Il Club, quindi, dal punto di vista della giustizia sportiva è stato deferito per responsabilità diretta per i comportamenti dei suoi Presidenti pro tempore e per responsabilità oggettiva a seguito di quanto operato dal Presidente del Collegio sindacale.
Prima di affrontare la disamina dei fatti emersi nel corso dell’indagine penale della Procura della Repubblica di Palermo le cui risultanze, acquisite dalla Procura federale sono state prese a base della decisione del Tribunale Federale Nazionale ( C.U.n.63/TFN –Sezione Disciplinare – pubblicato il 13 maggio 2019) che ha portato alle pesanti sanzioni per il Club: “retrocessione all’ultimo posto del Campionato di Serie B della stagione sportiva in corso 2018/2019”, ritengo importante una riflessione sull’attuale situazione di governance del Club.
In questa situazione assume rilievo la nuova struttura societaria e di gruppo come emerge dai Comunicati del 15 gennaio e 19 maggio 2019 emessi rispettivamente da Sport Capital Group Holdings Ltd e da Sporting Network srl.
Per comprendere la catena di controllo del Club siciliano si deve fare riferimento ai due Comunicati sopra richiamati che, in successione di tempo ( gennaio-maggio 2019), hanno costruito l’attuale azionariato di riferimento.
Comunicato di Sport Capitale Group Ltd ( 15 gennaio 2019):
(A) Sport Capital Group Holdings Ltd
- detiene il 100% di Sport Capital Group Investments Ltd
che ha incorporato la Palermo Football Club spa
che ora detiene il 100% della U S Città di Palermo spa.
- acquisisce anche il 100% della MEPAL srl
- sottoscrive un aumento di capitale di 15 mln di sterline nella controllata Sport Capital Group Investments Ltd
Comunicato della U S Città dei Palermo spa ( 19 maggio 2019):
(B) Sporting Network srl , new company e società veicolo, costituita nel marzo 2019, acquisisce il 100%
- di Palermo Football Club spa
- di US Città di Palermo spa
- di Mepal srl
e sottoscrive un aumento di capitale sociale di € 5.000.000 ( assemblea del 10 aprile 2019) della US Palermo Calcio spa
Da una visura alla CCIAA di Roma la new company Sporting Network srl risulta avere sede in Roma, via San Damaso 15; Amministratore unico, Valente Giuseppe.
Il capitale sociale è detenuto da ARKUS Network srl (50%), AMANDATOUR spa ( 30%), HIGH SHARE Holding spa (20%).
Proseguendo nell’analisi della catena di controllo ora intervenuta nel Club ( maggio 2019) emerge che la srl ARKUS , apparentemente socio paritetico ( 50%) con gli altri due quotisti è, in effetti il dominus del Club, sia direttamente (50% di Sporting Network srl) sia indirettamente ( 30%) attraverso la AMANDATOUR, di cui Arkus detiene il 66,7% del capitale.
Peraltro, proprio attraverso ARHUS srl è possibile individuare il reale socio di riferimento del Club rosanero: la GEPRO INVESTMETS PARTNERS Ltd, detentore dell’ 89,7% del capitale di ARKUS.
In calce ( allegato) è riportata la schematizzazione della struttura del Gruppo che gestisce US Città di Palermo spa.
Veniamo ora ai “fatti” così come descritti dal Tribunale Federale Nazionale , basati sulla documentazione ricevuta (31 gennaio 2019) dalla Procura della Repubblica di Palermo
Tutte le operazioni contabili/amministrative che hanno realizzato, secondo il Tribunale Federale, una sistematica attività volta ad eludere” i principi de sana e prudente gestione finanziaria , proseguita interrottamente dal 2015 al 2018”, ruotano intorno al MARCHIO del Club.
6 novembre 2006: il Palermo vende alla LOCAT ( Gruppo UniCredit) il proprio marchio, ad un prezzo di € 30 milioni, sottoscrivendo, nel contempo, un contratto di leaseback che ne consentiva il riacquisto. Il costo di tale leaseback ( € 9 milioni) veniva detratto dall’erogazione in favore del Club che, così, incassava € 21 milioni, ma contestualmente, in forza del contratto di leaseback , in effetti un finanziamento pari a € 26,2 milioni, si impegnava al rimborso ( in 9 anni) con rate annue di € 2,9 milioni.
26 giugno 2014 : il Club vendeva alla MEPAL srl, società da esso controllata al 100%, il marchio ( ed il relativo contratto di leaseback) per € 17 milioni, prezzo che teneva conto della valutazione del marchio ( € 23 milioni) e delle rate già onorate ( € 6 milioni) del finanziamento concesso da Locat.
30 giugno 2016 : il Club vende la propria partecipazione in MEPAL alla società ALYSSA S.A (Luxembourg), facente capo alla Famiglia Zamparini, per € 40 milioni da pagare in due rate : al 31 maggio 2018 ed al 30 giugno 2019.
Il pagamento era garantito da fidejussione di GASDA spa, società che detiene una partecipazione nella ALYSSA S A e nella U S Città di Palermo spa.
Significativa è la seguente sintesi dell’operatività in precedenza descritta nei suoi aspetti economici e finanziari scaturenti dalla vendita diretta del marchio (alla Locat ,società di Leasing del Gruppo Unicredit) ed indiretta ( alla Mepal srl , soggetto partecipato, alla quale venivano anche ceduti i contratti di licenza stipulati con Flash Trading Group srl e Swan Co srl) ) ed alla cessione della stessa Mepal ad ALYSSA sa.
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Data |
Operazione |
Beneficiario |
Oggetto |
Incasso (€) |
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2006 |
Vendita |
Locato(Unicredit) |
Marchio |
21 milioni |
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2014 |
Vendita |
Mepal srl |
Marchio+ contratto leasing |
17 milioni |
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2016 |
Vendita |
Alyssa sa |
Mepal srl |
40 milioni |
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Totale |
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78 milioni |
Tutte operazioni i cui effetti economici e finanziari si sono riflessi nei bilanci del Club: la cessione Mepal ha generato una plusvalenza di circa € 22 milioni.
Nel gennaio 2019 vengono rilevate le seguenti operazioni:
La STD spa, aveva acquistato un credito di € 7,5 milioni dalla PENCILL HILL ltd.
Tale credito scaturiva da un accordo transattivo intervenuto tra la Pencill stessa e la US Palermo Calcio in relazione ad un contenzioso per i diritti di agenzia da riconoscere per l’acquisto del cartellino del giocatore DYBALA ( 26 gennaio 2017).
A sua volta la STD S.A, quindi creditrice ora della US Palermo Calcio e (22 gennaio 2018) lo cedeva tale credito alla ALYSSA S.A, senza alcuna causale , finalizzata a spiegarne la transazione.
Nel contempo la Alyssa ( società riconducibile a Zamparini) ) provvedeva a riconoscere alla US Palermo l’importo di € 5,7 milioni a titolo di compensazione di un precedente credito vantato ( senza nessuna documentazione) da Zamparini verso il Club.
24 gennaio 2018 : Zamparini per permettere ad ALYSSA S.A. il pagamento della prima tranche del debito contratto nell’acquisizione del marchio, effettua una operazione finanziaria di € 4 milioni in favore della ALYSSA SA.
La struttura dell’operazione :
a) finanziamento di € 4 milioni concesso dalla Società KALIKA a Zamparini;
b) finanziamento di € 4 milioni concesso da KALIKA ad ALYSSA. In questo finanziamento intervengono non gli amministratori delle due società ma, in rappresentanza della KALIKA, Zamparini ( e non l’Amministratore Luc Braun) e in rappresentanza della ALYSSA, Luc Braun;
In questo modo la US Palermo Calcio incassava € 4 milioni da ALYSSA oltre € 5,7 milioni a titolo di compensazione di un precedente debito che il Club aveva nei confronti di Zamparini.
Questi i fatti rilevati in sede giudiziaria e riportati nella decisione del Tribunale Federale che denotano una serie di anomalie ( non solo amministrative contabili) che coinvolgono società, persone e le stesse Autorità di vigilanza e controllo della FIGC ( La Co.Vi.Soc.) .
Anomalie tanto più gravi tenuto presente che, proprio per evitare comportamenti come quelli evidenziati dall’istruttoria giudiziaria e fatti propri da quella federale, erano state emanate dalla FIGC una serie di limitazioni in tema di acquisizioni di partecipazioni in società calcistiche in misura non inferiore al 10% , richiedendo particolari “requisiti di solidità finanziaria”( cfr Comunicato Ufficiale n. 189/A del 26 marzo 2015). Regolamento recentemente rinnovato ( cfr. Comunicato Ufficiale n. 90/A del 5 aprile 2019) ma che presenta le stesse problematiche tecnico-giuridiche che ho avuto modo di rappresentare ( 29 agosto 2015) nel Commento al Regolamento FIGC dell’epoca e che avrebbero dovuto comportare “ l’estensione di tale obbligo a tutte le società professionistiche costituite prima e dopo il 28 luglio 2015, sotto forma di spa, attualmente associate alla FIGC “.
Mentre rimangono senza risposta le domande se gli obblighi della “ solidità finanziaria” siano stati effettivamente verificati dalla FIGC , anche con riferimento alle più recenti acquisizioni societarie e ben prima del comunicato della complessa operazione portata a termine da Sport Capital Group Holdings ltd, è opportuno richiamare l’attenzione sulla recente evoluzione del concetto di impresa le cui caratteristiche sostanziali sono state sancite dalla Corte di Giustizia Europea e fatte proprie nella recente delibera ( 24 aprile 2019) dall’AGCM, che ha sanzionato per circa € 67 milioni società facenti parte del Gruppo MP Silva e società deel Gruppo IMG Media UK ltd per aver violato nell’acquisizioni dei diritti TV internazionali, i principi di concorrenza, concretizzando una “ intesa restrittiva del mercato”.
Così si è espressa l’AGCM : “ andando al di là della costituzione di sovrastrutture formali, richiedendosi di verificare in concreto se diversi soggetti, persone fisiche e giuridiche, formalmente distinte, siano riconducibili ad un’unica entità sostanziale e se, dunque, sotto l’aspetto economico, vi sia identità tra enti”.
E così si era espressa la Corte di Giustizia Europea : La nozione di impresa, nell’ambito di tale contesto deve essere intesa nel senso che essa si riferisce ad una unità economica, anche qualora, sotto il profilo giuridico, tale entità unica sia costituita da più persone, fisiche e giuridiche “ .
Ritengo che una simile impostazione non possa non essere seguita dalla FIGC nel controllo delle partecipazioni in società calcistiche professionistiche, qualora si voglia, veramente, tracciare quella filiera finanziaria che porti alla trasparenza dei detentori dei capitali di rischio.
Alfredo Parisi










