E’ stata, infatti, necessaria una delibera della FIGC ( Comunicato Ufficiale n.173/A del 4 marzo) che ha disposto che “ tutte le competizioni sportive calcistiche organizzate dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A si disputeranno a porte chiuse per tutto il periodo di vigenza delle prescrizioni imposte dal DPCM 4.03.2020 e, comunque, sino a quando le disposizioni statali non modificheranno le stesse”.
Solo successivamente ( 5 marzo) è stato pubblicato il Comunicato della Lega Serie A che riporta una frase ancora più esemplificativa della propria impotenza a decidere : “ In questo scenario la Lega Serie A SI ADEGUA…..”
Una significativa autolimitazione che depaupera il significato stesso di una governance condizionata da interessi di parte e tanto più mortificata se si guarda al Comunicato della Lega Serie B ( n.117 del 5 marzo) in cui è questa Lega che “ dispone lo svolgimento a porte chiuse..”, così come anche la Lega Pro che nel suo Comunicato ( n. 139 del 5 marzo) “ dispone lo svolgimento a porte chiuse …”
E che l’interesse della Lega Serie A sia proiettato sugli aspetti di business è ulteriormente dimostrato dal Comunicato Ufficiale n. 204 del 5 marzo con cui viene convocata per il 12 marzo l’Assemblea.
Ben 11 punti all’ordine del giorno con “ L’emergenza COVID 2019” che figura al 5° punto.
Sarebbe stato molto importante e significativo, anche come messaggio da trasmettere al Paese, che questo argomento dell’emergenza sanitaria fosse stato l’unico in una Assemblea “straordinaria”nel corso della quale avrebbe potuto/dovuto essere esaminati tutti gli aspetti di questa crisi “ straordinaria”, anche alla luce di quanto affermato dal Presidente dell’AIC, Damiano Tommasi.
La fotografia di una Lega che dimostra la sua incapacità e nessun rispetto per la salute collettiva, di sportivi, atleti, addetti, tifosi, ma, soprattutto, per quei valori dello sport che riemergono, sempre peraltro solo a parole, divenuti ormai privi di reali contenuti.
Alfredo Parisi










