Ciò premesso, mentre, nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione dell’Appello, si è registrato un costante e significativo flusso di comunicazioni e di iscrizioni, attualmente si deve registrare un arresto di tale flusso.
Uno dei motivi principali di questo arresto, che si spera momentaneo, va attribuito, ad avviso di Federsupporter, al fatto che i mass media, sia a livello locale sia nazionale, in particolare quelli che si occupano di Lazio, hanno, finora, salva qualche eccezione, ignorato, continuando sistematicamente ad ignorare, quello che, nella storia e nel panorama calcistico, non solo romano, ma italiano, è un evento che non è esagerato definire storico.
Né può essere certamente trascurato il peso che la diffusione, ripetuta e sistematica, dell’informazione relativa a un tale evento da parte dei mass media può avere sul successo dell’iniziativa.
Si tenga presente che il punto 1 del Decalogo di autodisciplina dei giornalisti sportivi recita che “ il giornalista sportivo riferisce correttamente, cioè senza alterazioni e omissioni che ne modifichino il vero significato, le informazioni di cui dispone”.
Nel rinnovare, quindi, caldamente l’Appello rivolto ai tifosi piccoli azionisti il 22 maggio scorso, si fa anche appello ai suddetti mass media, affinchè, pur dando spazio a informazioni e notizie strettamente tecnico-sportive, quali quelle concernenti il calciomercato, diano, però, anche adeguato spazio, senza omissioni, all’informazione circa un’iniziativa che, lo si ripete, non è sicuramente, dal punto di vista giornalistico, di minore importanza ed interesse.
Più in generale, degni di menzione sono alcuni contenuti dell’ultimo numero (5/2016) dell’autorevole Rivista italiana mensile di geopolitica “ Limes” intitolato “ Il potere del calcio”.
Laddove, nel capitolo “ Chi comanda nel calcio italiano” ( pagg. 59-72), si dice che i tifosi sono “ vittime sacrificali e galline dalle uova d’oro, ma che non contano niente “ e che essi, pur essendo, di fatto, i maggiori finanziatori/azionisti del calcio italiano,” in pratica contano come coppe quando regna bastoni”.
Un calcio italiano in cui Claudio Lotito viene definito , nel citato capitolo, “ uomo di fatica che per conto del duo Galliani-Bogarelli ( ndr. quest’ultimo Amministratore Delegato di Infront) ha brigato in ogni elezione di Lega e di Federazione degli ultimi dieci anni provando a costruire una maggioranza fra i presidenti che potessero essere funzionali ai loro interessi”.
Quanto, infine, al progressivo, inarrestabile venir meno, in questi ultimi dodici anni, di una passione che, secondo le parole del filosofo Spinoza, può ormai qualificarsi come una “ passione triste”, si riporta l’allarmante e drammatico dato di presenza allo stadio relativo alla Lazio per la stagione sportiva 2015/2016, elaborato dall’Osservatorio Calcio Italiano, secondo cui tale presenza ha subito un decremento del ben 41,4%, record negativo nazionale, rispetto alla stagione sportiva 2014/2015.
Ciò con buona pace delle dichiarazioni rilasciate il 18 maggio scorso dal dr. Claudio Lotito, per il quale lo stadio “ è il simbolo del calcio e come tale deve portare ad accogliere il maggior numero di tifosi ed appassionati: sono loro a dar senso allo sport”.

 

Il Presidente
Dr. Alfredo Parisi

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