Tor Tor di Valle: una vicenda grave ma non seria.
La vicenda oggi si tinge di una nuova “patina” di giallo che fa ritenere calzante ad essa il celebre aforisma di Ennio Flaiano.
Dopo l’indagine penale in corso che, secondo l’Ordinanza del GIP del Tribunale di Roma dell’11 giugno scorso, disvela un procedimento e singoli atti di esso in cui l’interesse pubblico sarebbe stato asservito all’interesse privato in spregio dei doveri che la Costituzione (art. 97) attribuisce alla Pubblica Amministrazione;
dopo che il Comune di Roma aveva spontaneamente deciso di chiedere al Politecnico di Torino un parere sulla mobilità relativa al Progetto;
dopochè quella che era stata definita una Relazione preliminare dello stesso Politecnico da cui emergeva ed emerge che il Progetto era ed è “ catastrofico” per la suddetta mobilità,
oggi intervengono dichiarazioni , a dir poco sconcertanti, del Prof. Bruno Dalla Chiara, responsabile per il Politecnico di Torino del documento in questione.
A distanza di mesi da quando la c.d. “Relazione preliminare” è stata resa pubblica da plurimi organi di informazione, il sunnominato relatore, disinvoltamente afferma, che essa sarebbe “ stata sottratta al Comune e contraffatta”.
Sorge spontanea una domanda: perché, se è vero quanto ora dice l’esimio Professore, egli non ha denunciato subito quanto sopra, la cui gravità non poteva certamente sfuggirgli?
Egli, inoltre, parla di “ contraffazione” apparentemente solo perché sul documento sarebbe scomparsa la dicitura “bozza interna riservata”,cosa che, ove fosse vera e confermata, non comporterebbe contraffazione tale da modificare sostanzialmente i contenuti del documento resi noti.
Il Comune di Roma, per parte sua, sembra smentire che il predetto documento sia stato “ sottratto”; ma, poi, da CHI ed a CHI ?
Quanto, altresì, al fatto che il documento stesso fosse e sia “riservato”, evidentemente il Professor Dalla Chiara ignora che , nella fattispecie, non sussiste alcun motivo ostativo ex lege che possa impedire la conoscibilità dell’atto da parte di chiunque vi abbia interesse, nel rispetto della normativa sulla trasparenza del procedimento, degli atti amministrativi e sul diritto di accesso ad essi.
Pertanto, la Relazione del Politecnico di Torino, sia essa preliminare o definitiva, non potrà, almeno legittimamente o lecitamente, restare “riservata”.
Aggiungasi che la normativa sugli stadi prevede, affinchè possa ritenersi sussistente il requisito del pubblico interesse, che tutte le operazioni di urbanizzazione, primarie e secondarie, per la realizzazione di tali stadi e di tutto quanto ad essi attinente, deve essere ad esclusivo carico del privato.
Diversamente gli stadi e gli annessi e connessi di questi ultimi finirebbero per essere a carico, totale o parziale, dei cittadini contribuenti.
Ciò anche in forma indiretta mediante, per esempio, sia la concessione di cubature destinate ad essere esclusivamente utilizzate dal privato a propri fini speculativi e commerciali, sia mediante la realizzazione a spese dello Stato o di Enti pubblici locali delle suddette opere o di alcune di esse.
Per concludere, anche alla luce di quest’ultimo episodio, appaiono necessarie ulteriori iniziative ed indagini della magistratura, affinchè si faccia piena luce su una vicenda dai risvolti inquietanti e che, ormai, oltre alla sua oggettiva gravità, denota, perfino, aspetti farseschi.
Avv. Massimo Rossetti










