonché al riciclaggio di denaro. Ma Federsupporter richiederà, in primis, con forza, di essere preventivamente consultata dal Governo in ordine ad ogni ipotesi di riforma del sistema sportivo e calcistico, in spirito collaborativo e di leale cooperazione, proprio sul ribadito presupposto dell’esigenza che una vera e seria riforma del nostro sport e del nostro calcio deve e non può che venire dal basso: vale a dire dai tifosi, almeno dalla stragrande maggioranza della parte sana di essi, collettivamente rappresentati. Federsupporter ,altresì, nell’esercizio dei poteri-doveri insiti nella suddetta rappresentanza, non mancherà, come ha fatto relativamente alla vicenda “Calcioscommesse”, in cui si è costituita quale persona offesa dal reato nel procedimento in corso dinanzi al Tribunale di Cremona, di costituirsi quale persona offesa del reato anche nel procedimento relativo alla vicenda “Dirty Soccer” in corso dinanzi al Tribunale di Catanzaro.
Il Presidente Il Consigliere, Responsabile Dr. Alfredo Parisi dell’Area Giuridico-Legale, Avv. Massimo Rossetti

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