Proposte che possono essere così sinteticamente riassunte : riconoscimento per legge dei tifosi quali consumatori; partecipazione dei tifosi al capitale delle società; presenza maggioritaria dei tifosi negli organi di controllo delle società; stadi di proprietà di associazioni di tifosi; struttura omogenea dei bilanci delle società; autorità indipendente dalla FIGC ed esterna ad essa per le funzioni di vigilanza sulle società; requisiti specifici per l’acquisizione ed il controllo delle società; cassa di compensazione UEFA/FIFA per il trasferimento di calciatori da società appartenenti a Federazioni estere; disciplina di legge della figura e dell’attività degli agenti di atleti professionisti;  inconvertibilità di sanzioni disciplinari non economiche in economiche.

Copia della lettera, contenente le suddette proposte, è stata, altresì, inviata, per quanto di competenza, al Presidente del CONI, Dr. Giovanni Malagò.

La rinnovata iniziativa di Federsupporter sarà, dunque, la cartina di tornasole per verificare, se e in che misura, questa volta, sia reale ed effettiva la volontà, sia da parte delle Istituzioni statali sia di quelle sportive , di concretamente provvedere a quella, in più occasioni e finora invano, annunciata riforma.

Quest’ultima che non può, come detto, risolversi ed esaurirsi nella sostituzione di Tizio con Caio o con Sempronio né nel ”cambiare tutto perchè  nulla cambi” .

Un ruolo importante, affinchè questo non avvenga, sarà quello  che vorrà essere svolto dagli organi di informazione, di ogni tipo e ad ogni livello, finora e da troppo tempo, conniventi, fatta salva qualche rara occasione ed eccezione, con l’attuale sistema e con chi lo rappresenta e gestisce.

Un sistema che ha sempre inteso escludere i tifosi,  che ne sono i principali finanziatori, diretti o indiretti, da qualsivoglia forma di partecipazione.

Tifosi trattati alla stregua di “ minus habentes”, di “ utili idioti”, di soggetti titolari solo di doveri e non di diritti, nonché, a seconda delle opportunità e degli interessi perseguiti, a volte indiscriminatamente criminalizzati, anche dalle Istituzioni statali, a volte strumentalmente utilizzati dai padroni del pallone  per fini ed interessi del tutto estranei al calcio ed allo sport.

Il Presidente

Dr. Alfredo Parisi

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