Condizione che consiste ( cfr.la mia Nota “Tor di Valle: alla ricerca dell’escamotage perduto” del 15 luglio scorso, in www.federsupporter.it) nell’obbligo della contestualità della prima utilizzazione pubblica del nuovo impianto sportivo con l’esercizio del trasporto pubblico su ferro nel termine di cui alla stessa Delibera.
Condizione essenziale non solo perché,espressamente e specificatamente, contemplata dalla citata Delibera ma, anche, soprattutto perché, essa trova la sua ratio nel fatto che gli interventi sull’intera tratta Roma-Lido sono interventi fondamentali ai fini della garanzia in sicurezza dell’accesso e del deflusso alla/dalla area, in particolare in occasione delle partite di calcio.
Appare, pertanto,singolare che, ora, si voglia eliminare o eludere quella condizione, oltretutto ricorrendo ad uno strumento del tutto inidoneo allo scopo.
Un parere, infatti, non può modificare una Delibera e non può essere emesso da un soggetto funzionalmente incompetente rispetto ad una modifica o ad una interpretazione autentica di una Delibera quale quella assunta dall’assemblea Capitolina.
Modifica e/o interpretazione autentica che , a tutto voler concedere, potrebbe essere solo dell’Organo che ha emanato quella Delibera.
Priva di qualsiasi fondamento, inoltre, appare la motivazione su cui si baserebbe il richiesta parere: vale a dire il fatto che i tempi di intervento sulla Roma-Lido di competenza regionale, non sarebbero prevedibili.
Cosa che evidentemente non c’entra nulla con la ratio della condizione, cioè l’accesso e il deflusso allo/dallo stadio in condizioni di sicurezza.
Aggiungasi, poi, che la non prevedibilità dei tempi di intervento sulla Roma-Lido sussistono ab origine,sia nella Delibera n. 132/2014, sia in quella successiva n. 32/2017, non rappresentando, perciò, un fatto nuovo e sopravenuto alle suddette Delibere tale da giustificare l’eliminazione di quella condizione.
Si rafforza, quindi, la convinzione che, in realtà, pur si di tirare a campare in ordine ad un progetto irrealizzabile per molteplici ed insanabili motivi, si cerchi di ricorrere a qualsiasi incidente, per non assumersi la responsabilità di ammettere che quel progetto deve ritenersi ormai morto.
Av.Massimo Rossetti










