- La natura e la valenza giuridiche di quanto richiesto al Politecnico di Torino sono quelle di valutazione ai sensi dell’art. 17 della legge 241/1990 sul procedimento amministrativo. Tali valutazioni, pertanto, hanno il fine ed il carattere esclusivamente accertativo e devono essere espressione di giudizi unicamente conformi a scienza. Vale a dire basate su fatti ed elementi certi, attuali e concreti. Risultano, quindi, prive di questi requisiti, valutazioni fondate su mere ipotesi, su fatti eventuali ed incerti, sia sul SE sia sul COME sia sul QUANDO. Ne deriva che valutazioni del Politecnico di Torino condizionate all’avverarsi di fatti e circostanze del tutto ipotetici, futuribili e incerte sono da considerarsi prive di qualsiasi valore di accertamento scientifico.
- Per quanto detto sub 1 la sola parte delle predette valutazioni che possiede i requisiti di scientificità accertativa è quella c.d.” diagnostica”.
Quella cioè che, sulla base di elementi concreti, certi ed attuali, conferma e ribadisce, così come nelle valutazioni preliminari, che il Progetto Tor di Valle , quale uscito dalla Conferenza di servizi decisoria, conclusasi nel dicembre 2017, avrebbe un impatto “ catastrofico”, non solo sulla mobilità ed i trasporti nell’area, persino nell’intera città, ma, anche, sulla “salute dei cittadini”.
Peraltro, sotto questo profilo le valutazioni del Politecnico di Torino non si discostano, anzi, se possibile, le aggravano, dalle valutazioni già espresse in merito in sede di Conferenza di sevizi dai competenti Uffici Tecnici sia del Ministero Infrastrutture e Trasporti sia della Direzione Territorio, Urbanistica e Mobilità della Regione Lazio.
D’altro canto, l’assenso dato dalla Conferenza di servizi al Progetto è solo formalmente ed apparentemente tale.
Esso, infatti, contiene una quantità e qualità di prescrizioni tali da dover far considerare l’assenso formale come dissenso sostanziale.
Ciò alla luce di quella giurisprudenza del Consiglio di Stato ( cfr. Decisione n.7566 del 2004) secondo cui “ Si considerano come dissensi in senso sostanziale quei pareri asseritamente favoreoli e, tuttavia, per la quantità e qualità delle prescrizioni ( e condizioni) poste alla base del rilascio del parere favorevole sono in realtà idonee a disvelare una posizione negativa dell’amministrazione partecipante”.
- Le considerazioni indicate nelle valutazioni del Politecnico di Torino prive, come rilevato, di qualsiasi natura e valore di accertamento scientifico, formano un quadro complessivo che, più che alla scienza, fa pensare alla fantascienza.
Si ipotizza e prefigura, infatti, che in un tempo indeterminato, che va da tre a dieci anni, la città di Roma si trasformi, dal punto di vista della mobilità e dei trasporti, in una ideale città del sole.
Ecco, dunque, che la tratta Roma-Lido, una delle più disastrate ed inefficienti al mondo, sarebbe in grado di garantire, in specie in occasione delle partite di calcio, un flusso e deflusso dall’area in questione di almeno 20.000 passeggeri su 16 treni l’ora ( in pratica 1 treno ogni 5 minuti). Né basta, perché si immagina che gli sfortunati ed eroici tifosi della Roma, una volta arrivati alla stazione Roma-Lido per Tor di Valle, debbano, per raggiungere lo stadio, attraversare due ponti ciclopedonali.
Vale a dire che dovranno percorrere un non breve tragitto a piedi o avvalendosi di biciclette rinvenibili in bike parking.
Una prospettiva che non è esagerato definire apocalittica, se si tiene presente che le partite si giocano, per lo più, durante il periodo autunnale ed invernale, spesso in notturna e che allo stadio si recano anche persone anziane, con problemi di salute, disabili, bambini.
Suscita, altresì, legittima sia pure amara ironia che si pensi, per davvero, di puntare a Roma sul bike sharing, dopo che questa soluzione è clamorosamente fallita, essendo praticamente “sparite “ le biciclette e, persino, le colonnine e le paline di sostegno delle stesse.
Aggiungasi che le misure suggerite dal Politecnico di Torino, onde sperabilmente per evitare il temuto impatto catastrofico, verrebbero poste a carico non del privato, bensì dei contribuenti.
Si verificherebbe così un paradosso: inversione del principio per cui al privato si concedono cubature edificabili in cambio di opere pubbliche che lo stesso privato si obbliga a realizzare a proprie spese. Viceversa, nel caso in esame si ipotizza che la parte pubblica, oltre a concedere al privato le cubature che servono al medesimo, si accollerebbe anche le spese relative alla realizzazione di opere di pubblico interesse necessarie al progetto dello stesso privato.
- Da ultimo, un raggiante Sindaco pro tempore del Comune di Roma, Virginia Raggi ( nomen omen),nella conferenza stampa tenutasi il 5 corrente ha,trionfalmente e perentoriamente, affermato che “ lo stadio si farà” e che, se lo vogliono, i “ proponenti” ( Quali ? il proponente è uno solo ed è la Società Eurnova del Signor Parnasi , indagato per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e di traffico di influenze proprio e principalmente con riferimento al Progetto Tor di Valle) potevano iniziare la costruzione del nuovo stadio entro l’anno.
Laddove è evidente che si vuole continuare a far finta di niente rispetto alla gravità di quanto, finora, emerso dalle indagini in corso, in specie dall’Ordinanza del GIP del Tribunale di Roma dell’11 giugno 2018.
Un’Ordinanza in cui, sulla base di numerose, inequivocabili intercettazioni telefoniche e di ammissioni di alcuni degli indagati si parla, senza mezzi termini, di una attività corruttiva” sistematica e pulviscolare” finalizzata all’adozione di atti amministrativi con una “ rinuncia a priori all’imparziale ponderazione degli interessi in gioco e di asservimento dell’interesse pubblico ad interessi privati”.
Ed è per questo motivo che Federsupporter, insieme con C.A.L.M.A, Associazione che riunisce numerose altre Associazioni di tutela ambientale e di cittadini, aveva, dapprima diffidato per quanto di rispettiva competenza, il Comune di Roma e la Regione Lazio e, poi, in mancanza di risposta, denunciato alla Procura della Repubblica di Roma, gli stessi per rifiuto ed omissione di atti d’ufficio, affinchè fossero stati adottati, quantomeno, provvedimenti cautelari in autotutela di sospensione dell’efficacia degli atti emessi nell’ambito del procedimento amministrativo concernente il Progetto Tor di Valle.
Ciò in temporanea attesa degli sviluppi e degli esiti dell’indagine penale e del processo o dei processi che, con ogni probabilità, ne scaturiranno, prevedibilmente, a breve.
Non risponde, infatti, ai doveri di buon andamento della Pubblica Amministrazione ( ex art. 97 Costituzione) andare avanti nel procedimento allorchè emergono, come sono emersi,fatti gravi tali da, se confermati, inficiare di legittimità l’intero procedimento e/o atti relativi e decisivi del medesimo, con conseguente annullamento del procedimento stesso e/o di tali atti, anche di quelli presupposti e conseguenti ad essi, per violazione di legge o per eccesso di potere.
Cosa che potrebbe comportare pesanti ricadute negative sia sul piano penale sia amministrativo per qui pubblici ufficiali che non avevano impedito un esito del genere facendo uso dei loro poteri-doveri.
Avv. Massimo Rossetti










